sabato 7 luglio 2012

Fuori registro

«Tra tutti i ripetenti, l'insegnante è il più ripetente di tutti. Gli studenti, come sassi di una fionda, fanno un po' di giri e poi finiscono via. L'insegnante resta, anno scolastico dietro anno scolastico, imbambolato dalla giostra su cui è salito a sei senza sapere che non ne sarebbe sceso più». Ricordo con piacere la lettura di questo romanzo di Domenico Starnone, Fuori registro. È stata un'avventura particolare, quella di quest'anno, con una delle classi qualitativamente meglio impostate (nonostante, all'esame, gli esiti dello scritto di italiano, i peggiori della mia carriera scolastica...) e disposte al lavoro. Nel momento in cui si chiude l'avventura e penso al prossimo anno, all'idea di far coesistere ancora -seppur con qualche difficoltà di agenda- presidenza, sindacatura ed insegnamento, beh, resto sempre più convinto del fatto che io non riesca a fare a meno dello stare in classe, del discutere con fanciulle e fanciulli che diventano grandi, del costruire insieme un pezzo di strada leggendo e commentando le parole di altri, già grandi, che ci hanno preceduto. Un modo come un altro per dire che a settembre si ricomincia, dalla terza (A, naturalmente), e che spero questo blog potrà servire ancora.

martedì 8 maggio 2012

Ultimi passi per il documento di maggio

E' disponibile il file per l'indicazione del romanzo scelto tra quelli presentati in classe. Richiederei la cortesiadi una abbastanza sollecita compilazione. Grazie!

lunedì 2 aprile 2012

Il "vostro" documento di maggio

E' disponibile al link indicato la bozza del programma di italiano e latino che sarà inserito nel documento del consiglio di classe; ne suggerisco la modifica e le eventuali proposte di correzione (non solo per sottrazione, sia chiaro...). L'ultima parte del programma, con la lettura di autori del secondo novecento, la "chiudiamo" al ritorno dalle vacanze di Pasqua.

giovedì 15 marzo 2012

domenica 11 marzo 2012

Sei personaggi in cerca di autista

Ho come l'impressione che non riusciremo ad andare a vedere nemmeno i Sei personaggi in cerca di autore; dubito ci possiamo accontentare dei surrogati... :-)

venerdì 3 febbraio 2012

Non m'è mai piaciuta la neve

e, ieri, la mia convinzione s'è consolidata; non sono mai stato tanto in tensione quanto ieri pomeriggio, dopo aver concordato con i sindaci di Romano e Caravaggio l'ordinanza per la sospensione delle lezioni. Un pomeriggio passato a domandarmi se la scelta fosse la migliore possibile, quali disagi avrebbe potuto provocare e, d'altro canto, quali rischi si sarebbero potuti affrontare tra oggi e domani viste le severe previsioni sul maltempo. E mi sono tornati in mente la mia mattinata a scuola, i 7 alunni su 24 della "mia" quinta, i dati sulle assenze richiesti alle scuole trevigliesi (dal 5 all'84%), i ritardi negli arrivi ed i ricordi degli anni scorsi, quando il ritorno a casa a volte sembrava una sintesi dell'odissea. Ci sono stato male, davvero; più di quanto non lo sia stato da molto tempo: nemmeno la decisione di candidarmi a sindaco, lo stress della campagna elettorale, la tensione dei turni di votazione hanno avuto lo stesso, strano e davvero spiacevole, effetto. Molti "mi piace" di alunni soddisfatti, qualche lamentela di genitori costretti a fermarsi a casa (ma, lo ricordo, le scuole non sono state chiuse: sono state sospese le lezioni, cosa ben diversa...) per stare con i figli più piccoli.  Di sicuro, l'idea che un "protocollo Treviglio" per la prossima emergenza possa strutturarsi su un'azione preventivamente condivisa con dirigenti scolastici, prefettura, ufficio scolastico provinciale e sindaci dei comuni per evitare l'incertezza delle ultime ore e, soprattutto, evitare di far percorrere inutili kilometri di strada ad alunni che a scuola troveranno solo pochi compagni con cui trascorrere il tempo in attività per lo più tutt'altro che didattiche. Non m'è mai piaciuta la neve; con la decisione di ieri abbiamo intaccato al massimo l'1% del calendario scolastico annuale delle lezioni. Visto quanto c'era e c'è in gioco, abbiamo creduto fosse un rischio da correre.

giovedì 26 gennaio 2012

Incipit

M'è sembrato di percepire un certo interesse, stamattina, nell'esame degli incipit dei romanzi che abbiamo analizzato per comprendere le strategie narrative (più o meno subdole) degli autori. Li ho riportati nel file in cartella, per chi volesse fare qualche approfondimento.

domenica 22 gennaio 2012

I Viceré

È stata un'avventura, che non per tutti ha portato ai risultati sperati, la lettura integrale de I Viceré di De Roberto, un'esperienza nuova per una mia quinta superiore. C'è invece chi ha saputo appassionarsi alle vicende, inseguendo l'autore nei suoi percorsi innovativi per la presentazione di un quadro sociale in forte disfacimento e in grado di anticipare il «Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi!» del Gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa con le parole finali di Consalvo
La storia è una monotona ripetizione; gli uomini sono stati, sono e saranno sempre gli stessi. Le condizioni esteriori mutano; certo, tra la Sicilia di prima del Sessanta, ancora quasi feudale, e questa d'oggi pare ci sia un abisso; ma la differenza è tutta esteriore. Il primo eletto col suffragio universale non è né un popolano, né un borghese, né un democratico: sono io, perché mi chiamo principe di Francalanza. Il prestigio della nobiltà non è e non può essere spento [...]. Il nostro dovere, invece di spezzare le nuove leggi, mi pare quello di servircene!
Ecco, insomma, per chi ha apprezzato e per chi invece non ha del tutto compreso il romanzo, un suggerimento davvero caldo: le pagine 31-79 del saggio di Vittorio Spinazzola, Il romanzo antistorico, liberamente accessibile su Liberliber, sono di vero aiuto per comprendere appieno la profondità dell'opera. Nelle pagine precedenti, altrettanto interessanti, è impostato il raffronto tra I Viceré, I vecchi e i giovani ed Il Gattopardo. Davvero una bella lettura.

mercoledì 28 dicembre 2011

Programma delle letture per il giro di gennaio

Nello splendore di google documents, il file con le letture del primo giro, giusto giusto al ritorno dalle vacanze di Natale. (per i più tradizionalisti, il file ".doc" è disponibile nella solita cartella-deposito, linkata a lato)

martedì 27 dicembre 2011

Del "volume 5"

A domattina per l'elenco puntuale e preciso dei brani da conoscere per il prossimo giro; vale la pena di sottolineare da subito che Verga, De Roberto, Pascoli, Carducci e d'Annunzio sono imprescindibili (e, mi pare, si può iniziare a ripassare/studiare da lì...).

giovedì 10 novembre 2011

Malavoglia 1.1 e 2.0

I quesiti per la seconda parte del lavoro su I Malavoglia sono disponibili nella cartella online.

domenica 6 novembre 2011

Memoria, memorie

È da un po' che non giro da queste parti; leggendo le statistiche degli accessi mi accorgo di aver seminato il panico, qualche giorno fa, avendo costretto i miei alunni di quinta a girare da queste parti per cercare indicazioni per un lavoro (che faremo giovedì prossimo...) su I Malavoglia. Ma il silenzio del blog è stato compensato da tante occasioni per parlare in pubblico, per interventi scritti e verbali sugli argomenti più disparati, connessi ai vari incontri che ho avuto la fortuna/il piacere/l'occasione di fare. È, il mese di novembre, un periodo caratterizzato dal ricordo, sia per le solennità che lo aprono, nel calendario liturgico, sia per la concomitante commemorazione dei caduti di tutte le guerre. Per ciascuno, insomma, un'occasione per guardarsi un po' alle spalle ed intravedere i segni del proprio passato, i compagni del proprio cammino e avere sempre maggiore consapevolezza del riflesso pubblico di ogni nostra azione, indipendentemente dal ruolo o dalla professione che svolgiamo. Ero a Treviglio, stamattina, per la commemorazione ufficiale dei caduti di tutte le guerre; ho percepito in molti dei partecipanti la volontà di esserci non per una ritualità stanca ma per la viva convinzione della necessità della memoria. E, mi pare che finché saremo in grado di fare memoria, soprattutto di momenti di difficoltà e di crisi come quelli che hanno attraversato coloro che ci hanno preceduti, saremo in grado di affrontare anche la nostra crisi, le nostre quotidiane difficoltà.

lunedì 19 settembre 2011

Provocazioni berlinesi

Parlavo stamattina, in classe, di questo strano momumento qua...

Spettacoli dell'anno

Una proposta per le "visioni" teatrali dell'anno.
Potremmo pensare a due spettacoli di Pirandello (ed, eventualmente, uno a Bergamo ed uno a Milano) e un viaggio nel "Mistero buffo" di Fo reinterpretato da Paolo Rossi.
Lascio le date a futura memoria e per vedere se riusciamo a organizzare qualcosa.

9-20 novembre (Carcano-Mi)
Pirandello, Il berretto a sonagli
27 marzo-1° aprile (Donizetti-Bg) o 12-22 aprile (Carcano-Mi)
Pirandello, Sei personaggi in cerca d’autore
5-17 giugno (Piccolo-Mi)
Fo, Il mistero buffo

venerdì 9 settembre 2011

Soffermàti sull'arida sponda...

...iniziamo l'anno, fin dal primo giorno, con due belle ore secche su Manzoni (si prega di portare l'apposito volume dell'antologia). Invito a riprendere le indicazioni operative per la stesura dei lavori estivi che, orario alla mano, giovedì dovranno essere consegnati.
Un saluto a tutte/i; a lunedì.

lunedì 29 agosto 2011

Bar: dentro & fuori

Ho fatto pochissima "vita da bar", preferendo frequentare, tempo fa, l'oratorio.
Ma trovo che questo pezzo di Ilvo Diamanti, su La Repubblica di oggi, possa davvero offrire spunti interessanti.
Ai miei tempi (...) i bar erano luoghi e centri sociali. Ci passavi le sere. Le domeniche. Uscivi di casa e andavi là, dove incontravi gli amici. Il barista era una figura leader della formazione giovanile. Veniva dopo i genitori, gli insegnanti e gli amici stretti. Andavi al bar. Poi decidevi dove recarti. Al cinema, a una manifestazione, a una festa, a zonzo. E ci tornavi più tardi. Peró potevi anche scegliere di rimanere lì. Di passarci la sera a giocare a biliardo, a calcetto, a carte. A bere, chiaccherare, tirare tardi. E, comunque e soprattutto, la vita del bar si svolgeva inevitabilmente dentro. Dentro. Il bar, come ho detto, era un luogo e un centro sociale in sè. E, in particolare, "un" bar. Dove si trascorreva gran parte del tempo libero.
Ora non è più così. Basta girare per le città per vedere che i giovani si ammassano "fuori". Davanti e intorno al bar. Occupano uno spazio ampio, variabile. Il marciapiede, l'intera strada (...).
I bar. Sono divenuti stazioni di passaggio di una vita itinerante. Di una generazione itinerante, sempre in movimento, sempre in viaggio. Perché costretta - o meglio, indotta - a vivere un eterno presente. Precario. Una generazione di passaggio. Alla ricerca di un luogo dove fermarsi, finalmente. Tra un bar e l'altro.
E, questo articolo, fa venir voglia di rileggere Bar Sport di Stefano Benni.

martedì 23 agosto 2011

martedì 16 agosto 2011

Scampoli #2

Ecco perché il cittadino virtuoso che si applicasse veramente e che vivesse per l'interesse generale, non ne ricaverebbe per sé un magro vantaggio, perché non solo vivrebbe così in un modo più umano conformemente alla sua natura ma, per di più, si renderebbe, per quanto possibile, simile alle specie più perfette di lui. Inoltre preserverà meglio i suoi affari privati se anteporrà ad essi l'interesse generale e non questi all'interesse generale; infatti quando gli affari pubblici sono ben organizzati, allora sia questi che quelli privati sono di natura tale da essere perfettamente salvaguardati; ma quando ciò che è privato si separa dall'interesse generale, sono entrambi distrutti.

Pletone, Trattato delle virtù, 11