domenica 27 settembre 2009

Retrogrado

Dovresti aggiungere un bottone al soprabito, gli disse l’amico. L’incontrai in mezzo alla Cour de Rome, dopo averlo lasciato mentre si precipitava avidamente su un posto a sedere. Aveva appena finito di protestare per la spinta di un altro viaggiatore che, secondo lui, lo urtava ogni qualvolta scendeva qualcuno. Questo scarnificato giovanotto era latore di un cappello ridicolo. Avveniva sulla piattaforma di un S sovraffollato, di mezzogiorno.
Nella apposita cartella, il file La rabbia e l'orgoglio, il pezzo di Oriana Fallaci cui ho fatto un accenno sabato, e una versione più ampia, ma sempre non completa, degli Esercizi di stile di Quenau (da cui è tratto il passo in apertura).

sabato 26 settembre 2009

In ripresa

Riesco, terminata una fase iniziale piuttosto concitata, a tornare ad aggiornare il blog; superati gli incontri con i genitori, le prime riunioni di avvio dell'anno scolastico, i consigli di amministrazione che segnano la ripresa dopo la pausa delle ferie (che, quest'anno, ho fatto anch'io...), re-iniziare a mettere online considerazioni sulla propria attività di classe penso possa aiutare anche me a riprendere il senso delle priorità, per avviare gli alunni di questo nuovo anno a un lavoro intenso, convinto e sereno.
Si comincia!

domenica 6 settembre 2009

Regalare letame

Tra le stranezze recuperate nella recente visita a Londra i tre regali portati per il nipote credo abbiano molto di British. L'«Ant-quarium» è, penso, il desiderio di ogni bambino e il timore di ogni madre: un contenitore trasparente con del gel all'interno del quale dapprima seminare le essenze vendute e, dopo una settimana, posizionare delle formiche raccolte nel proprio giardino per vederne l'evoluzione. Ha un che di scientifico (il gel è stato testato anche in assenza di gravità), di ecologico (le formiche sarebbero da restituire al proprio habitat dopo due/tre settimane per provare con un'altra colonia) e di "fanciullesco".
Però la sorpresa maggiore del nipote è stata per le altre due scatoline: cacca di rinoceronte e cacca di renna, opportunamente trattate (!), con i semi per far crescere un alberello di banane e uno di Natale... Un'esperienza abbastanza nuova, per la natura delle piante, del concime e per l'origine dell'esperimento. Vi farò sapere come crescono; per ora accontentatevi di condividere con me la sorpresa e l'entusiasmo di Riccardo...

PS: il "consiglio della casa" ha deciso di rinviare la raccolta delle formiche per l'ant-quarium alla prossima primavera...

sabato 5 settembre 2009

Iniziare dai debiti

Mi sono seduto a capotavola per la prima volta, a scuola, presiedendo i consigli di classe per la verifica dell'assolvimento dei debiti formativi; un'esperienza fatta di burocrazia e deposito di firme, ma soprattutto di storie di ragazze e ragazzi che hanno avuto qualche difficoltà, più o meno prolungata (e più o meno superata...), nel corso del loro cammino scolastico.
È difficile entrare nelle storie di chi non si conosce; finora i debiti di cui avevo sentito parlare riguardavano persone con cui almeno un anno era stato condiviso, in classe. Devo davvero ringraziare i colleghi: penso si sia lavorato bene, con la serenità necessaria per discutere di ogni situazione e prospettare una soluzione che tenesse davvero conto del bene maggiore perseguito: quello del successo formativo (e non solo "scolastico") di ciascuno.
Cominciare dai debiti non è forse il modo simbolicamente migliore per avviare la propria attività; dall'altra parte avvicina, da subito, alla fatica della scuola ed alle delusioni che essa può causare, più o meno supportata dalla (non)voglia di studiare degli alunni. Credo però non ci potesse essere un avvio migliore, dato che la consapevolezza della necessità di fatica ed impegno deve stare alla base della propria partecipazione alla attività della scuola.
Per ciascuno (ed in prima istanza per me...) l'augurio di un anno scolastico davvero buono!

mercoledì 2 settembre 2009

Messaggi segreti a Llanfairpwllgwyngyllgogerychwyrndrobwllllantysiliogogogoch

Ho letto con entusiasmo la trama che segue, generata automaticamente da questo sito: dà l'idea che per essere e scrivere alla Dan Brown basti (o quasi...) un generatore automatico...
Buona esplorazione e buon divertimento.
(via manteblog, che ringrazio)


Robert Langdon e' un professore universitario la cui passione e' la simbologia religiosa, la Nutella, l'onanismo e l'epilazione del perineo.
Durante una lezione riguardante la simbologia fallica nelle opere di Alvise Spano' Robert Langdon riceve una chiamata da parte di Ubaldo Contursi, azionista di maggioranza dell'universita' di Llanfairpwllgwyngyllgogerychwyrndrobwllllantysiliogogogoch: Espedito Windows, azionista di maggioranza dell'universita' di Roma, e' stato trovato assassinato.
Il corpo e' stato posizionato maniera tale da ricordare "Il Porco della staffa" di Donatello.
Virginie Macintosh, sensuale storiografa, impone di seguire il professor Langdon nell'indagine sulla morte di Espedito Windows.
In quel momento l'uomo che ha ucciso Espedito Windows, un orrido arabo, racconta l'accaduto al suo mandante, una figura in ombra nota come Il Gran Maestro.
Spaventato per l'orrenda rivelazione, il professor Langdon si reca a Llanfairpwllgwyngyllgogerychwyrndrobwllllantysiliogogogoch per scoprire i messaggi segreti nascosti dietro "La Pieta'" di Raffaello, che secondo il nostro eroe era un gran maestro dell' Ordo Templi Orientis.
Esaminando con attenzione "Il Dolore" di Michelangelo, Robert nota che la freccia di Maria Maddalena si interseca con la carrucola dell'aquila formando una croce: la setta degli Illuminati di Baviera aveva seminato in giro indizi sul fatto che Gesu' era stato bocciato in seconda elementare.
In quel preciso istante nelle grotte vaticane il vescovo Lampreda, di fronte al conclave, esprime il suo timore per la scomparsa del cardinale camerlengo Lampreda.
Grazie all'ultimo indizio trovato Robert si reca di corsa alla abbazia di San Pietro dove lo attende l'orrido arabo. Dopo una aspra collutazione il nostro eroe neutralizza l'orrido arabo, che si lascia sfuggire una grande verita': Il Gran Maestro, il suo mandante, e' in realta' Ubaldo Contursi.
Messo alle strette, non vedendo piu' alcuna possibilita', Ubaldo Contursi si costituisce. Il mondo e' nuovamente salvo e anche la Chiesa che pero' deve meditare sui suoi errori. Robert Langdon e Virginie Macintosh si appartano in albergo.

lunedì 31 agosto 2009

L'ultimo giorno

Inizierò da domani un'avventura nuova, non connessa alla "abituale" ripresa della attività didattica (che, comunque, fin da quando frequentavo da alunno le scuole lascia in me un po' di nervosismo iniziale), ma da "coordinatore delle attività didattiche" (questa è la terminologia da utilizzare, nelle scuole paritarie, per indicare il preside) della scuola superiore in cui finora ho insegnato.
C'è un filo di emozione in più, ovviamente, come per ogni alunno che inizia un nuovo ciclo scolastico o universitario.
In questi giorni di test universitari di ammissione condivido, allora, con fanciulle e fanciulli che hanno terminato a luglio il loro iter nella scuola superiore la sensazione di nervosismo che penso li caratterizzi almeno un po', nella speranza che per ciascuno di noi i risultati siano quelli migliori possibile.

domenica 2 agosto 2009

buone vacanze!


Riviere,
bastano pochi stocchi d'erbaspada
penduli da un ciglione
sul delirio del mare;
o due camelie pallide
nei giardini deserti,
e un eucalipto biondo che si tuffi
tra sfrusci e pazzi voli
nella luce;
ed ecco che in un attimo
invisibili fili a me si asserpano,
farfalla in una ragna
di fremiti d'olivi, di sguardi di girasoli.
(...)
E. Montale, Riviere (da Ossi di seppia)

lunedì 27 luglio 2009

Dove stiamo andando

Pare che da settembre anche queste performance saranno utilizzabili...
Straordinario :-)

sabato 25 luglio 2009

La "Dorset Academy" che c'è (stata) in tutti noi

«Autobiographicus infelix suburbanus» è la felice definizione che Zadie Smith, nella prefazione, dà dell'autore di questo romanzo, letto di corsa tra ieri sera e stamattina e consigliato a quanti, in questo fine luglio, vogliano provare a risentire (da lontano, nello spazio e nel tempo) il profumo della scuola...
More about Una buona scuola

Si riparte da 1001

Per il primo post del nuovo migliaio, un interessantissimo articolo di fondo pubblicato su La Stampa da Luca Ricolfi. Una riflessione seria e documentata, capace di dire il peggio ma di prospettare un migliore futuro per la scuola italiana.

mercoledì 22 luglio 2009

1000!

Per il millesimo post del blog, una pagina di sicuro interesse da L'Eco di Bergamo di oggi...

PS: ed aggiungiamoci anche questa, da Il Giornale di Treviglio...

lunedì 20 luglio 2009

un sincero ringraziamento, a tutti!

Carissime Chiara Arn., Silvia, Federica, Valeria, Roberta, Martina, Debora, Michela, Chiara Map., Costanza, Alice, Giulia,

Carissimi Michele, Davide, Antonio C.M., Marco Candians, Matteo, Marco Col., Antonio Div., Giorgio, Giovanni, Lorenzo, Francesco, Andrea,


rinnovo a tutti, dopo averli anticipati anche per mail a chi era presente ieri sera, i miei sentiti ringraziamenti per il regalo, inaspettato. Portate con voi in vacanza, in maniera tale che possa essere ancora più divertente di quanto si prospetta, il mio sincero ringraziamento per questi tre anni: quando sono stato “vicino vicino” al piantare lì tutto, per dedicarmi ad altro, ho pensato al “contratto” stipulato con voi in terza e sono rimasto (non per la gioia di tutti, lo so, ma così è stato…). Mi sono (anche) divertito un sacco con voi, in classe, per questo ho il rimpianto di non potervi rivedere come alunni l’anno prossimo (beh, credo sia meglio, dal vostro punto di vista) ma al contempo provo la felicità del sapervi incamminati su strade che probabilmente vi porteranno alle soddisfazioni che meritate.
Mi auguro ci sia modo di tenersi in contatto (le tecnologie fanno miracoli anche su questo versante, oltre che su quello della depilazione indolore, come ho avuto modo di apprendere e constatare ieri sera…); è stata una grande fortuna per me avervi incontrati e aver almeno in parte condiviso un tratto (relativamente) breve ma significativo del vostro percorso scolastico, di amicizia e di vita.
Un saluto di cuore, l’augurio di buone vacanze e di buona fortuna, per ogni cosa.
Ciao.

beppe

PS: è il primo anno che non mi metto a fare statistiche, commenti, comparazioni e roba simile sui risultati finali, credo dipenda dal fatto che io stia raggiungendo la maturità del (vecchio) saggio... Parlando con qualcuno di voi ho avuto modo di sottolinearne il carattere molto relativo e poco assoluto (come spesso avete avuto modo di ap-(o dis-)prezzare nella mia relazione con i numeri...) di queste valutazioni, che pretendono di essere oggettive ma tali proprio non sono. Nel gruppo su FB vi ho segnalato un articolo che esprime bene anche il mio pensiero in merito. Credo la cosa importante sia aver imparato a misurarsi con un ostacolo, essere stati in grado di oltrepassarlo (più o meno elegantemente) e, soprattutto, aver fatto tesoro dell'esperienza. Quella, davvero, non ve la toglie nessuno e vi fa essere sempre più e sempre meglio voi stessi. Auguri di nuovo (e 'fanculo a ciò che non è andato per il meglio).

sabato 18 luglio 2009

Mai letta una presentazione migliore...

Dalì dipinse tre orologi che si liquefano in La persistenza della memoria (1931): uno è sospeso ad un albero, per ricordare che la durata di un evento può essere dilatata nella memoria; un altro, con una mosca su di sé, suggerisce che l’oggetto della memoria è una qualche specie di carogna, che imputridisce nella stessa maniera in cui si liquefa; il terzo orologio deformato si avvolge a spirale intorno a un’ibrida forma embrionale – simbolo del modo in cui la vita distorce la forma geometrica e l’esattezza matematica del tempo meccanico. L’unico orologio non liquefatto è ricoperto di formiche, che sembrano divorarlo mentre esso divora il tempo delle nostre vite.
Stephen Kern, Il tempo e lo spazio – La percezione del mondo tra Otto e Novecento, Il Mulino 2007, pag. 32
Un volume che consiglio caldamente a tutti.

sabato 11 luglio 2009

colloqui 5

DEBORA
Argomenti iniziale: Achille figlio del tempo
Italiano: la reinterpretazione critica del mito
Latino: La favola di Amore e Psiche nelle Metamorfosi di Apuleio
Inglese: Joyce, Ulysses. Il monologo interiore. Raffronto Achille/Ulisse
Filosofia: dialettica e fenomenologia dello spirito in Hegel
Matematica: Limite finito per una funzione in un punto. Teorema di unicità del limite
Fisica: proprietà di un conduttore in equilibrio elettrostatico
Scienze: la biologia dell’apparato genitale. Caratteri sessuali secondari

MICHELA
Argomento iniziale: La leucemia. La malattia e la cura attraverso il trapianto di cellule staminali emopoietiche
Scienze: staminali e midollo osseo
Fisica: autoinduzione
Matematica: Integrale indefinito, definito ed improprio
Filosofia: l’idealismo trascendentale di Fichte e Schelling
Inglese: Stevenson, Dr. Jeckyll and Mr. Hyde. Funzione della medicina
Italiano: Un raffronto tra “Meriggio” di d’Annunzio e “Meriggiare pallido e assorto” di Montale

CHIARA
Argomento iniziale: Nietzsche profeta della decadenza e della rinascita
Filosofia: Nitezsche e il superuomo
Italiano: la figura dell’imperatore nel sesto canto del Paradiso
Latino: la Farsalia di Lucano e la critica alle guerre civili
Inglese: Orwell, 1984. L’arte per l’arte: Wilde
Matematica: Minimo e massimo relativi e assoluti in una funzione; teoremi di Weierstrass.
Fisica: Forza di Lorentz. Moto di una carica in un campo magnetico
Scienze: apparato circolatorio, assorbimento intestinale.

GIOVANNI
Argomento iniziale: il materialismo ottocentesco
Inglese: Darwin. Implicazioni delle sue teorie per l’epoca vittoriana e per l’oggi
Italiano: Rosso Malpelo e il darwinismo sociale di Verga
Latino: Satyricon
Filosofia: materialismo storico in Marx e materialismo in Feuerbach
Matematica: Asintoto di una funzione: definizione e determinazione
Fisica: forza di Coulomb. Campo elettrico. Principio di sovrapposizione
Scienze: L’apparato digerente e la digestione.

recupero quarto giorno
MARTINA
Argomento: la perdita della centralità dell’uomo
Filosofia: morte di Dio e superamento della morte
Inglese: Modernismo. Joyce, strema of consciousness
Italiano: una panoramica sui romanzi letti nell’anno
Matematica: Limite finito in un punto di una funzione. Teorema di Lagrange
Fiisica: il motore elettrico
Scienze: il potenziale di membrana. Descrizione dell’encefalo

recupero terzo giorno
MATTEO
Argomento iniziale: Energia dall’idrogeno
Scienze: gli enzimi digestivi e ei catalizzatori chimici
Fisica: proprietà generali del campo elettrico
Matematica: teoremi di Rolle e Lagrange
Filosofia: il positivismo
Inglese: Owen, Dulce et decorum est. Huxley, Brave new world. Il ruolo della scienza nella società
Italiano: la scapigliatura

Che senso avrà mai il punteggio finale della maturità?

Condivido e diffondo, anche in relazione alla prossima pubblicazione degli esiti degli esami della commissione di cui ho fatto parte, questo interessante articolo tratto da ilsussidiario.net

giovedì 9 luglio 2009

60, 65, 72, 83, 90, 95, 100: tutto finisce in un numero, è questo l’esito di tanta tensione, di un impegno come non mai, di tanto lavoro fatto, ma anche di poche e tante lacune, tutto sintetizzato in un numero.
Ma che senso avrà mai questo numero? Che senso avrà mai il punteggio finale dell’esame di stato? Un senso minimo, del tutto relativo, e non perché sia lo specchio di una scuola senza qualità, ma perché pensare di sintetizzare la preparazione di uno studente con un voto è irragionevole, non c’entra nulla con la serietà che dovrebbe avere ogni valutazione, ancor di più quella finale.
Se uno studente potesse vedere cosa succede quando alla fine del suo colloquio si chiude la porta e gli insegnanti decidono il voto del suo esame si renderebbe conto della poca credibilità che ha quel numero, non sempre, ma almeno nel novanta per cento dei casi.
Un numero non è in grado di esprimere la complessità della preparazione di uno studente, un numero non può indicare il valore delle sue capacità, un numero non sa fotografare la ricchezza umana e culturale che uno studente porta con sé, tanto meno il grado di conoscenza che ha raggiunto.
Del resto spesso questo numero è il frutto di una mediazione: alla fine del colloquio l’insegnante di matematica dice trenta, quello di filosofia dice invece ventidue, quello di italiano dice ventotto, per cui si fa venticinque, lo si somma agli scritti, che valgono 38, perché in italiano il ragazzo ha preso 13, in matematica 15, in terza prova 10, e al credito che è 20: dalla somma esce 83, ed eccolo qui il voto finale! Una somma di ingredienti che sono diversi e rimangono tali e quali, tanto che se fosse stato per l’insegnante di matematica avrebbe dato 100 e invece deve accettare un voto così basso perché deve mediare i suoi alti risultati con quelli più bassi delle altre materie. È quello dell’esame di stato un voto che spesso non rispecchia la realtà, viene da un meccanismo antivalutativo, perché non sta in nessun serio sistema che se uno studente vale 10 in matematica, 8 in italiano e 6 in filosofia, allora vale complessivamente 8. Ma che senso ha?
Per questo bisogna che gli studenti e le famiglie sappiano del valore del tutto relativo, convenzionale degli esami di stato e non gli diano il peso che non ha.
D’altra parte sarebbe decisivo per una ripresa di serietà della valutazione che il ministro restituisca ad ogni insegnante il suo voto, quello specifico, quello con cui valuta le conoscenze e le capacità espresse nella sua disciplina senza mischiarle con quelle delle altre discipline. Sarebbe il ritorno alla realtà, un ritorno che renderebbe tutto più semplice e più chiaro, non come oggi che in nome di una assurda pratica della collegialità si mette tutto nello stesso calderone, con la conseguenza che uno studente quando vede il numero cui dovrebbe corrispondere il suo livello di maturità non sa minimamente a che cosa equivalga.
Nell’attesa che il ministro tolga il punteggio finale dell’esame di stato, ponendo fine ad una farsa che è durata troppo, una cosa gli studenti che in questi giorni vedranno esposto sul tabellone il loro punteggio la devono sapere: ognuno di loro vale più di quel punteggio, molto di più, e saperlo è il trampolino di lancio verso il futuro.

(Gianni Mereghetti)

mercoledì 8 luglio 2009

Fenomeno Facebook

di Pier Cesare Rivoltella
(da Facebook)

Venerdì scorso mi sono trovato in una conferenza pubblica (a Gignese, sul Lago Maggiore) a riflettere sul fenomeno Facebook. L'occasione è stata utile per fare ordine all'interno di una serie di appunti, impressioni, idee che sulla questione avevo già fissato (e parzialmente pubblicato in un contributo su "Vita e Pensiero", 2009, n. 1) e sto organizzando in vista di un articolo di taglio antropologico che una rivista di Teologia mi ha chiesto di scrivere per un numero monografico sul tema della persona.

Organizzo la mia riflessione attorno a quattro domande-chiave:
1) cosa è Facebook?
2) dove, quando e perché nasce?
3) quali funzioni svolge?
4) a che rischi eventuali espone l'utente?

1) Cosa è Facebook? Si può rispondere a tre livelli.
Sul piano tecnologico, Facebook è un applicativo del Web 2.0, per la precisione un Social Software. Due precisazioni sono d'obbligo. Quando si parla di Web 2.0 si fa riferimento alla "seconda generazione" del Web, caratterizzata dal concetto-chiave che la piattaforma non è più il software, ma il Web (come ben evidenzia il "mondo Google" con tutti i suoi servizi). Dentro il Web 2.0, il Social Software rappresenta una generazione di applicativi la cui funzione è di rendere possibile la condivisione di contenuti digitali (testi, immagini, video), i propri commenti ad essi, la categorizzazione degli stessi (tagging).
Sul piano materiale, invece, Facebook è un album, un portfolio che consente di raccogliere e condividere immagini, filmati, note di testo, messaggi, con altri utenti della Rete.
Infine, sul piano sociale, Facebook è un sistema per ripristinare, attivare e mantenere contatti con altre persone, confermando l'ipotesi della Teoria dei sei gradi separazione (ha anche un gruppo in FB attraverso il quale si può partecipare all'esperimento). Tra le madeleines più straordinarie e commoventi che mi sono capitate a questo riguardo negli ultimi messi: il mio amico Lorenzo, più visto dopo la prima elementare e ritrovato in FB 40 anni dopo; la mia amica Giselda, oggi in Nuova Zelanda, anche lei ritrovata in FB dopo almeno 20 anni.

2) Dove, quando e perché nasce?
FB nasce nel 2004, all'Università di Harvard, ad opera di uno studente allora diciannovenne, Mark Zuckerberg, con due funzioni:
- consentire alle matricole di orientarsi nel campus;
- favorire il ricongiungimento degli alumni dopo gli anni dell'Università.
Questa duplice vocazione rimane intatta anche oggi che FB è il social network più diffuso al mondo, con duecento milioni di utenti nel mondo (dato di aprile 2009):
- la funzione di orientamento negli usi friendship driven, favorendo la (ri)costituzione di reti amicali, disegnando mappe di appartenenza geografica (come nel gruppo "Italiani"), autoironicamente etnica ("Noter de Berghem"), di genere ("Amici del Milk"), ecc.;
- la funzione di gestione dei contatti negli usi interest driven, aggregando comunità di interesse e guidando l'ingegneria sociale attraverso la capitalizzazione dei contatti con le persone (anche se su questo aspetto specifico altri social software svolgono meglio la funzione, come Linkedin).

3) Quali funzioni svolge?
Mi pare di poterne indicare almeno tre.
FB svolge anzitutto una funzione antropologica. Infatti costituisce per giovani e meno giovani un momento di effettiva costruzione del Sé, attraverso:
- la possibilità che offre all'utente di fornire una propria autorappresentazione (le famose "fotine" di FB);
- l'opportunità che fornisce di autonarrarsi (mediante le informazioni su gusti, tendenze, scelte e quant'altro che si possono inserire nel profilo);
- le narrazioni condivise con gli altri (dai messaggi in bacheca, alle chat che si possono intrattenere con gli utenti che sono connessi mentre anche noi lo siamo, le proprie "note", un vero e proprio blog interno).
In tutti questi casi l'elemento che spicca è l'estroflessione del processo di costruzione del Sé, un processo che riguardava in passato solo l'interiorità del soggetto e che oggi passa in maniera sempre più decisa dallo spazio pubblico.
FB svolge anche una funzione sociale. Mi sembra che lo faccia sottolineando il valore della relazione per la relazione. Anche in questo caso si possono portare diversi esempi a supporto:
- la comunicazione fàtica (ben rappresentata dalla funzione che consente di mandare un "poke" a un amico o di rispondere a un suo "poke");
- la comunicazione non finalizzata (come quando veniamo taggati in qualche fotografia);
- la cross-comunicazione (resa possibile dalle notifiche di eventi che, proprio perché visualizzabili sulla propria home page, vengono estesi anche al proprio social network);
- la comunicazione ludica (a base di giochi, quiz, ecc.);
- la comunicazione inclusiva (tipica degli inviti a gruppi o ancora una volta ad eventi).
L'elemento rilevante mi pare sia a questo livello la confusione dei retroscena che FB produce. Il retroscena, nella sociologia della performance di Goffman, è lo spazio che l'individuo condivide solo con chi vuole e al quale riserva il proprio "volto privato". Nel retroscena si dismettono le maschere ufficiali, i ruoli formali, ci si sente più liberi. E' quello che succede in FB, dove però il retroscena è... pubblico. Occorre terlo presente.
Terza e ultima funzione di FB: la funzione politica. A questo livello si può dire che FB costituisca un potentissimo strumento di convocazione, ovvero di pressione istituzionale. Lo fa attraverso:
- la circolazione delle opinioni nello spazio pubblico (come quando scrivo delle note, o ricorro alla funzione di blog embedding che mi consente di importare - come nel mio caso - il mio blog in FB);
- l'organizzazione del consenso e il movimento di pressione sull'opinione pubblica (come quando si aprono gruppi o si avviano petizioni);
- il raccordo e la mobilitazione degli individui e dei gruppi (soprattutto attraverso gli eventi, come il recente caso Iran ha confermato).

4) Quali rischi comporta?
Un ultimo accenno ai rischi di FB, che mi sembra siano un po' gli stessi degli altri applicativi del Social Network. Indico i due principali:
- la perdita del controllo sui propri dati personali. Non è solo un problema tecnico (i dati rimangono sui server anche dopo l'eventuale cancellazione del mio account), ma anche sociale: infatti anche se i miei dati non li colloco io in FB, lo potrebbe fare uno qualsiasi dei miei amici, come quando vengo taggato in fotografie che io magari mai avrei pubblicato;
- il fattore-tempo. Con i nuovi media c'è un problema di manutenzione e un problema di saturazione. Di manutenzione: aggiornare i nostri profili nel Web 2.0 occupa tempo, che si aggiunge al tempo necessario per rispondere alle mail. C'è un problema di sostenibilità. Di saturazione: i nuovi media, sempre disponibili, assorbono anche i nostri non-tempi, quei tempi in cui non facevamo nulla, restavamo in silenzio. Si tratta di una questione molto rilevante soprattutto per le giovani generazioni (come attesta un bel libro di Giuseppe Ardrizzo cui ho avuto il piacere di partecipare).

martedì 7 luglio 2009

Contaminazioni

Un mio grande (ex)collega scrive con scioltezza e perizia di Facebook, qui.
Assolutamente da leggere!

Assaggiare le tarme della farina

Un'insolita iniziativa, sabato 11 luglio, promossa dal Museo di Scienze Naturali di Bergamo e raccontata in quest'articolo: una degustazione guidata di insetti (cavallette, tarme del miele e della farina, bachi da seta) accompagnata da degustazione di vini appropriati.
Se qualcuno ci va, faccia sapere, per favore...

(per informazioni e prenotazioni: Tel 035 286011, Museo di Scienze di Bergamo)