a margine delle attività che si fanno in classe (ma non solo) · integrabile ed integrato con facebook & il sito-deposito
giovedì 15 marzo 2012
Che cos'è un documento di maggio
Meglio ci si impratischisca, anche nell'attuale quinta A, dando un'occhiata alla versione utilizzata nell'anno precedente (e che ha dato buoni risultati, direi...)
domenica 11 marzo 2012
Sei personaggi in cerca di autista
Ho come l'impressione che non riusciremo ad andare a vedere nemmeno i Sei personaggi in cerca di autore; dubito ci possiamo accontentare dei surrogati... :-)
venerdì 3 febbraio 2012
Non m'è mai piaciuta la neve
e, ieri, la mia convinzione s'è consolidata; non sono mai stato tanto in tensione quanto ieri pomeriggio, dopo aver concordato con i sindaci di Romano e Caravaggio l'ordinanza per la sospensione delle lezioni. Un pomeriggio passato a domandarmi se la scelta fosse la migliore possibile, quali disagi avrebbe potuto provocare e, d'altro canto, quali rischi si sarebbero potuti affrontare tra oggi e domani viste le severe previsioni sul maltempo.
E mi sono tornati in mente la mia mattinata a scuola, i 7 alunni su 24 della "mia" quinta, i dati sulle assenze richiesti alle scuole trevigliesi (dal 5 all'84%), i ritardi negli arrivi ed i ricordi degli anni scorsi, quando il ritorno a casa a volte sembrava una sintesi dell'odissea.
Ci sono stato male, davvero; più di quanto non lo sia stato da molto tempo: nemmeno la decisione di candidarmi a sindaco, lo stress della campagna elettorale, la tensione dei turni di votazione hanno avuto lo stesso, strano e davvero spiacevole, effetto.
Molti "mi piace" di alunni soddisfatti, qualche lamentela di genitori costretti a fermarsi a casa (ma, lo ricordo, le scuole non sono state chiuse: sono state sospese le lezioni, cosa ben diversa...) per stare con i figli più piccoli.
Di sicuro, l'idea che un "protocollo Treviglio" per la prossima emergenza possa strutturarsi su un'azione preventivamente condivisa con dirigenti scolastici, prefettura, ufficio scolastico provinciale e sindaci dei comuni per evitare l'incertezza delle ultime ore e, soprattutto, evitare di far percorrere inutili kilometri di strada ad alunni che a scuola troveranno solo pochi compagni con cui trascorrere il tempo in attività per lo più tutt'altro che didattiche.
Non m'è mai piaciuta la neve; con la decisione di ieri abbiamo intaccato al massimo l'1% del calendario scolastico annuale delle lezioni. Visto quanto c'era e c'è in gioco, abbiamo creduto fosse un rischio da correre.
giovedì 26 gennaio 2012
Incipit
M'è sembrato di percepire un certo interesse, stamattina, nell'esame degli incipit dei romanzi che abbiamo analizzato per comprendere le strategie narrative (più o meno subdole) degli autori.
Li ho riportati nel file in cartella, per chi volesse fare qualche approfondimento.
domenica 22 gennaio 2012
I Viceré
È stata un'avventura, che non per tutti ha portato ai risultati sperati, la lettura integrale de I Viceré di De Roberto, un'esperienza nuova per una mia quinta superiore. C'è invece chi ha saputo appassionarsi alle vicende, inseguendo l'autore nei suoi percorsi innovativi per la presentazione di un quadro sociale in forte disfacimento e in grado di anticipare il «Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi!» del Gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa con le parole finali di Consalvo
La storia è una monotona ripetizione; gli uomini sono stati, sono e saranno sempre gli stessi. Le condizioni esteriori mutano; certo, tra la Sicilia di prima del Sessanta, ancora quasi feudale, e questa d'oggi pare ci sia un abisso; ma la differenza è tutta esteriore. Il primo eletto col suffragio universale non è né un popolano, né un borghese, né un democratico: sono io, perché mi chiamo principe di Francalanza. Il prestigio della nobiltà non è e non può essere spento [...]. Il nostro dovere, invece di spezzare le nuove leggi, mi pare quello di servircene!Ecco, insomma, per chi ha apprezzato e per chi invece non ha del tutto compreso il romanzo, un suggerimento davvero caldo: le pagine 31-79 del saggio di Vittorio Spinazzola, Il romanzo antistorico, liberamente accessibile su Liberliber, sono di vero aiuto per comprendere appieno la profondità dell'opera. Nelle pagine precedenti, altrettanto interessanti, è impostato il raffronto tra I Viceré, I vecchi e i giovani ed Il Gattopardo. Davvero una bella lettura.
mercoledì 28 dicembre 2011
Programma delle letture per il giro di gennaio
Nello splendore di google documents, il file con le letture del primo giro, giusto giusto al ritorno dalle vacanze di Natale.
(per i più tradizionalisti, il file ".doc" è disponibile nella solita cartella-deposito, linkata a lato)
martedì 27 dicembre 2011
Del "volume 5"
A domattina per l'elenco puntuale e preciso dei brani da conoscere per il prossimo giro; vale la pena di sottolineare da subito che Verga, De Roberto, Pascoli, Carducci e d'Annunzio sono imprescindibili (e, mi pare, si può iniziare a ripassare/studiare da lì...).
giovedì 10 novembre 2011
Malavoglia 1.1 e 2.0
I quesiti per la seconda parte del lavoro su I Malavoglia sono disponibili nella cartella online.
domenica 6 novembre 2011
Memoria, memorie
È da un po' che non giro da queste parti; leggendo le statistiche degli accessi mi accorgo di aver seminato il panico, qualche giorno fa, avendo costretto i miei alunni di quinta a girare da queste parti per cercare indicazioni per un lavoro (che faremo giovedì prossimo...) su I Malavoglia.
Ma il silenzio del blog è stato compensato da tante occasioni per parlare in pubblico, per interventi scritti e verbali sugli argomenti più disparati, connessi ai vari incontri che ho avuto la fortuna/il piacere/l'occasione di fare.
È, il mese di novembre, un periodo caratterizzato dal ricordo, sia per le solennità che lo aprono, nel calendario liturgico, sia per la concomitante commemorazione dei caduti di tutte le guerre. Per ciascuno, insomma, un'occasione per guardarsi un po' alle spalle ed intravedere i segni del proprio passato, i compagni del proprio cammino e avere sempre maggiore consapevolezza del riflesso pubblico di ogni nostra azione, indipendentemente dal ruolo o dalla professione che svolgiamo.
Ero a Treviglio, stamattina, per la commemorazione ufficiale dei caduti di tutte le guerre; ho percepito in molti dei partecipanti la volontà di esserci non per una ritualità stanca ma per la viva convinzione della necessità della memoria. E, mi pare che finché saremo in grado di fare memoria, soprattutto di momenti di difficoltà e di crisi come quelli che hanno attraversato coloro che ci hanno preceduti, saremo in grado di affrontare anche la nostra crisi, le nostre quotidiane difficoltà.
lunedì 19 settembre 2011
Spettacoli dell'anno
Una proposta per le "visioni" teatrali dell'anno.
Potremmo pensare a due spettacoli di Pirandello (ed, eventualmente, uno a Bergamo ed uno a Milano) e un viaggio nel "Mistero buffo" di Fo reinterpretato da Paolo Rossi.
Lascio le date a futura memoria e per vedere se riusciamo a organizzare qualcosa.
9-20 novembre (Carcano-Mi)
Pirandello, Il berretto a sonagli
27 marzo-1° aprile (Donizetti-Bg) o 12-22 aprile (Carcano-Mi)
Pirandello, Sei personaggi in cerca d’autore
5-17 giugno (Piccolo-Mi)
Fo, Il mistero buffo
Potremmo pensare a due spettacoli di Pirandello (ed, eventualmente, uno a Bergamo ed uno a Milano) e un viaggio nel "Mistero buffo" di Fo reinterpretato da Paolo Rossi.
Lascio le date a futura memoria e per vedere se riusciamo a organizzare qualcosa.
9-20 novembre (Carcano-Mi)
Pirandello, Il berretto a sonagli
27 marzo-1° aprile (Donizetti-Bg) o 12-22 aprile (Carcano-Mi)
Pirandello, Sei personaggi in cerca d’autore
5-17 giugno (Piccolo-Mi)
Fo, Il mistero buffo
venerdì 9 settembre 2011
Soffermàti sull'arida sponda...
...iniziamo l'anno, fin dal primo giorno, con due belle ore secche su Manzoni (si prega di portare l'apposito volume dell'antologia). Invito a riprendere le indicazioni operative per la stesura dei lavori estivi che, orario alla mano, giovedì dovranno essere consegnati.
Un saluto a tutte/i; a lunedì.
Un saluto a tutte/i; a lunedì.
domenica 4 settembre 2011
Rotolo-volume-tablet
Un interessante articolo, breve e conciso, sul passaggio al libro digitale (e il confronto con la precedente transizione dal rotolo al codice).
lunedì 29 agosto 2011
Bar: dentro & fuori
Ho fatto pochissima "vita da bar", preferendo frequentare, tempo fa, l'oratorio.
Ma trovo che questo pezzo di Ilvo Diamanti, su La Repubblica di oggi, possa davvero offrire spunti interessanti.
Ma trovo che questo pezzo di Ilvo Diamanti, su La Repubblica di oggi, possa davvero offrire spunti interessanti.
E, questo articolo, fa venir voglia di rileggere Bar Sport di Stefano Benni.Ai miei tempi (...) i bar erano luoghi e centri sociali. Ci passavi le sere. Le domeniche. Uscivi di casa e andavi là, dove incontravi gli amici. Il barista era una figura leader della formazione giovanile. Veniva dopo i genitori, gli insegnanti e gli amici stretti. Andavi al bar. Poi decidevi dove recarti. Al cinema, a una manifestazione, a una festa, a zonzo. E ci tornavi più tardi. Peró potevi anche scegliere di rimanere lì. Di passarci la sera a giocare a biliardo, a calcetto, a carte. A bere, chiaccherare, tirare tardi. E, comunque e soprattutto, la vita del bar si svolgeva inevitabilmente dentro. Dentro. Il bar, come ho detto, era un luogo e un centro sociale in sè. E, in particolare, "un" bar. Dove si trascorreva gran parte del tempo libero.
Ora non è più così. Basta girare per le città per vedere che i giovani si ammassano "fuori". Davanti e intorno al bar. Occupano uno spazio ampio, variabile. Il marciapiede, l'intera strada (...).
I bar. Sono divenuti stazioni di passaggio di una vita itinerante. Di una generazione itinerante, sempre in movimento, sempre in viaggio. Perché costretta - o meglio, indotta - a vivere un eterno presente. Precario. Una generazione di passaggio. Alla ricerca di un luogo dove fermarsi, finalmente. Tra un bar e l'altro.
martedì 23 agosto 2011
martedì 16 agosto 2011
Scampoli #2
Ecco perché il cittadino virtuoso che si applicasse veramente e che vivesse per l'interesse generale, non ne ricaverebbe per sé un magro vantaggio, perché non solo vivrebbe così in un modo più umano conformemente alla sua natura ma, per di più, si renderebbe, per quanto possibile, simile alle specie più perfette di lui. Inoltre preserverà meglio i suoi affari privati se anteporrà ad essi l'interesse generale e non questi all'interesse generale; infatti quando gli affari pubblici sono ben organizzati, allora sia questi che quelli privati sono di natura tale da essere perfettamente salvaguardati; ma quando ciò che è privato si separa dall'interesse generale, sono entrambi distrutti.
Pletone, Trattato delle virtù, 11
Scampoli
C'è nelle scuole una linea didattica che ha ad una estremità la situazione tipica da liceo classico (che io chiamo l'obitorio della scuola italiana): un insegnante che parla per cinque ore, una classe in silenzio. Quando mia figlia se ne lamenta e io le chiedo «tu che fai?» lei risponde «ma io non ascolto».C. Melazzini, Insegnare al principe di Danimarca, pag. 66
venerdì 1 luglio 2011
Ho corso troppo ma mi avete aspettato: grazie!
In poche occasioni, da quando l'ho aperto, ho trascurato così tanto il blog.
Inizialmente era uno strumento, anche innovativo, principalmente per condividere le risorse che, durante le lezioni, non si riuscivano a discutere. Lo accompagnava anche il desiderio di comunicare, come bene ieri sera mi ricordava Umberto (davvero uno dei miei "grandi" exalunni), che i prof hanno una vita anche fuori da scuola, nutrono passioni e interessi e spesso fa piacere comunicarne parte a coloro con cui si passa gran parte del proprio tempo. Poi è arrivato facebook (la parentesi di wave, purtroppo, è finita troppo presto): più comodo ed immediato, ma destinato a consumarsi subito, evaporando in fretta. In questi giorni poi alla concitazione di fine anno (consigli di classe per i casi più problematici, incontri coi genitori, scrutini finali ed esami di maturità) s'è aggiunto l'avvio del mandato amministrativo, dopo una lunga ed intensa campagna elettorale. Mi ha rimproverato Massimo (altro grande...), che cura il suo blog e che aggiorna FB, pur avendo appena superato l'esame per la specializzazione, facendomi presente questo lungo silenzio. E ci ho pensato un po', perché oggi la giornata è stata convulsa come al solito, facendomi intrecciare ruoli diversi, incontri diversi ed emozioni diverse. Ci ho pensato perché quando qualcuno ti dice che vuole sentirti parlare o vuole leggere le tue due righe, beh, ti dà il segnale di una vicinanza che sta proprio nella condivisione non solo dei grandi momenti, ma anche delle piccole cose giornaliere.
Non mi riprometto di aggiornare quotidianamente il blog, non so se ce la faccio; ma credo che due parole in più non facciano male, perché è bello, davvero, sentire vicini quanti passano anche da queste strade virtuali e, magari, hanno trascorso qualche anno della loro vita di alunni come tuoi allievi.
Ieri sera Massimo e Umberto li ho rivisti alle nozze di Silvia e Tommaso, due loro compagni di classe che fin dalla fine della terza liceo hanno iniziato una duratura e feconda relazione. Mi ha commosso, davvero, il vederli sposati (e, per di più, da don Damiano) così come l'aver ricevuto un invito alla cerimonia. È il tempo che ho sottratto alla frenesia del quotidiano e che ieri ho trascorso distesamente e con serenità ad avermi aiutato; ci aggiungo la passeggiata improvvisa di oggi pomeriggio, davvero inaspettata, con mio nipote, per le vie di Bergamo, dopo le corse tra maturità, MIA, Provincia e commercialista.
Riprendo in mano Seneca, citato in questi giorni di esami più volte come tragediografo che come trattatista, per rileggere una sententia di valore indiscutibile: «Exigua pars est vitae qua vivimus. Ceterum quidem omne spatium non vita sed tempus est» (De brevitate vitae, II 2). La dedico a chi corre troppo e, durante la corsa, dimentica o, meglio, trascura quanti gli stanno vicino, da tempo. Grazie a tutti, anche qui, per avermi aspettato.
Inizialmente era uno strumento, anche innovativo, principalmente per condividere le risorse che, durante le lezioni, non si riuscivano a discutere. Lo accompagnava anche il desiderio di comunicare, come bene ieri sera mi ricordava Umberto (davvero uno dei miei "grandi" exalunni), che i prof hanno una vita anche fuori da scuola, nutrono passioni e interessi e spesso fa piacere comunicarne parte a coloro con cui si passa gran parte del proprio tempo. Poi è arrivato facebook (la parentesi di wave, purtroppo, è finita troppo presto): più comodo ed immediato, ma destinato a consumarsi subito, evaporando in fretta. In questi giorni poi alla concitazione di fine anno (consigli di classe per i casi più problematici, incontri coi genitori, scrutini finali ed esami di maturità) s'è aggiunto l'avvio del mandato amministrativo, dopo una lunga ed intensa campagna elettorale. Mi ha rimproverato Massimo (altro grande...), che cura il suo blog e che aggiorna FB, pur avendo appena superato l'esame per la specializzazione, facendomi presente questo lungo silenzio. E ci ho pensato un po', perché oggi la giornata è stata convulsa come al solito, facendomi intrecciare ruoli diversi, incontri diversi ed emozioni diverse. Ci ho pensato perché quando qualcuno ti dice che vuole sentirti parlare o vuole leggere le tue due righe, beh, ti dà il segnale di una vicinanza che sta proprio nella condivisione non solo dei grandi momenti, ma anche delle piccole cose giornaliere.
Non mi riprometto di aggiornare quotidianamente il blog, non so se ce la faccio; ma credo che due parole in più non facciano male, perché è bello, davvero, sentire vicini quanti passano anche da queste strade virtuali e, magari, hanno trascorso qualche anno della loro vita di alunni come tuoi allievi.
Ieri sera Massimo e Umberto li ho rivisti alle nozze di Silvia e Tommaso, due loro compagni di classe che fin dalla fine della terza liceo hanno iniziato una duratura e feconda relazione. Mi ha commosso, davvero, il vederli sposati (e, per di più, da don Damiano) così come l'aver ricevuto un invito alla cerimonia. È il tempo che ho sottratto alla frenesia del quotidiano e che ieri ho trascorso distesamente e con serenità ad avermi aiutato; ci aggiungo la passeggiata improvvisa di oggi pomeriggio, davvero inaspettata, con mio nipote, per le vie di Bergamo, dopo le corse tra maturità, MIA, Provincia e commercialista. Riprendo in mano Seneca, citato in questi giorni di esami più volte come tragediografo che come trattatista, per rileggere una sententia di valore indiscutibile: «Exigua pars est vitae qua vivimus. Ceterum quidem omne spatium non vita sed tempus est» (De brevitate vitae, II 2). La dedico a chi corre troppo e, durante la corsa, dimentica o, meglio, trascura quanti gli stanno vicino, da tempo. Grazie a tutti, anche qui, per avermi aspettato.
sabato 28 maggio 2011
Rinasce una cascina (2)
giovedì 19 maggio 2011
Programma letture italiano
Salvo errori & omissioni (il rappresentante incaricato ha lavorato un po' approssimativamente...) nella cartella di quinta è disponibile l'elenco dei brani analizzati in classe durante l'anno. Buona revisione!
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