domenica 15 ottobre 2006

Praha

Le cose che ricordo (cronologicamente)
La puntualità di tutti il mattino della partenza
Malpensa triste e (quasi) solitaria
Nicola, il menagramo aereo
Le musiche da flebo dell’autista che ci ha presi e riportati all’aeroporto ceco
La velocità delle scale mobili, soprattutto a Invalidovna
Ukončete výstup a nástup, dveře se zavírají
Gli odori terrificanti che si sprigionano da chioschi, negozi alimentari e ristoranti
La ricerca disperata della piastra per capelli
La quantità di birra e cibo che d.G.S. si scofana
La risalita contromano (e la cazziata della seconda sera...)
La nebbia della seconda mattinata
Il registratore che si palla in continuazione al castello di Konopiste
In albergo, le notti calme dei trevigliesi e bordellose dei clarensi
«Ma dove non è stato Kafka?»
La quantità di carne ingurgitata il terzo giorno
La “strana storia” dell’alunna scomparsa
Le guide spericolate del collega C.B. nel quartiere ebraico
Tutti a toccare la raffigurazione di Giovanni Nepomuceno buttato dal ponte
Le 10 corone raccolte con il «Don Bosco ritorna» sul Ponte Carlo
L’entusiasmo generalizzato (pure dei 35enni!) per il LaserGame nei pressi di Můstek

Le cose che mi hanno infastidito
Qualche urlo/verso/schiamazzo, in camera
Qualche “fuga” nei momenti seri
Qualche mia incazzatura, inutile e di troppo

Le cose che mi hanno sorpreso
Tutti (o quasi…) presenti
Nessuno strascinamento da deportazione durante le visite
L’invito alla serata after (grazie davvero, ma gli -anta incombenti non me la permettono...)

Le cose che mi hanno “commosso”
I disegni dei bambini di Terezin
I discorsi fatti con qualcuno, quando se n’è presentata l’occasione
La capacità di rispettare le promesse

Conclusione
C’è chi pensa sia stata una gita, può darsi; per me è stato più di un esame di maturità. Tutti promossi (con valutazioni diverse, ovviamente… -- scritto sogghignando bastardamente)
E che Giovanni Nepomuceno, Carlo IV, Hus, Francesco Ferdinando, Kafka & co. veglino su di noi.

lunedì 9 ottobre 2006

viaggiodistruzioneecultura

beh, leggermente angosciante la catena fonosillabica, con quel "distruzione" che fa presagire il peggio.
mi vengono in mente i giorni a Barcellona di 3 anni fa, con la mezza rissa in sala giochi, la notte al pronto soccorso, il tizio che aveva scassato il mobile, quello che s'era microfratturato l'alluce (secondo giro al pronto soccorso), quello che s'era perso e quelli che s'erano messi a fare il festino a fumo...
era finita con 8 sospensioni di durate diverse, se non ricordo male.
ma non era iniziata così male come questa volta; domani si parte e io sostituisco la prof di arte, originaria accompagnatrice ufficiale. Oggi s'è dispersa la seconda accompagnatrice, prontamente sostituita dal collega di filosofia, con cui ho condiviso "quella" Barcellona. Ci aggiungiamo che si vola con Alitalia, il cui amministratore delegato pochi giorni fa ha parlato di possibile bancarotta e vedo prospettive poco allettanti per il ritorno.
Nel compenso le previsioni danno cielo coperto, un po' freddino ma niente acqua. Staremo a vedere.
Sabato si ritorna da Praga e, prima o poi, due righe le si scrive.

Nel frattempo scriveranno anche fanciulle e fanciulli di terza: si preannunciano pagine e pagine di roba buona da blog...

domenica 8 ottobre 2006

Grazie!

No so chi abbia scritto questo primo commento, né a chi possa essere attribuita la paternità di questi due; so solo che devo un grazie sincero e sentito.

PS: superati i 500 post. Mi sembra che 'sto blog stia diventando il diario che non ho mai avuto...

sabato 7 ottobre 2006

Pellegrinaggio

Non sono riuscito, stamattina, a fare la strada a piedi da scuola a Caravaggio; ho fatto però in modo di esserci per salutare chi c'era e per partecipare alla Messa di inizio d'anno, soprattutto con un pensiero "più speciale" per chi frequenta la quinta; con loro due anni fa ci si era conosciuti anche facendo insieme quella strada...
M'è dispiaciuta l'assenza di molti (forse dovevo intuirla dalle difficoltà che, commentando il canto VI del Paradiso, s'erano evidenziate in classe).
Ringrazio invece davvero chi c'era, credente o meno: c'è un valore simbolico nelle proprie azioni e ci sono momenti in cui forse "sacrificare" una mattinata (altrimenti dedicabile magari al cazzeggio o allo studio della filosofia) per un momento di partecipazione comunitaria dà un segno visibile del proprio essere-con-gli-altri, magari solo scambiandosi un'occhiata o due semplici parole...

venerdì 6 ottobre 2006

Il tempo va, passano le ore...

La riflessione sul De brevitate vitae di Seneca può, per fanciulle e fanciulli di quinta, essere ampliata leggendo:
questa brevissima introduzione all'opera, nella quale si richiamano le metafore del punto e del fiume
il capitolo dedicato al tempo (pag. 6-7) di questo interessante saggio breve. Credo non sia male anche una lettura integrale...

domenica 1 ottobre 2006

Tra cipolle e zanzare (2)

le ultime tre perle che m'erano rimaste nel file...

All'ortografia di sicuro non fa bene...
La zanzara è un piccolo animale nero lungo al massimo un centimetro e apparentemente innoquo.

Misteri da donne
Parlando di questo tema con la mia parrucchiera ho scoperto che la cipolla è utilizzata anche per la produzione di prodotti di bellezza.

Fine e posologia del cataplasma
Anche i fisioterapisti la utilizzano perché con essa si può fare un medicamento pastoso, detto cataplasma, da applicare su una parte del corpo al fine di migliorare ascessi e geloni, e addirittura emorroidi.

martedì 26 settembre 2006

Tra cipolle e zanzare

Estratti rigorosamente ANONIMI dalle esercitazioni argomentative di alunne ed alunni di terza

Hard
Lei, la cipolla rossa, pare avere una sua personalità, tanto da punire chi la spoglia del suo sottilissimo velo esterno, facendo macchiare e maleodorare quelle dita sfrontate.

Progressi
In Inghilterra un team di scienziati ha prodotto tramite alterazioni del DNA una cipolla che non fa lacrimare gli occhi, è facilmente digeribile e non fa puzzare l’alito. L’uomo ormai sta facendo passi da gigante.

Nuova saggezza popolare
In conclusione si può dire che il proverbio “una mela al giorno toglie il medico di torno” non è completamente esatto; il termine “mela” potrebbe essere sostituito con “cipolla”.

Prof 1 - da non nominare
Personalmente non amo più di tanto la cipolla perché non è la mia verdura preferita; comunque devo riconoscere che è molto utile e più di quanto possa sembrare, perché come disse il nostro ex professore di italiano (non lo nomino) una cosa non è mai soltanto una cosa.

Prof 2 - 'azz, ma sono sfigato coi prof...
Dopo aver fatto italiano al biennio, svolgendo temi del tipo “la vita di una foglia” o “il rumore del silenzio”, pensavo di aver provato a scrivere qualunque cosa, ed essendomela cavata anche abbastanza bene pensavo di essere in grado di elaborare qualunque tipo di tema, ma sinceramente “l’elogio della cipolla” mi mette in difficoltà. Sapendo però che Pablo Neruda ha scritto una poesia intitolata “Ode al carciofo”, anch’io posso spremermi le meningi per scrivere qualcosa di interessante.

Alla maniera di Leopardi
«che fai tu zanza in ciel?
Dimmi che fai silenziosa zanza?
Ti svegli al mattino e vai contemplando animali;
indi ti posi sulla loro pelle.
Ancor non sei paga di bucare tutti quanti?
Ancor non prendi a schivo,
ancor sei vaga di mirar questo sangue?»

Non per essere maschilista???
Diciamo la verità: a pungere uomini/donne e animali sono solo le zanzare femmine!!! Perché non i maschi? Non per essere maschilista, ma le maschie (gli zanzari) sono più avanti delle femmine, come in ogni animale, e conoscono altri modi per nutrirsi.

Splat
Arriva planando verso il letto, atterra, zampetta un poco e una volta trovato il piccolo pezzo di epidermide non spruzzata da tutte quelle porcherie odierne si prepara ad uno spuntino. SPLAT!!! “…se ti prendo ti spiaccico!” E così si spegne un’altra piccola culicide, un insetto caratterizzato da un addome lungo e stretto e apparato boccale che forma un lungo rostro atto a pungere e succhiare. Una zanzara, per capirci.

Uella!
Ascoltate: a mio parere questo mondo non può fare a meno della cipolla. L’umanità non è pronta a vivere senza di essa.

E meno male che non volano le vacche...
Magari se la zanzara non esistesse ci sarebbe un altro insetto peggiore, più fastidioso, più dannoso, forse mortale perché, come si dice, chi lascia la via vecchia per la nuova, sa quel che lascia ma non quel che trova.

«Sapor di forte agrume»

È difficile accettare le critiche, soprattutto quando arrivano da persone che, in altre circostanze, hanno dimostrato di avere la testa sulle spalle e, quindi, di saper pesare le parole che ti dicono.
Però, se tra la prima e la seconda ora di lezione, nell’intervallino, ti vengono a dire che il primo canto del Paradiso di Dante sembra un po’ “palloso”, io mi metto a dubitare del fatto di essere capace di parlarne.
Possibile, mi chiedo, che questo genere di testo “non prenda” più? che un’istanza alta, una poesia impegnata, il desiderio di raccontare se stessi ed il meglio di sé – è vero, in un linguaggio inattuale, in una forma difficile… – non susciti l’interesse di chi sta ad ascoltare?
Cavolo! ci mettiamo a leggere i blog degli altri, le parole, a volte disordinate, delle composizioni che ci vengono spontanee, sull’onda dell’emozione di un momento, e non siamo più capaci di prestare l’ascolto impegnativo che le cose veramente importanti richiedono?
C’è qualcosa che non mi torna; spero sia solo una sensazione temporanea.
Sono graditi commenti; qui o dovunque mi possiate trovare.

sabato 23 settembre 2006

Ossignùr!

L’ex-anonimo (dtsm) mi scrive in un commento:
non mi farò intimidire dai suoi inutili tentativi di confondermi.
Farò si che la sua idea del blog si ritorca contro di lei,ad ogni sua pubblicazione che metta in ridicolo un solo componente della 3A noi risponderemo sul nostro blog mettendola in ridicolo,OCCHIO PER OCCHIO DENTE PER DENTE.
Le consiglio di arrendersi per preservare la sua salute mentale,ma se perseverrasse nella sua folle impresa HA TROVATO PANE PER I SUOI DENTI(uhahuahuau)
UN SOLDATO NON PIANGE
UN SOLDATO NON DIMENTICA
UN SOLDATO SI VENDICA


Nessuna intenzione di ridere di nessuno, sia chiaro. L’intenzione era quella di (sor)ridere con tutti.
Riprendo letteralmente le parole che ha detto poco meno di una settimana fa qualcun altro (con la Q maiuscola…): «Sono vivamente rammaricato per quanto è successo». Mi sa che sono stato frainteso anch'io :-)

PS: ma se invio post che contestualmente mettano in ridicolo più di un componente della terza A evito ritorsioni? nel messaggio si parla di “uno solo”… (ue’, scherzavo, scherzavo)

venerdì 22 settembre 2006

Lotta dura senza paura

Vedo con piacere che i miei alunni iniziano a scrivere e contrattaccare; bene…
La sfida è aperta.
Con due precisazioni:
1) dato che in uno dei blog “di là” si fanno i nomi, beh, mi permetterò di farli anch’io (e, magari, ci metto pure le testine – chiedere alla fotografa di classe cosa siano – degli autori)
2) “mimettoleditanelnaso”? che bei ricordi… era l’intestazione di uno dei miei primi account di posta (peraltro ancora attivo…).
Sono disponibile a trattare per definire regole di ingaggio che, pur conservando l'obiettivo principale della diffusione delle cazzate, salvaguardino almeno in parte la (poca) dignità di alcuni degli autori, più o meno involontari. Contattatemi coi mezzi che conoscete :-)

giovedì 21 settembre 2006

«dal letame può nascere un fiore»

Ho chiesto ad alunne ed alunni di terza di cimentarsi in un descrizione "insolita": la pattumiera di casa loro. Lo scopo dell'esercizio era, evidentemente, quello di verificare la capacità di osservazione e di "restituzione" letteraria dell'oggetto. Sono però state effettuate alcune osservazioni che penso sia bene condividere (i titoli sono miei)...

Premessa
È la prima volta che mi cimento nella descrizione di un bidone per l’immondizia, quindi partendo dal presupposto che questa descrizione farà schifo, posso cominciare la descrizione.

Filosofia del pattume
Secondo me è importante che in ogni casa la pattumiera sia ordinata e ben pulita, per quanto la sua funzione lo consenta. Ritengo che ordine e pulizia siano due prerogative fondamentali per la vita di ognuno; e ciò vale anche per la spazzatura, che è lo scarto del nostro vivere quotidiano, il resto della divisione di ciò che privilegia la nostra esistenza a livello materiale.

Pathos del cestino
Ma la pattumiera è sempre stata lì. Colma di espressioni col risultato sbagliato, di temi mal riusciti, di lettere che mi hanno fatto piangere, ridere o arrabbiare, di fotografie stracciate e biglietti stropicciati. Sempre lì, a inghiottire in silenzio i miei sbagli.

Pareri discordanti
All’interno della pattumiera mia mamma mette solo ed esclusivamente sacchetti di plastica verdi e profumati con i manici gialli che, secondo lei, coprono i cattivi odori e sono igienici.

Determinismo
Nella vita c’è chi nasce per la scienza, chi per le arti e chi per contener monnezza.

Ma dove vive?
Ma ecco la nostra protagonista: la pattumiera, il cestino, la monnezza, quel cilindro ingiallito e puzzolente nascosto nella penombra sotto il lavandino.

Strane radiografie
La spazzatura non è un qualcosa che sta necessariamente dentro un sacco nero. È anche dentro ognuno di noi.

Affetti
Ho scelto di descrivere questo bidone perché ci sono particolarmente affezionato per i tanti anni che è rimasto in cucina e per le tante volte che l’ho dovuto portare fuori.

Educazione differenziata
Viene riempito solo con spazzatura “umida”, fatta eccezione quando mio padre butta in esso dell’altro perché usa il primo cestino aperto che trova.

Tra neologismi e stupore per la scienza
Com’è? Classica, cilindrica, bianca. È una pattumiera “sottolavandinica” cioè che sta sotto al lavandino. (…) È una dimostrazione dell’avanzamento cerebrale umano e della “scansafatichezza” umana: infatti basta semplicemente aprire l’anta per fare in modo che il cilindro bianco esca dal suo scompartimento aprendo automaticamente, per mezzo di un congegno non spiegabile scientificamente, il suo coperchio in modo da poter verificare al primo impatto il contenuto e il lezzo.

Generazione spontanea
(…) si usa con i sacchetti di mais, e se non si svuota con un’elevata frequenza puzza e all’interno nascono i vermi.

Paesaggio
Il parallelepipedo grigio giaceva immobile sul balcone della cucina. I pochi raggi di sole che filtravano dalla verde ringhiera, che dava sull’uscita del garage, illuminavano le lunghe scanalature come scavate sul coperchio rovinato dal tempo. Il passare dei giorni e l’ambiente avevano ormai sbiadito quel grigio intenso, facendolo diventare sempre più chiaro, quasi bianco (…)

Riciclaggio
Devo stare anche attento a non buttarci dentro fazzoletti che, purtroppo, sono molto attraenti per il mio cane che però, dopo averli mangiati, sta male.

Eddài!
Penso che siate riusciti a capire com’è la pattumiera di casa mia ma in caso contrario sforzatevi e usate un po’ più di fantasia.

giovedì 14 settembre 2006

Figure (2)

...però, dai, stamattina ero (anche) in prima pagina...

Figure (1)

Avevo detto che si trattava di un'epanalessi (ripetere all'inizio, al centro o alla fine di una frase una parola o un'espressione per rafforzarne l'idea); Emilio ha avanzato l'ipotesi dell'epanortosi (modificare o anche capovolgere un'affermazione precedente). Mi venne un dubbio (tanto che il buon Nicola si segnò un bel punto interrogativo in fianco all'epanalessi diligentemente appuntata sul suo libro).
Sciolgo il dubbio: era ed è un'anadiplosi (ripetizione di uno o più elementi terminali di un segmento di discorso, all'inizio del segmento successivo). A mia parziale discolpa: anticamente l'anadiplosi era conosciuta come epanastrofe (dal che la confusione, alimentata dalla tesi savoldelliana e dal silenzio basito dell'intera classe, peraltro mai granché collaborativa -eufemismo!- in fatto di figure retoriche).
Già che ci sono, invito a un excursus, per completare il quadro, tra epanadiplosi (ricorrenza di una o più parole all'inizio e alla fine di una frase o di un verso) ed epifora (ripetere una parola o più parole alla fine di enunciati), che è speculare all'anafora (ripetizione di una parola o di gruppi di parole all'inizio di frasi o di versi successivi).
A chiudere, non abbiamo mai parlato di catafora (collocazione a fine frase di una parola che normalmente sarebbe posta all'inizio perché soggetto) e di simploche, che combina anafora ed epifora.
Rammento che s'è anche visto un poliptoto (una parola ripetuta a breve distanza all'interno di un enunciato, pur essendo la stessa, assume una funzione sintattica diversa), che non ha niente a che vedere con l'asintoto, di cui gli alunni di quinta sanno sicuramente quanto basta per aiutare wikipedia a completarne la voce.

Mi scuso per l'errore.

lunedì 11 settembre 2006

domenica 10 settembre 2006

Orario

Per i patiti della perfezione, gli orari dei primi tre giorni per le classi in cui insegno.

terza A (con scioglimento parziale delle sigle)
lunedì
PEZ(zoni) PEZ * LEC(chi) LEC
martedì
ALB(ertini) STE(llato) * PEZ FEL(trin)
mercoledì
SEV(ergnini) LAT(ella) * LAT PEZ

quarta A
lunedì
STE CAN * ALB BOL
martedì
LAT LEC * LEC OGG
mercoledì
ALB PEZ * SEV BOL

quinta A
lunedì
LEC LEC * BOL TAN
martedì
PEZ PEZ * SEV STE
mercoledì
BOL SEV * ALB TAN

venerdì 8 settembre 2006

«Mi parli di... Giosue Carducci!»


Un po' fuori stagione, forse, ma ho appena finito di vedere Notte prima degli esami e, com'è come non è, mi sento un po' Martinelli...
Buon anno scolastico a tutti!

Organi & Quattro Stagioni

Impegnato a Bergamo il prossimo venerdì pomeriggio per il convegno di cui all'invito, mi chiedo se possa essere l'occasione per una pizza di inizio d'anno...

giovedì 7 settembre 2006

Debiti

Tra 12 ore circa la scuola comincia davvero, per me.
Si tratta di verificare l'(eventuale...) assolvimento del debito di latino per 2 o 3 fanciulli della futura terza A; mi hanno già consegnato, nel mega-incontro di lunedì (dove ho rivisto alcune facce note cui spero sia andato tutto bene, finora), il quaderno delle vacanze con tanto di esercizi svolti e il libro da correggere. Troverò il tempo domani mattina, con un bel risveglio iperanticipato che mette di buon umore. Poiché la versione per il test è già stata scelta, di concerto con la prof. DGR che m'ha rifilato i debitori, non si prevede alcuna ripercussione almeno sulla prima parte della prova.
Però, cavolo, più vado avanti più mi chiedo se non sia possibile dare un taglio a 'sto sistema, soprattutto se – come si prospetta – sarà necessario l'assolvimento di tutti i debiti per poter essere ammessi agli esami finali: non riesco ad immaginare quante bugie gli insegnanti saranno costretti a dire ;-)

mercoledì 6 settembre 2006

Full immersion

Per chi ama la Mela e la Grande Mela.

Cere Bola: 1-2

Erano gli ultimi giorni di scuola e, in palestra, si discuteva con fanciulle e fanciulli allora quartani delle prospettive per il nuovo anno. Una, soprattutto, la questione: chi insegnerà filosofia in quinta? Torneremo alle amorevoli cure (?) del prof. Filippo o proseguiremo con interrogazioni e test del prof. Claudio?
Non sto a raccontare del conflitto dei pareri: chi preferiva la chiarezza espositiva e chi voleva un insegnamento meno formale; chi propendeva per l’uno, chi per l’altro.
Beh, la notizia è questa: si prosegue per la strada imboccata lo scorso anno.

Uhm, proprio come avevo detto…

martedì 5 settembre 2006

Serendipità

«Serendipità è - filosoficamente - lo scoprire una cosa non cercata e imprevista mentre se ne sta cercando un'altra. Ma il termine non indica solo fortuna: per cogliere l'indizio che porterà alla scoperta occorre essere aperti alla ricerca e attenti a riconoscere il valore di esperienze che non corrispondono alle originarie aspettative».

M'è successo mentre cercavo qualcosa da leggere in biblioteca a Treviglio: ho trovato questo libro, che sicuramente sarà oggetto di approfondimento di alcune menti non-euclidee dei fanciulli della prossima quinta.

venerdì 1 settembre 2006

È finita...

...perché per me la scuola è iniziata.
Lungo collegio dei docenti, stamattina, dalle 9 alle 12.30 e dalle 14 alle 15.30. Si è cominciato a parlare dei documenti per la certificazione della qualità (entro dicembre), degli incontri iniziali con alunni & genitori, delle modifiche all'esame finale di stato e dei necessari aggiustamenti che questo comporta rispetto a quanto s'è fatto negli ultimi anni.
Davvero, è cominciata la scuola.
Quest'insieme di cose, più burocratiche che altro, non mi dà grande soddisfazione; aspetto di vedere le facce di chi già conosco l'11 e di incontrare i nuovi alunni di terza. Che, a dire il vero, iniziano già male: tocca a me verificare l'(eventuale) assolvimento dei debiti che si trascinano dietro, per latino, dalla fine della loro seconda...
Il primo regalo che mi trovo quest'anno: non male come inizio. Vedrò di restituire l'omaggio, magari con gli interessi ;-)

mercoledì 30 agosto 2006

La reprise

Una media di 15 visitatori al giorno è passata da questo blog tra il 18 agosto e oggi; bella soddisfazione, se si considera che non c'era granché da vedere :-)

In ogni caso, l'estate sta terminando (beh, meteorologicamente oggi non si potrebbe dire, però per semplicità lo dico lo stesso) e la scuola incombe: i prof si rivedono il 1° settembre (venerdì, che bello...) per l'avvio delle attività di programmazione ed aggiornamento.

Nel frattempo l'attività del "presidente" è proseguita: se qualcuno è interessato a delle belle occasioni culturali a Bergamo (o solo a farci un giro con la morosa o il moroso durante un periodo speciale in cui la luce con particolari allestimenti serali diventa protagonista) può fare una visita a questo sito, "Notti di luce", in cui si presenta compiutamente l'iniziativa ed il calendario delle manifestazioni della rassegna.

E, a proposito di luce e città, di ritorno dalla gita a Parigi (i veri 6 giorni di vacanza di quest'anno, che mi hanno anche consentito di perdere qualche chilogrammo per le scarpinate turistiche), suggerisco a chi ci volesse andare:

1) di prendere il treno. Viaggiare a 300 km/ora sul TGV è sempre un'esperienza (e i prezzi delle ferrovie sono – tutto considerato – interessanti)

2) di visitare "Les Egouts", un museo che vi farà di sicuro trattenere il respiro

3) di prendersi del tempo per una sosta nel parco e nel "Musee Rodin"

4) di evitare il "percorso Dan Brown", se volete visitare il Louvre con una certa serietà e calma

5) di non dimenticarsi che Le Catacombe sono il posto più affollato (6 milioni di parigini, tutti in una volta...) e l'unico museo in cui io abbia visto, oltre ai custodi all'ingresso, anche quelli al termine del percorso, per evitare che qualche turista si porti via una tibia o un teschio come souvenir.

Ai miei 15 lettori fedeli e a quanti passeranno di qui, l'augurio di una buona ripresa.

giovedì 17 agosto 2006

Aggiornamento

Una proposta per una serata un po' diversa, domani (18 agosto) alle 21 in Basilica a Bergamo.Per la cronaca, la mattina di ferragosto io ero in Basilica:
Individuate nella foto il proprietario del blog, se riuscite.
Buona prosecuzione delle vacanze!

sabato 5 agosto 2006

Quando il prof va in vacanza (ovvero,eqmltup)




...si mettono a lavorare il presidente e l'assessore...
forse, però, è meglio che il Beppe, che sente arrivare gli -anta, stacchi...

beh, buone vacanze a tutti!
ci sentiamo tra un po'

martedì 1 agosto 2006

Le Noberasco hanno meno calorie

Mia madre era incinta. Era l’inizio degli anni Ottanta, l’ecografia una novità assoluta. Il medico le passò la macchinetta sul pancione imbrattato di gel e le mostrò, sul video, il mio pisellino: è un bel maschietto. Mio padre si precipitò alla cabina telefonica per informare la sua famiglia (era il minore tra sei figli, tra cui tre maschi, e rappresentava l’ultima possibilità di perpetuare il cognome perché il primo fratello era scapolo e il secondo fratello aveva avuto due femminucce). La notizia che ero un maschio riempì tutti di gioia. Mia madre fu festeggiata come una regina e sommersa di pigiamini azzurri.
Il giorno del parto venne fuori che il pene dell’ecografia altro non era che il cordone ombelicale: il nome Marco fu sostituito all’ultimo minuto con Valeria, una scelta improvvisata, istintiva, non consultata. Mio padre, ignaro della mia totale mancanza di pisello, fremeva su una panca in attesa di vedermi uscire. Dopo dieci ore di travaglio, l’infermiera finalmente apparve con il fagotto in mano: «È una femminuccia!». Mio padre scosse la testa, serenamente: «No, guardi, non è mia». «Certo che è sua». «No, le assicuro, io aspetto un maschietto». Ci fu una specie di tira-e-molla: l’infermiera insisteva per mettermi tra le sue braccia, lui mi restituiva caparbio. Alla fine mi prese per le ascelle, vagamente contraddetto, e ci scambiammo un’occhiata al fulmicotone: dopo soli tre minuti, questo tizio mi stava già sul cazzo.

Dice il risvolto di copertina: «L’idea dell’opera nasce da una semplice constatazione: non si è mai sentito un uomo che vorrebbe rinascere donna, non si è mai sentita donna che vorrebbe rinascere donna. Tirate voi le somme».
Anche questo libro, "La ballata delle prugne secche", prende origine da un blog, quello di Pulsatilla. 186 pagine lette tra ieri e oggi; qualche vicinanza con la Littizzetto, qualche sorriso di tanto in tanto, alcune soste di (amara) riflessione. Suggerito alle ragazze ed ai ragazzi, per conoscersi meglio... :-)

Permanenza della carta

Sembra strano celebrare il libro nell'era tecnologica, soprattutto se il libro nasce da un blog, non è ancora stato pubblicato e riporta "note" che un tempo rimanevano racchiuse nei registri di classe.
Dall'esperienza del blog www.notadisciplinare.it, che tanto successo ha già avuto durante quest'anno, arriva il volume "La classe fa la ola mentre spiego". Un modo come un altro per parlare di scuola nel periodo per antonomasia dedicato alle vacanze.

lunedì 31 luglio 2006

Nuovi alunni, "vecchi" esami

La fine di luglio sembra portare la fine della "vecchia" formula dell'esame di Stato"
Buona lettura ad alunne e alunni della ex-quarta ed ex-terza...


da Corriere della Sera
Lunedì, 31 Luglio 2006

Pronta la riforma voluta da Fioroni, l’8 agosto il disegno di legge sarà presentato al consiglio dei ministri
Nuova Maturità, cambierà anche il voto
Tornano le commissioni miste e lo scrutinio di ammissione

ROMA - Fioroni ha deciso. La maturità dovrà diventare un esame più autorevole. Inevitabilmente un po’ più selettivo. Ben difeso dagli attacchi dei «diplomifici». L’ 8 agosto presenterà al consiglio dei ministri un disegno di legge. Se c’era qualche dubbio sull’opportunità di mettere mano a una riforma, magari non rivoluzionaria, una visita ad una delle scuole dove era in corso l’esame lo ha sciolto definitivamente. «Dov’è il presidente?» chiede e richiede il ministro, nel suo tour tra le (numerose) commissioni. «In giro» gli rispondono da più parti. Alla fine lo trova, ma ci vuole una perlustrazione dell’istituto. E lì Fioroni fissa un primo punto: basta con un presidente per scuola, visto che non deve fare il notaio ma controllare, candidato per candidato, che l’esame sia regolare, insomma abbia più dignità. Il resto è venuto da sé, seguendo la stessa logica: commissioni composte da docenti interni ed esterni, come avveniva prima della riforma Moratti, scrutinio di ammissione come era in uso prima di Berlinguer e tante altre cose. Il disegno di legge andrà in Senato. È la strada meno agevole. Ma il ministro conta su un’apertura di dialogo mostrata da alcuni settori dell’opposizione.

COMMISSIONI - A partire dal giugno 2002, per volontà del ministro Moratti, sono stati introdotti nell’organizzazione dell’esame di Stato sia il presidente unico, ovvero uno per scuola - quindi anche in presenza di decine di commissioni - sia la commissione composta interamente dai docenti della classe. La proposta di Fioroni ripristina la commissione mista, varata da Berlinguer nel giugno 1999, e prevede un presidente per ogni commissione. La componente esterna della commissione ritorna così maggioritaria.

AMMISSIONE - Con la riforma Berlinguer è stato eliminato il «filtro» dello scrutinio di ammissione. Fino al giugno ’98, il tasso dei non ammessi variava tra il 5 e il 7 per cento. La percentuale dei respinti oggi piuttosto contenuta potrebbe aumentare. Forse fino al 10 per cento. Per essere ammessi sarà necessaria la sufficienza in ciascuna disciplina dell’ultimo anno e anche il saldo di eventuali debiti formativi, i cosiddetti «sei rossi». «I debiti vanno saldati» ha ripetuto in più occasioni il ministro. Il problema è che i ragazzi «insolventi» sono tanti: secondo l’ultima rilevazione del Miur (2003-4) gli ammessi al quinto anno con debito superano il 30 per cento, con punte del 39 ai professionali. Fino a ieri sono stati tutti ammessi alla maturità. E domani? Il messaggio di Fioroni è chiaro: i ragazzi dovranno impegnarsi di più e le scuole organizzarsi meglio con i corsi di recupero.

CREDITO FORMATIVO - Sostenuto dalle principali associazioni professionali dei docenti, il ministro Fioroni intende rivalutare il credito formativo, cioè il profitto nel triennio. Nel punteggio finale il peso del credito sale da 20 a 30 centesimi a scapito dell’orale, che scende da 35 a 25.

Giulio Benedetti

L'illustrazione proviene da qui.

sabato 29 luglio 2006

È nato un fiore dentro il mio cuore

È di Gianluca il sonetto sotto riportato; altro frutto del megariordino dello studio.

È nato un fiore dentro il mio cuore
fragrante giglio in codesto maniero.
Lesto così impetuosamente Amore
par sopraggiungere come un destriero.

Ma l’inverno spegne il piccolo fiore,
in lenta pace il corpo fa severo:
tranello del manto senza colore.
Nemmeno il sole muterà l’austero.

Or solo sono e guardo al cuore dentro:
felice lapide di un dì remoto
ivi in un angolino io ritrovai.

Ora ricordi ritornano al centro
de la mente a colmare il grande vuoto
lasciato quando Cupido fè guai.

giovedì 27 luglio 2006

Emozione

Ho spesso la fortuna di dovermi ricredere; facendo l'insegnante credo una delle più bellle soddisfazioni sia quella di dover mettere in discussione il proprio giudizio (a volta, pre-giudizio) a fronte di performance particolarmente inaspettate di alunne e alunni dai cui magari non mi aspetto granché...
Ieri mattina non facevo il prof, ma da presidente della Fondazione che – tra l'altro... – gestisce la Basilica di Santa Maria Maggiore in Bergamo ho avuto modo di ascoltare questa corale di giovani studenti americani; sarà la suggestione dell'ambiente, sarà il tipo di musica, sarà il pensiero che giovani USA ipertecnologizzati cantavano a cappella brani di impostazione barocca, beh... sarà stancante fare il presidente, ma queste occasioni mi fanno ricredere.
E provare quelle emozioni che fanno grande una giornata.

martedì 25 luglio 2006

Notizie dall'interno

Pensavo di averne viste molte, ma questa (soprattutto quando rutta la canzone della Pausini)...

uhm, mi segnalano che la canzone è di Giorgia, non della Pausini.
Pardon per l'errore; grazie, Monica, per la correzione.


domenica 23 luglio 2006

Pulizie 2: mosche & biscia

I neomaturi di quest’anno iniziarono la terza liceo commentando come segue uno dei testi proposti (perché il prof voleva subito chiarire che si sarebbe fatto sul serio e nessuna difficoltà ci avrebbe fermati), qui trascritti:

La mosca ronza
sulla parola mosca
la stuzzica per farla
volare dalla carta.
La mosca ignora
che quell’altra mosca
– bisillabo, inchiostro sulla carta –
non è più sua compagna
ma nostra.

(Bruno Cattafi)

Una biscia a Brescia
lascia il tempo che trova
se attraversa sulle strisce
nessuno la approva.

(Toti Scialoja)

La mosca vede nel bisillabo un suo simile e cerca di sollecitarla a prendere il volo insieme a lei, non rendendosi conto in tempo che quella che scambia come sua compagna non è altro che una delle tante parole di cui l’uono è “padrone”; quindi quel bisillabo è un pensiero reso concreto della persona che l’ha scritto. (Elena M.)

(…) probabilmente l’unica parte a cui riesco a dare un senso è la seconda, che potrebbe essere interpretata così: nessuno vuole che una biscia attraversi la sua strada perché potrebbe creare un pericolo. (Giulio F.)

(…) A mio parere quesdto componimento vuole farci capire che quando leggimo qualcosa, facciamo nostro il contenuto. È come se ci impossessassimo di un’idea o un fatto di altri, come una spugna impregna acqua. Questo pensiero mi è comparso, in particolare, alla lettura degli ultimi due versi, perché il termine “compagna” mi dà l’idea di qualcosa che è per tutta la vita. E, appunto, la nostra cultura, che definisce anche il nostro “io”, ci accompagna per tutta la vita. (Gaia V.)

Una poesia che parla di una mosca che cerca di far volare via la parola mosca scritta sulla carta ignorando che questa non è più sua compagna ma nostra non può avere un senso molto profondo. (…) Non avendo un senso ben preciso questa poesia può essere interpretata e ognuno di noi ci può trovare qualcosa di diverso; a me fa venire in mente un caldo e noioso pomeriggio estivo, ad altri può far venire in mente cose totalmente diverse. Forse in questa molteplicità di interpretazioni sta l’unica bellezza di questa poesia. (Marco Sb.)

(…) Secondo me Cattafi con questa poesia vuol far capire che tutte le parole scritte restano e resteranno sempre pronte a farci “compagnia” in qualsiasi momento della nostra vita. Emblematica è la figura della mosca che ronza attorno alla sua stessa parola, ma ormai è diventata un qualcosa che ci appartiene. (Laura B.)

La poesia presenta l’immagine di una biscia, piccolo essere poco visibile, che in una realtà più grande di lei, la città di Brescia, crede di dover essere notata perché rispetta le regole: attraversa la strada sulle strisce. È simile a chi non ha coscienza della propria piccolezza e per un atto regolare che compie si aspetta che qualcuno lo noti (…) (Sara B.)

Questa poesia (La biscia, ndr) non ha significato. Non vuol dire niente. Il poeta “gioca” con le parole per produrre un insieme di suoni dal risultato divertente (…) (Berenice P.)

Secondo me si tratta di una poesia assurda, in quanto a nessuna mosca verrebbe in mente di andarsi a posare sulla parola “mosca” scritta chissà dove. L’unica affermazione che ha senso, penso che sia “bisillabo inchiostro sulla carta”, dato che descrive la natura della parola “mosca”. Credo che gli ultimo cinque versi significhino che la mosca vera, ossia l’insetto, è noncurante del fatto che la sua compagna mosca scritta invece su carta sotto forma di bisillabo non è più sua compagna ma nostra perché appartiene alla natura umana in quanto scritta da uomini e solo uomini potranno rendersi conto di cosa voglia dire quella parola. Infine, non ho proprio capito come una mosca possa andare a posarsi sulla parola che indica proprio lei, ma si sa, in una poesia assurda… (Giovanni F.)

Queste quattro righe, che a prima vista sembrerebbero senza senso, mi hanno fatto pensare a qualcuno che si trova fuori dal suo ambiente e non si sente accettato. L’ambiente in cui è risulta essere totalmente diverso dalle sue abitudini e dai suoi stili di vita: è un ambiente in cui tutti sono presi dai propri problemi ed interessi. Questa persona potrebbe essere un extracomunitario che vive in una città industrializzata: anche se si comporta correttamente e dà il suo contributo alla società, nessuno lo prende in considerazione perché egli non è uno come loro. (Alessia A.)

(…) Ma rileggendola, a mio parere, l’autore vuole farci capire che la “mosca” (bisillabo inchiostro sulla carta) non è la compagna della mosca (intesa come insetto) ma nostra, cioè di noi che la vediamo e possiamo caprine il significato. Non è compagna della mosca perché la mosca crede che la parola “mosca” sia un suo simile e cerca di farla volare via. (Davide B.)

Secondo me l’autore vuole descriverci l’”imprigionamento” di una parola nella sua poesia; anche se questo vocabolo può esprimere oggetti o pensieri, non potrà mai scappare dalla poesiam dal mondo “scritto”, cioè sarà sempre e solo una parola e nessun’altra cosa. (…) La poesia può essere divisa in due sequenze: la prima racconta il ronzio della mosca vera, mentre nella seconda si spiega il trattenimento della mosca metaforica nel mondo della carta. Questa poesia potrebbe essere ritenuta fantastica, perché una mosca no sa leggere e quindi non avrebbe potuto riconoscere la parola “mosca”; mentre chi ritiene che sia stupida vuol dire che non ha capito niente del ssuo significato, perché questa poesia ci racconta una cosa difficilissima con un esempio semplicissimo. (Giacomo C.)

Per me la poesia o la filastrocca è assurda e non ha un significato reale, perché una biscia non è apprezzata, a prescindere dal fatto che attraversi sulle strisce (…) (Marco R.)

Interpretando questa poesia potrei dire che le parole perdono il modo in cui appaiono sulla carta quando l’oggetto che la nostra memoria riconosce si “leva in volo”, ossia l’oggetto smette di essere una semplice parola scritta per trasformarsi in un insetto di esistenza “corposa”. La mente lavora il ricordo con l’espressione di un corpo vivo. Ciò che viene prodotto dal pensiero è che la parola mosca fa pensare immediatamente alla mosca in sé, cioè fa pensare alla corposità della mosca. Quindi vedere scritta la parola mosca ci fa pensare alla mosca come tale. Ma quando la mosca è mosca, indipendentemente dal fatto che qualcuno la pensi, non si può riconoscere come parola mosca; la mosca è mosca anche se uno non la pensa tale, e la mosca non si riconosce nella parola mosca. (Nicolò P.).

La poesia di Cattafi ad una prima lettura appare totalmente insensata, come se l’autore si fosse divertito a scrivere frasi a caso, prive di ogni logica. Tuttavia, ad una seconda lettura più approfondita, potrebbe sembrare che l’autore stia descrivendo una mosca che vola su un foglio di carta, sul quale qualcuno stava scrivendo, per poi essere schiacciata. Sinceramente, non so ancora quale delle due ipotesi sia più assurda, sono spiacente ma non riesco proprio ad immaginare che senso possa avere questa poesia, sempre ammesso che un senso lo abbia. (Alessandro S.)

"Solo per uso personale"

La sola versione di prova, disponibile online, riesce a produrre dipendenza...

Pulizie

Sto sistemando studio e magazzino; saltano fuori piacevoli ricordi. Qui sotto, un tentativo di quartina, una doppia quartina e un sonetto. Roba di qualche anno fa...

L’unica idea che mi invade la mente
ogni qualvolta mi alzo la mattina
è il pensiero di te, mia regina;
tu che sei unica, sola, splendente.
(Pietro, Tommaso, Roberto C., Gabriele, Carlo)


La neve cade come foglie morte
sull’asfalto freddo della sera
ormai è chiara la nostra sorte
nessuno mai più non ispera

seguendo i tuoi occhi
nel rigido clima invernale
finiti dell’amore i rintocchi
capii che questo faceva male.
(Ivonete, Nicolò, Chiara, Roberto, Simone)


Quant’amor m’infonde in cor
di tanto gaudio colmi istanti
rimembrar quand’ancor né sì distanti
consumammo il nostro primo amor

ma come può la mente mia scordar
che Destino volle in tristo dì
che a mo’ di angelo lei partì
lasciando solo e mesto me sognar

come una primavera senza fiori
come mirar un cielo senza sole
così la vita mia si consuma

in attesa di quei dolci ardori
riprovare e se il fato vuole
batte forte il cor mio ch’ancora ama.
(Matteo, Umberto, Veronica, Massimo)

mercoledì 19 luglio 2006

Examinanda 13.1

Cacchio, a me sembra passato un anno, invece è solo una settimana che s’è chiuso il rito dell’esame finale di stato. Beh, visto che le vacanze sono ormai iniziate per tutti, più o meno, e che credo ci sia già stato il tempo per mugugni e lamentazioni, mi prendo qualche riga per due considerazioni.
La prima è questa. Benché io sia poco favorevole all’attuale struttura dell’esame (ed ancor meno a quella solo prospettata, per ora, ed applicabile già dal prossimo anno scolastico), credo che l’indubbio vantaggio di questa prova sia stato l’aver costretto anche i più riottosi a, almeno in parte, mettersi sotto e studiare. Ho avuto, davvero, piacevoli sorprese: c’è chi ha fatto davvero bene e s’è meritato valutazioni, nell’orale, dal 30 in su. Durante questi anni non ho sentito parlare/intervenire granché in classe; sono piacevolmente stato smentito da molti candidati (e, soprattutto, candidate) cui va il mio, per quanto poco possa valere, personale plauso.
La seconda è quest’altra. Non sono stato particolarmente sorpreso dall’andamento generale; credo che per molti l’esame si sia tramutato in una sorta di fotografia della situazione scolastica, se non del triennio, almeno dell’ultimo anno. Poi, al solito, c'è chi s'è bruciato e chi s'è data una bella spolveratina. Ribadisco, però, che non è opportuno né fare raffronti con altre sezioni né pensare che, così com’è strutturato oggi, l’esame “pesi poco” rispetto all’andamento pregresso. È vero il contrario; ma questo credo di averlo già detto, e non vorrei essere ulteriormente ripetitivo.
Finale. Vive congratulazioni a tutti, con l’augurio che ci si possa vedere presto e, terminato l’assillo della scuola, consolidare le buone relazioni che già mi sembra ci siano con molti.
Grazie a tutti; ciao.

PS: quando, tra qualche anno, si parlerà anche dei “misteri” dell’esame, probabilmente qualcuno si stupirà del fatto che il sottoscritto (qui me la tiro, ma ho le mie belle ragioni e soddisfazioni…) ha dato fondo alla propria capacità retorica per contestare al dubbioso Presidente che a nessuno, davvero!, è stata riconosciuta una promozione “con calcio nel culo”. Non l'ho convinto, ma alla fine è il risultato che conta ;-)

Examinanda 13.0


L'atto finale: la liquidazione del compenso al vicepresidente della sezione A

martedì 18 luglio 2006

Vacanza

Nella mia prima vera giornata di vacanza, che si interromperà già domani, come non trovare il tempo per giocare un po'...
Riservato ai maggiori di 18 anni, il nudista al trampolino; che acrobazie, che acrobazie!

domenica 16 luglio 2006

Da pensare

Henry si infila sotto la doccia, una copiosa cascata pompata dal terzo piano. Al crollo di questa civiltà, quando alla fine i romani, di chiunque si tratti stavolta, alzeranno le tende e avranno inizio i nuovi secoli bui, questo sarà uno dei primi lussi a morire. Allora i vecchi accovacciati vicino a un fuoco di torba racconteranno a nipoti increduli di un tempo in cui si stava nudi in pieno inverno, sotto getti d’acqua calda e pulita, con in mano pezzi di sapone profumato e densi liquidi ambrati e germogli da strofinarsi fra i capelli per farli più lucidi e più voluminosi di prima, e con morbidi teli bianchi ampi come toghe, in attesa su appositi caloriferi.

Una riflessione interessante, in 'sta calda estate, da Sabato di Ian McEwan, Einaudi 2005, pag.157.

venerdì 14 luglio 2006

Examinanda 12.0

riceviamo e molto volentieri pubblichiamo

Allora, Cagliani, è proprio finita?
Sì. Una stagione straordinaria, superlativa. Un gruppo fantastico, uno staff eccezionale.
Si è chiuso un ciclo, quindi?
Direi proprio di sì. Cinque anni da incorniciare, splendidi.
Paura di non farcela, momenti di scoramento ce ne sono stati?
Ovviamente, come è giusto e normale che ci siano. Ma siamo andati oltre, siamo cresciuti e li abbiamo superati.
L’ultima stagione?
Stressante nell’attesa, bellissima nel viverla. Fortunatamente gli infortuni ci hanno dato una tregua, così da poter affrontare l’anno nel migliore dei modi.
Qualche parola in più…
[risate] Andiamo oltre.
Adesso due mesi di?
Relax, riposo, viaggi e libri. Il massimo che posso chiedere.
Si spieghi meglio.
Biciclettate in campagna, fotografie ai treni, gite cultural-ferroviarie, letture a tutto spiano.
Ad esempio?
L’Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters, Velocity di Dean Koontz, Sulla strada di Jack Kerouac. In più mi impegno a leggere fino i fondo Terra! e Spiriti di Stefano Benni.
Premi ricevuti?
Due. Enormi. Otto giorni in Slovenia a treni e – finalmente! – una macchina fotografica digitale, in modo da evitare di dilapidare il mio patrimonio in pellicole e sviluppi.
Sogni per il futuro?
Realizzarmi, fare qualcosa che mi piaccia e mi dia soddisfazione.
In chiusura?
Un grazie a tutti. Ai miei, al gruppo, allo staff, a tutti coloro che in modo più o meno volontario e consapevole mi hanno dato una mano. Grazie!
Un’ultima domanda. Chi era la misteriosa ragazza che sarebbe dovuta venire alla finale?
[sospira] E’ una lunga storia, magari nella prossima intervista…

giovedì 13 luglio 2006

il preside mi gira 'st'articolo

da Corriere della Sera
Giovedì, 13 Luglio 2006
PROTESTA DEI GENITORI

«Bocciato uno su 4 Vendetta dei prof»

Si salva così l'onore della scuola? «Considererei questa promozione lesiva dell'onore e della dignità della scuola - mise a verbale un preside. E la scuola chi è? La scuola siamo noi. Come fa a servirla se non serve noi?». (Scuola di Barbiana - Lettera a una professoressa). Chissà se qualche professore del consiglio di classe della 5A del liceo scientifico «G. Peano» di Cinisello Balsamo non abbia pronunciato nello scrutinio finale le riflessioni del preside sopra citate. Siamo un gruppo di genitori di 5A: 20 alunni, 5 bocciati, 2 salvati in extremis, 3 soli con punteggio oltre i 78 centesimi, per il resto della classe votazioni che altrove sarebbero considerate «poco interessanti».
Stessa scuola, sezioni B e C, nessun respinto e voti «dignitosi»: un trionfo di 70-80-90-100 centesimi. Due le ipotesi: o tutti i «somari» si sono concentrati in 5A, oppure l'anomalia è da attribuire al comportamento di alcuni professori di quel consiglio di classe. Ad essi non contestiamo la preparazione didattica, né contestiamo l'idea della bocciatura nel corso del quinquennio: ma perché arrivare alla fine della 5A per abbattersi con volontà punitiva? Soprattutto nell'ultimo anno, i nostri ragazzi sono stati scoraggiati da valutazioni eccessivamente severe. Alla contestazione aperta alcuni hanno preferito sviluppare disinteresse, altri allergie verso alcune discipline.
Ed è in questo clima che immaginiamo sia maturata l'idea della «punizione». Davanti ai tabelloni con i risultati finali, lo stupore, la costernazione erano palpabili anche nei volti dei compagni della B e della C: «Vi hanno massacrati!». Sappiamo che all'interno del consiglio di classe alcuni professori si sono battuti in difesa di un'idea diversa di scuola. Ad essi va la nostra gratitudine, agli altri un invito a ripensare criticamente al proprio comportamento.

Un gruppo di genitori del liceo «Peano» di Cinisello Balsamo

Examinanda 11.0

Nicolò parla di “cosa nostra”, con qualche notizia simile e qualche novità rispetto al lavoro di Jacopo. I silenzi della mafia portano, non si sa bene come, alla svolta linguistica wittgensteiniana ed ai giochi linguistici per giungere, piuttosto rapidamente, a Schopenhauer. Dal neoclassicismo canoviano ai macchiaioli in arte; historical context in english literature 1950 to present. Dante e lo scrivere poesia nel XVII canto del Paradiso, teoremi del calcolo differenziale e apparato digerente. Una conclusione proprio come il cacio sui maccheroni.
Berenice sembra in soggezione: sarà il superuomo d’annunziano che le mette timore. Allora si cambia prospettiva: si parla del ciclo dei vinti e ci si rifà poi coraggio con un raffronto tra “Meriggio” e “Meriggiare pallido ed assorto”. Rimaniamo nell’estetismo con Nietzsche; si arriva all’ingresso di Cristo in Bruxelles e si finisce la conclusione della parte letteraria del colloquio con la poetica della neo-lingua in Orwell. Studio di funzioni e (si vede la stanchezza dell’autore delle note) buco per l’argomento di scienze: non l’ho appuntato e mi sono messo a firmare verbali in preparazione della chiusura delle operazioni di commissione. Chiedo scusa.
Last but not least, direbbero gli inglesi, arriva Stefano. Si avvia col sistema nervoso e passa poi a parlare di sinapsi, incantandosi di fronte alla di queste rappresentazione grafica. Il canonico studio di funzioni e poi via per l’aspetto letterario: Dickens come inizio, la Pentecoste manzoniana con qualche excursus sull’Adelchi; di Husserl meglio non parlare, glissando su Freud. Ma quando poi si viene a sapere che il Guernica non è raffigurato sul libro si storia dell’arte…
Beh, dai, è finita.
Adesso è il tempo dei mugugni e dei commenti.
Lascio i primi agli altri, mi riservo uno spazio per i secondi, appena passata l’incazzatura da discussione finale.

martedì 11 luglio 2006

Examinanda 10.0

Giovanni arriva con 7 minuti di ritardo; una volta tanto che la Commissione è tutta bella pronta prima delle 8… Vabbé, sarà un segno del destino. Avvio: fanciullino e superuomo tra Pascoli e d’Annunzio, ipostasi del poeta di fine Ottocento/inizio Novecento. Accenno alla funzione della poesia per Dante (Pd XVII). Si prosegue con i filosofi idealisti, poi si passa al romanticismo tedesco e francese in pittura. Ulisse di Joyce, definizione di limite. Bellissimo il “collegamento” della prof. di biologia: «Visto che hai parlato di superuomo, presenta l’apparato genitale maschile».
Giulio prende fiato (fuori, nell’attesa, era peggio di uno straccio) e parte con l’apparato respiratorio. Rolle e la definizione di una derivata prendono il secondo posto e The Soldier di Brooke arriva come terzo momento del colloquio. Si prosegue con la richiesta (il famigerato “collegamento”…) di parlare di dipinti in cui sia presente del fumo e degli scapigliati in pittura. Husserl e Kuhn, emeriti sconosciuti, cedono il passo a Marx per finire coi limoni di Montale, che non c’entrano granché, ma non si può sempre collegare tutto.
Martina inizia dal sistema fonatorio e dal canto, prosegue con l’emoglobina e si getta sul fonosimbolismo tra Pascoli e Palazzeschi (più sul secondo che sul primo, stranamente…). Le forme di indecisione e la derivata del quoziente, argomenti a me ignoti, sono discussi in matematica; Virginia Woolf in inglese; finale sull’epistemolgia contemporanea e, tornando all’Urlo di Munch, sui postimpressionisti.
Elena parla di apparato cardiocircolatorio, racconta di limiti notevoli e della derivata di una funzione. A scelta della candidata: X Agosto di Pascoli; a scelta del prof: l’epistolografia senecana. Comte ed il positivismo, neoclassicismo canoviano e Waste Land per finale.
Silvia prende avvio con l’approfondimento sullo sviluppo embrionale; per simmetria con la prima interrogazione si chiede di trattare dell’apparato genitale femminile. Silvia poi procede con “Lezione d’anatomia” di Arrigo Boito arrivando ad abbozzare un confronto tra il Vero di Manzoni e quello degli Scapigliati per passare a Oscar Wilde e alla psicanalisi freudiana. Controversiae? Suasoriae? meglio glissare; via sugli impressionisti in pittura e termine con il concetto di limite in matematica.
Domani, le ultime tre P.

lunedì 10 luglio 2006

Examinanda 9.0

Roberta parte dai disturbi mentali; bell’argomento, che permette di legarsi a Freud, Schopenauer (che lo anticipa) e Popper (che lo critica). Pausa inglese, con Dickens; ritorno ai disturbi con Van Gogh e l’analisi tecnica di X Agosto di Pascoli. Un’altra analisi, quella dei grafici di funzione, precede l’ultimo argomento, gli ormoni di origine steroidea.
Elisa inizia in salita, con l’arrampicata sportiva e resta a parlare di superamento dei propri limiti con d’Annunzio (previa puntatina dantesca con l’ascesa dal paradiso terrestre al cielo della luna). Friedrich e Turner in arte; Osborne in letteratura inglese. Si torna all’eccesso con la figura di Nietzsche e l’eterno ritorno (con l’accenno macabro al pastore che, in fase di inghiottimento, decapita la serpe per liberarsene). La prof di mate chiede di definire, invece, i limiti e si termina con la trattazione dell’apparato respiratorio, necessariamente ben funzionante se ci si vuole arrampicare.
Francesca parte dall’argomento a scelta, the Victorian Age proseguendo poi con Thomas Hardy. Gira su Rosso Malpelo e prosegue nella rappresentazione degli “ultimi” trattando di Daumier. Perché ultimi? Marx – e Francesca – ce lo spiegano; si passa a limiti e forme di indecisione e, finale a sorpresa, si discute di apparato locomotore e struttura ossea.
Giacomo C. si avvia con la prima guerra mondiale, date e dati che rendono scientifica la storia. Di Kuhn, invece, si sa un po’ meno… glissiamo girando su Wittgenstein (secondo il quale è possibile affermare – dice Giacomo – che contemporaneamente “piove non piove”). Il giuramento degli Orazi ed altre opere alla David ci permettono di arrivare al 5 maggio. Per associazione di idee si arriva a citare il “principe” di Machiavelli alludendo ad Adelchi; Victorian Age in English; teorema di Lagrange ed integrale definito in matematica e recupera la prof di biologia la citazione alla “cruenta polvere” di manzoniana memoria chiedendo di parlare del sangue.
Mattia, ovvero 10 filosofi in 10 minuti, discutendo di libertà e giustizia. Hegel pare essere il fondamento dello storicismo di molte delle concezioni presentate, quindi si parla della sua concezione dell’infinito. Come l’attesa di Godot, senza limiti, che fa proseguire l’orale, trattando anche del teatro dell’assurdo. Dante e Giustiniano, recuperando l’idea di legge e giustizia; Patisse (non ricordo recuperando che…). Integrali definiti, successioni e geometrie non euclidee per chiudere con l’apparato escretore, che la prof dice di non aver chiesto, finora (ma mi pare si sbagli).
Domani, per fortuna di tutti, è l’ultimo giorno “pieno”.

sabato 8 luglio 2006

Examinanda 8.0

Terza giornata prima della pausa mondial-domenicale.
Davide Boc. ci porta nella dimensione onirica e da lì arriva a Svevo e Pascoli, dopo essersi soffermato (forse un po’ troppo…) sulla vita di Freud. Prosegue con i maestri del sospetto e, grazie alla dialettica apollineo/dionisiaco arriva a presentare l’armonia neoclassica delle forme di Canova. Saltino: Refugee Blues, grafici di parabole e definizione di funzione continua. Ritorno alle origini con la presentazione della relazione tra sistema nervoso ed encefalo.
Elisa B. ci porta nei disturbi alimentari (e in non pochi ci scopriamo colpevoli di frequentazioni notturne e non giustificate del frigo) e poi si addentra, metaforicamente, nel sistema digerente. Arrivano le funzioni fratte e il teorema di de l’Hospital, cui si assomma l’hystorical background della letteratura del XX secolo. Torniamo in argomento con la tavola imbandita e l’esteta kirkegaardiano. Le donne dei Germani, esempio di continenza, la poesia di d’Annunzio, al di là di ogni limite, suggellano il ritorno agli “eccessi” da cui eravamo partiti.
Davide Bos. presenta i tratti principali della Resistenza; rimane in tema di guerra, passando alla prima, e trattando di San Martino del Carso per arrivare all’Oltreuomo nitzscheano ed alla sua volontà di potenza. Nineteeneightyfour & Guernica; parentesi matematica tra le funzioni logaritmiche e finale con la piccola e grande circolazione.
Laura parla di codici e cifrature, soffermandosi su Enigma, la potente macchina dell’intelligence tedesca (benché a me siano rimasti più impressi i crittografi di Varsavia, un’allegra ed interessante compagnia, a quanto pare). Si rimane nell’ambito del linguaggio sia con la “svolta” tra primo e secondo Wittgenstein, sia con il tratto di Munch. Teoria: quadro d’insieme sul panorama letterario del ventesimo secolo anglosassone. Pratica: smontiamo “E lasciatemi divertire” di Palazzeschi ed il teatro di Pirandello. Per la serie “l’angolo matematico” si parla di funzioni esponenziali; in chiusura, il ritorno al codice e a quello per antonomasia, il codice genetico.
Jacopo, aumma aumma, entra nei misteri di “cosa nostra”, tra pizzini & ritualità; curva arditamente ma con coraggio e perizia nella produzione di Stefano Benni planando con maestria sui Macchiaioli. Si riparte da Waste Land; si risolve – finalmente! – il dualismo gnoseologico con Husserl, si guardano un paio di funzioni e si finisce nel sangue (metafora!).
Superato il giro di boa dei candidati, si ricomincia lunedì.

venerdì 7 luglio 2006

Examinanda 7.0

Gaia, ovvero “tutto sulla donna”. Si parte dall’emancipazione e dai movimenti femministi per passare, attraverso l’Ermengarda manzoniana (con divagazione sulla tragedia), alla figura di Artemisia Gentileschi (più addentellati sull’Olympia di Manet). Women emancipation in USA, la matrona di Efeso e apparato genitale femminile a chiudere. Sì, perché cosa ci sia di donnesco nelle techinche di derivazione delle funzioni o nel metodo di integrazione per parti proprio non saprei.
Valentina stupisce: la tesina sulla follia tra letteratura ed arte è, col passare del colloquio, sempre meno “non autobiografica” e sempre più sentita e condivisa. Assodato che per lei non ci sono “folli” tra i suoi compagni si analizza l’encefalo, si parla delle rispondenze tra letteratura francese ed italiana (tra d’Annunzio e Futurismo); ci imbarchiamo sulla nave dei folli e chiudiamo con la morte di Dio.
Giacomo nazionaleggia; passa a Delacroix ed alla Marianna per arrivare, glissando la domanda sull’universalismo dantesco nel VI canto del Paradiso (assente anche qui, non solo al famigerato test…), a parlare del naufragio della Provvidenza dei Malavoglia (collegamento? da Delacroix a Gericault, e questo basti). Si prosegue: “lo stato come teofania storica dello Spirito Assoluto”, Caretaker di Pinter, studio di una funzione e muscoli. Riporto io la barca sulla sua rotta, chiedendo notizie di Calgaco e Tacito.
Alessia sparge una lacrimuccia iniziale, rivelando il fanciullino che c’è in lei, e che non costituisce solo l’oggetto dell’argomento iniziale. Si prosegue con il correlativo oggettivo, come “sviluppo” dell’analogia pascoliana per arrivare al doppio di Hyde/Jekill. Salto alle Metamorfosi di Apuleio, poi non si sa bene come si arriva ai macchiaioli e al mondo come volontà e rappresentazione. Il teorema del calcolo differenziale avvia verso la conclusione; la prof. di scienze parla del sistema nervoso autonomo e dei sintomi di uno stato di tensione. Un’interrogazione con struttura circolare (i dotti parlerebbero di ring-composition).
Sara chiude la giornata, partendo dal sistema nervoso. Dopo la dissezione scientifica parliamo di “lezione di anatomia” di Arrigo Boito e si va alla ricerca dal vero nella letteratura. Salto alla Victorian Age, interpretazione di rappresentazioni grafiche di funzioni. Una trattazione interessante della teoria del lavoro di Marx, excursus picassiano e finale con le favole di Fedro. Lacrimuccia alla visione della terza prova.
È finita la seconda giornata di orali e oggi più di ieri mi sento, in un certo qual modo, orgoglioso e felice per i risultati.

giovedì 6 luglio 2006

Examinanda 6.0

Via, si iniziano le danze anche per la quinta A.
Marco R. parte dagli scapigliati, in letteratura ed in arte, passa alla svolta linguistica tra primo e secondo Heidegger (s’è sentito anche parlare di "tradizione di dimenticanza dell’essere a favore dell’oblio dell’esistente"), aspetta – invano – Godot e, con un balzo felino, tratta di tessuti epiteliali e trapezoidi.
Giorgio inizia con la prima guerra mondiale, il suo personale conflitto poi si esplica con il materialismo storico e dialettico di Marx, tende a riprendersi analizzando la poetica (e, quindi, in un certo qual modo, la filosofia della composizione) di Ungaretti. Poi ritorna gli antichi amori: la prima guerra mondiale e la letteratura inglese; Cristo che si ferma a Bruxelles (ed entra a Eboli?), passa a un cuore in cui destra e sinistra sembrano interscambiabili (allusioni politiche?) e termina sulle derivate.
Alessandro entra tra fasci muscolari e doping, prosegue con la presentazione della respirazione cellulare e, grande volo, si interroga sul significato geometrico di una funzione. Il sapere debole, però, lo trova di fronte a sé con Kuhn e Popper, due tizi che sembrano sconosciuti. Ci si risolleva con a questione della morte in Heidegger e, cambiando materia, in Schiele. Finale teatrale: Osborne e Pirandello, cha dà l’avvio a una disquisizione su matrimonio e trappola (anche in Pascoli e Svevo). No comment su Apuleio.
Marco Sb. riprende la prima guerra mondiale, con date e dati. Va avanti con Wittgenstein per tracciare poi un rapido panorama su Heidegger e l’esistenzialismo. La letteratura della potenza in d’Annunzio e i Futuristi, (quella de)gli sconfitti in Verga. Goya e la guerra; Joyce e l’Ulisse, 2 parole 2 sul Satyricon di Apuleio e chiusura (argh…) tra Lagrange e il limite della funzione in un punto.
Marco Se. cambia guerra: parte dalla seconda. Si allaccia a Quasimodo e toppa sui riferimenti ai salmi (notare, per chi conosce il candidato, la paronomasia). Scorcia gli epigrammi (distici elegiaci), entra in Freud e, su richiesta del prof, omette di presentare la fase anale. Caravaggio e Munch; Dickens, chi era costui?, l’età vittoriana e recupero carpiato della fase anale con una trattazione sull’intestino. Guarda caso, il retto come ultimo argomento della giornata.
Domani, una certa simmetria: 2+1+2. Tocca a Gaia & Valentina, Giacomo A., Alessia & Sara.

mercoledì 5 luglio 2006

Examinanda 6.-1

Domani si inizia il giro degli orali; Marco R., Giorgio, Alessandro, Marco Sb. e Marco Se.
Le cronache a fine giornata.

martedì 4 luglio 2006

domenica 2 luglio 2006

Vacanze

Ho amato la Molvania, ma credo che le mie vacanze saranno nel Păh-Tak, giustamente definita "la patria del colpo di sole".

venerdì 30 giugno 2006

Examinanda 5.0

Credo sia normale; si parte a novembre dicendo “basta che mi diano 60 ed un calcio in culo” per arrivare al termine di giugno quando l’esposizione dei voti delle prove scritte suscita, in genere, reazioni di segno opposto. Mi è facile ricordare un “l’avevo detto”, ma è meglio non farlo… È importante ricordare una cosa. L’esame pesa 80 (o, coi bonus, 85) punti su 100; la carriera scolastica precedente pesa 20 centesimi. Ci sono sempre occasioni per stupirsi, all’esame; mi è spesso capitato di incontrare filoni che fanno exploit degni di nota e le persone su cui a priori metteresti la mano sul fuoco che, invece, cappellano non poco. Tanto per cambiare, è successo anche quest’anno; ed è questo uno dei principali pregi/difetti dell’esame. Chi mi conosce sa che non ne condivido la formula (però, tanto per essere chiari, meglio “tutto interno” che con la commissione fifty-fifty, di cui si paventa il ritorno per il prossimo anno); resta il fatto che non siamo di fronte a una mera ratifica dello scrutinio finale. Si mettono alla prova, anche e purtroppo, la capacità di resistere allo stress, la tensione di una prova per la quale non ci sono momenti di “recupero”, in cui la puntata non si può ripetere e quel ch’è fatto è fatto.
Ho avuto modo di discuterne, per msn, ieri sera con Giacomo, il rappresentante di classe.
Mi auguro che tutti abbiano modo di riflettere su quanto ci si è detti non solo in questi ultimi giorni, ma almeno durante tutto il corso dell’ultimo anno. E, per favore, non facciamo paragoni con altre sezioni: non mi pare che quanto a esiti e, soprattutto, voglia di lavorare lo si sia mai fatto, durante il corso di questi tre anni; iniziare adesso e recriminare su risultati differenti significa, a mio modesto avviso, dimostrare poco senso critico e ancor minore obiettività. Investiamo, per favore, in questi giorni; facciamo in modo di recuperare – per alcuni – il tempo talvolta perduto, non dimenticando che l’orale pesa fino a un terzo della prova, più dell’intero credito scolastico… Potrà anche non piacere, ma finché non si cambia, è così. Ci si sente.

mercoledì 28 giugno 2006

Examinanda 4.2 (perle)

Citazione dal capitolo VIII dei Promessi Sposi
«Addio, monti sorgenti dall'acque, ed elevati al cielo; cime inuguali, note a chi è cresciuto tra voi, e impresse nella sua mente, non meno che lo sia l'aspetto de' suoi più familiari; torrenti, de' quali distingue lo scroscio, come il suono delle voci domestiche; ville sparse e biancheggianti sul pendìo, come branchi di pecore pascenti; addio! Quanto è tristo il passo di chi, cresciuto tra voi, se ne allontana! Alla fantasia di quello stesso che se ne parte volontariamente, tratto dalla speranza di fare altrove fortuna, si disabbelliscono, in quel momento, i sogni della ricchezza; egli si maraviglia d'essersi potuto risolvere, e tornerebbe allora indietro, se non pensasse che, un giorno, tornerà dovizioso. Quanto più si avanza nel piano, il suo occhio si ritira, disgustato e stanco, da quell'ampiezza uniforme; l'aria gli par gravosa e morta; s'inoltra mesto e disattento nelle città tumultuose; le case aggiunte a case, le strade che sboccano nelle strade, pare che gli levino il respiro; e davanti agli edifizi ammirati dallo straniero, pensa, con desiderio inquieto, al campicello del suo paese, alla casuccia a cui ha già messo gli occhi addosso, da gran tempo, e che comprerà, tornando ricco a' suoi monti.
Ma chi non aveva mai spinto al di là di quelli neppure un desiderio fuggitivo, chi aveva composti in essi tutti i disegni dell'avvenire, e n'è sbalzato lontano, da una forza perversa! Chi, staccato a un tempo dalle più care abitudini, e disturbato nelle più care speranze, lascia que' monti, per avviarsi in traccia di sconosciuti che non ha mai desiderato di conoscere, e non può con l'immaginazione arrivare a un momento stabilito per il ritorno! Addio, casa natìa, dove, sedendo, con un pensiero occulto, s'imparò a distinguere dal rumore de' passi comuni il rumore d'un passo aspettato con un misterioso timore. Addio, casa ancora straniera, casa sogguardata tante volte alla sfuggita, passando, e non senza rossore; nella quale la mente si figurava un soggiorno tranquillo e perpetuo di sposa. Addio, chiesa, dove l'animo tornò tante volte sereno, cantando le lodi del Signore; dov'era promesso, preparato un rito; dove il sospiro segreto del cuore doveva essere solennemente benedetto, e l'amore venir comandato, e chiamarsi santo; addio! Chi dava a voi tanta giocondità è per tutto; e non turba mai la gioia de' suoi figli, se non per prepararne loro una più certa e più grande.»

Si risponda alla domanda: quale tra i personaggi del romanzo manzoniano formula questi pensieri?

(aiutino: si riveda il testo, con particolare attenzione alla parte evidenziata in grassetto)
Un insulto anticipato a quanti hanno scritto, nei loro articoli/saggi, che si trattava di Renzo...

martedì 27 giugno 2006

Examinanda 4.1

Giornatina lunga e calda, quella di oggi, interamente dedicata alla correzione delle prove scritte.
La commissione dà prova delle sue capacità; sistema collegialmente le terze prove (uhmmm quanto a esiti) e, divisa poi in area letteraria (io, Patrizia, Claudio e Kathia) ed in area matematico-scientifica (Veronica, Antonella e Barbara), parte per il lungo assalto.
I lavori procedono ordinatamente; per le 16.30, con una pausa da tre quarti d’ora verso l’una, si finiscono le proposte di valutazione.
Notazioni personali: delusioncella per i lavori sui “limiti della scienza”. Pare ci si sia voluti fare del male da soli, in alcuni casi… Li direi tra i peggiori che abbia letto, nel corso dell’anno. Senza infamia e senza grandi clamori le rimanenti prove B (con una sola puntata al top, che io ricordi); una ancora di salvezza per quasi tutti l’analisi del testo. Della prova di matematica non so dire alcunché.
Domani la commissione si riunisce, col Presidente, e mette il sigillo definitivo alla prima parte degli Esami Finali di Stato: ratifica i voti, firma le prove, predispone le schede per l’orale, le certificazioni dei risultati parziali, il tabellone ufficiale degli esiti e, ultima cosa, il calendario nominativo delle prove orali.
Per le 17 esiti e calendario dovrebbero essere affissi all’albo. Quanto ai risultati parziali, lascio per il ritiro personale da parte dell’interessato in segreteria (verificare gli orari d’apertura, perché le informazioni non possono essere date per telefono…) il suo (non sempre) bel prospettino.
Moralina finale, alla Fedro: c’è sempre modo di stupirsi, nel bene e nel male.

Examinanda 4.0

Si inizia (e, spero, si finisca) oggi la correzione delle prove scritte; sessione continua, con pausa pranzo e pausine-merendine-ed-altro a partire dalle 8, tra meno di un'ora. La griglia di valutazione, su richesta del Presidente (e, non per polemica, ma solo per dovuta notazione, contrariamente a quanto fatto negli scorsi due anni), apre un minimo paracadute per attutire chi dovesse piombare nel baratro: la valutazione minima della prova non può essere inferiore a uno (era zero...). Una magra consolazione, molto magra, ma sempre consolazione.

A quando la pubblicazione dei risultati?
Tesi 1) Se finissimo oggi e sistemassimo gli adempimenti burocratici, già in serata.
Tesi 2) Oggi si finisce la correzione e domani, nel primo pomeriggio (durante il mattino non si può: sono in corso gli orali della sez. B), si sistemano timbri e bolli e per le 17 è tutto a posto.
Propendo per la seconda e, entro la sera, confermo. Anche perché potrei stare a scuola e distribuire da subito il certificato con gli esiti parziali, che non è una brutta cosa...

lunedì 26 giugno 2006

Camerata Zazzi

Uscito un paio d'anni fa, Il paese delle meraviglie m'era sembrato davvero un bel libro; ne ho consigliato la lettura, non "benché" ma proprio "perché" prende lo stomaco, a volte magari è piuttosto sboccato ma, alla fine, sa parlare al cuore di chi lo legge. Sono contento di averci visto giusto; l'Editore lo ha messo in ristampa proprio in questo mese, nella sua collana di tascabili. Con 8,50 euro entrate in un mondo e, soprattutto, conoscerete Zazzi...

C'era Cere

Mi dice il prof. Ceretti che il suo ritorno in quel della ridente città di Treviglio è sempre più improbabile.
Mi vengono in mente le discussioni di fine anno, in palestra, con quartane e quartani; le speranze di alcune/i, i timori di altre/i.

sabato 24 giugno 2006

774 di questi euro


Fa piacere vedere in questo elenco tanti nomi conosciuti; complimenti a ciascuno.

Examinanda 3.0

Ed anche la terza prova è finita nel cassetto; martedì mattina la commissione si ritroverà per la correzione degli scritti, per il primo anno somministrati senza la salutare soluzione di continuità che i tempi non referendari consentivano.
Per la ridotta durata della prova e per l’ormai consolidata prassi della scelta del posto-predisposizione carta d’identità-sottoscrizione del foglio presenze, ecc. non mi pare ci sia granché da rilevare. Oltretutto, su invito del Presidente (che apprezzo sempre di più), mi sono allontanato dall’aula prima di vedere la consegna. Non ho avuto modi di fermarmi a commentare; spero tutti e tutto bene.
Un rammarico: lascio un paio di domande che avevo predisposto se fosse stato scelto latino. Le spenderò all’esame orale :-)

Nel corso della sua vita, Apuleio
a) si converte al cristianesimo
b) viene accusato di aver usato pratiche magiche per sposare sua moglie
c) esercita pratiche magiche per incarico pubblico
d) si trasforma in asino e racconta la sua esperienza nelle Metamorfosi

Che cosa significa Apokolokyntosis?
a) Deificazione
b) Reificazione
c) Zucchificazione
d) Monetizzazione

venerdì 23 giugno 2006

Examinanda 2.0

Gioooooooooooooooooooooornata straaaaaaaaalungaaaaaaaaaaaaa. 6 ore di assistenza alla prova di matematica; primo pomeriggio a Bergamo (incontro tra le 16 e le 17.30 con i rappresentanti di una cooperativa sociale – niente nazionale di calcio, per me, ma se non la guardo e continua a vincere, meglio che io continui a non guardarla); secondo pomeriggio a casa ad assemblare terze prove; cena rapida e consiglio di istituto. Finale in gelato.
Poco da dire sulla prova di stamattina; ogni tanto qualche sbirciatina qua e là, ma niente di eccessivo (a parte la difficile ritenzione idrica di chi s'è sparato un litro e mezzo di tè in poche ore, con ultrafrequenti fughe al cesso). Il comportamento è stato apprezzabile; spero lo siano altrettanto i risultati. Staremo a vedere.
Una promessa mancata: non ho trovato il tempo di iniziare il libro di cui avevo parlato ieri; beh, sarà per un’altra circostanza. Tra poche ore si ritorna a scuola, si “somministra” la terza prova e poi, fino a martedì, basta. Però, magari, qualche parola la butto giù ancora…

mercoledì 21 giugno 2006

Examinanda 1.0

Liquidata la prima prova tra ansie e preoccupazioni, a volte giustificate ma molto spesso no.
Se negli anni scorsi non s’era mai iniziato prima delle 9 o 9.15 perché il rito dell’apertura delle buste e la coda alla fotocopiatrice lasciavano i candidati in attesa per oltre mezz’ora, stavolta s’è andati via bene, molto bene. Un ringraziamento al Presidente, che ha permesso di sveltire le operazioni preliminari; alle 8.45 già tutti avevano la prova in mano e sono stati pronti ad avviare il loro lavoro. Alessandro è stato il primo a consegnare. I due Marco S. hanno avuto il privilegio assistere alla cerimonia di apertura del plico. No comment in merito a Giacomo C.: ha scelto la Q quale lettera per l’avvio degli orali. Ho sentito sommessa un’imprecazione di Stefano, che si sta abituando fin da subito all’idea della sua “ultimità” ed ha consegnato la prova, con Alessia, alle 14.35. In questo lasso di tempo cosa ho visto? innanzitutto un tentativo di interpretazione della poesia di Ungaretti – tentativo fortunatamente subito abortito – che individuava un fantomatico uccello quale protagonista della lirica. C’è stato chi pensava si potesse fare il lavoro in collaborazione, chi invece se n’è andato sicuro per la sua strada. Mi ha fatto piacere che in molti abbiano dimostrato di aver seguito le indicazioni date durante gli anni ed abbiano ripassato in mattinata i “prontuari” sulla differenza tra saggi ed articoli di giornale. M’ha fatto piacere che 8 persone abbiano intrapreso la strada dell’analisi testuale. È vero che il Corriere di oggi la definisce brutta e mal costruita; io non sono d’accordo col giudizio e spero che chi s’è avventurato in 'sta via abbia saputo metterci la passione che è l’unica condizione per fare un buon lavoro. E sono contento che anche l’ambito artistico-letterario abbia avuto molti estimatori; è vero, non ho ancora letto i lavori, ma ho visto l’impegno e la voglia di fare al meglio. Anche questo conta. Delle periferie e dei “non luoghi” dico poco: ricordo che è stato un percorso in cui ci siamo imbarcati rapidamente ad inizio d’anno; sui limiti della scienza, beh, per gli alunni di un liceo scientifico… E domani, mentre ci si diletterà tra problemi e questionari, io mi metterò a leggere il romanzo che m’ero già portato oggi ma che è rimasto bello chiuso sul tavolo.

Examinanda 1.0

Liquidata la prima prova tra ansie e preoccupazioni, a volte giustificate ma molto spesso no.
Se negli anni scorsi non s’era mai iniziato prima delle 9 o 9.15 perché il rito dell’apertura delle buste e la coda alla fotocopiatrice lasciavano i candidati in attesa per oltre mezz’ora, stavolta s’è andati via bene, molto bene. Un ringraziamento al Presidente, che ha permesso di sveltire le operazioni preliminari; alle 8.45 già tutti avevano la prova in mano e sono stati pronti ad avviare il loro lavoro. Alessandro è stato il primo a consegnare. I due Marco S. hanno avuto il privilegio assistere alla cerimonia di apertura del plico. No comment in merito a Giacomo C.: ha scelto la Q quale lettera per l’avvio degli orali. Ho sentito sommessa un’imprecazione di Stefano, che si sta abituando fin da subito all’idea della sua “ultimità” ed ha consegnato la prova, con Alessia, alle 14.35. In questo lasso di tempo cosa ho visto? innanzitutto un tentativo di interpretazione della poesia di Ungaretti – tentativo fortunatamente subito abortito – che individuava un fantomatico uccello quale protagonista della lirica. C’è stato chi pensava si potesse fare il lavoro in collaborazione, chi invece se n’è andato sicuro per la sua strada. Mi ha fatto piacere che in molti abbiano dimostrato di aver seguito le indicazioni date durante gli anni ed abbiano ripassato in mattinata i “prontuari” sulla differenza tra saggi ed articoli di giornale. M’ha fatto piacere che 8 persone abbiano intrapreso la strada dell’analisi testuale. È vero che il Corriere di oggi la definisce brutta e mal costruita; io non sono d’accordo col giudizio e spero che chi s’è avventurato in 'sta via abbia saputo metterci la passione che è l’unica condizione per fare un buon lavoro. E sono contento che anche l’ambito artistico-letterario abbia avuto molti estimatori; è vero, non ho ancora letto i lavori, ma ho visto l’impegno e la voglia di fare al meglio. Anche questo conta. Delle periferie e dei “non luoghi” dico poco: ricordo che è stato un percorso in cui ci siamo imbarcati rapidamente ad inizio d’anno; sui limiti della scienza, beh, per gli alunni di un liceo scientifico… E domani, mentre ci si diletterà tra problemi e questionari, io mi metterò a leggere il romanzo che m’ero già portato oggi ma che è rimasto bello chiuso sul tavolo.

martedì 20 giugno 2006

Examinanda 0.2 (bis)

Che davvero siano queste le tracce?

Examinanda 0.2

Il tototema di Repubblica, per quanto possa valere...
Ricordo ad interessate ed interessati che ci si vede domani intorno alle 8.15 a scuola, con documenti di identità validi e SENZA cellulari.
Non ho dubbi sulla presenza di un carico entusiasta di buona volontà.

"Solo tesine concordate"

C'è chi ha preparato per l'esame finale di spagnolo questa presentazione multimediale, della quale si possono ben apprezzare l'appropriatezza dell'ambientazione, la perizia del montaggio, il ritmo incalzante e, soprattutto, le feline movenze (di ogni parte del corpo) della Shakira dei poveri...

lunedì 19 giugno 2006

Examinanda (note a margine)

preoccupazione per la quarta A...

dal Corriere della Sera
Lunedì, 19 Giugno 2006

Ultimi (inutili) esami fatti in casa

di GASPARE BARBIELLINI AMIDEI

Questo è finalmente l’ultimo anno degli esami di Stato fatti in casa (e perfezionati clandestinamente via Internet). Dal 2007 tornano i commissari esterni e la prova perderà quel sapore autoreferenziale che deriva da giudizi espressi soltanto dai docenti della scuola. Voti e promozioni finora vengono decisi dagli stessi professori che hanno preparato i ragazzi. Questa caratteristica non fornisce davvero spunti di inasprita selettività a una esperienza che in mezzo secolo è passata dal 71% di promossi dell’anno 1950-1951 al 97% dell’anno 2004-2005. A sua volta promossa in aprile con voti assai stretti, la nuova maggioranza governativa aveva annunciato il ritorno a commissioni non interne. Ma ci vorrà un anno per la correzione del meccanismo, che non rimuoverà del resto la sensazione di fondo: la inutilità dell’intera baracca di stress e di fatica. (...)

Examinanda 0.1

Puntuali alle 8.30 i Commissari si trovano e conoscono il Presidente; parte subito la riunione iniziale,definita "plenaria", in cui si definiscono ruoli e competenze di tutte le Commissioni che operano in una scuola; già che ci siamo, buttiamo giù anche una bozza di calendario.
Dunque, nella A i Commissari siamo io ed il prof. Bolandrini (il neominsitro ci definirebbe le “quote blu” della Commissione); le Commissarie sono le prof. Albertini, Latella, Oggionni e Severgnini. La prof. Oggionni fungerà da Segretaria, io da Vicepresidente.
Nessuna altra grande novità; avvisi e richiami da far presenti ai fanciulli e qualche strascico organizzativo.
Per oggi è tutto; domani le ultime note e mercoledì si parte per la grande avventura.

domenica 18 giugno 2006

Examinanda -1

Tutto il mondo è paese. Ho sempre pensato che il personale di servizio pesasse più di quanto comunemente si creda; qui ("Il trucco è farsi amica la bidella") ne ho avuta la prova...

sabato 17 giugno 2006

Examinanda -2 (bis)

I consigli delle firme del Corriere della Sera per la prima prova.
Beh, tranne la "regola del p.o.r.c.o.", cose che ci siamo già detti...

Examinanda -2

Con la cena (aziendale) di fine anno s'è chiusa l'attività per il 2005/06; ci si è lasciati con l'appuntamento per lunedì alle 8.30. La commissione per gli Esami di Stato si incontra col Presidente, definisce i ruoli (vicepresidente e segretario), sistema i primi verbali, stila ed approva il calendario, dà avvio alle procedure per arrivare, fresca e pimpante, a mercoledì. Sarà il giorno della prima prova.
Da 'sto blog, la cronaca di un osservatore embedded. Stay tuned.

martedì 13 giugno 2006

Cellulare? No maturità...

Era febbraio, e la terza prova venne fissata per il 26 giugno.
Era maggio, e si accorsero che la concomitanza con la tornata referendaria rendeva difficoltosi e lavori, e diedero la possibilità di gestire autonomamente la data.
Era ancora maggio, ma era cambiato il governo, e dissero che no, era meglio che la terza prova fosse per tutti il 23 giugno, subito dopo le prime due.
Era giugno, il governo era lo stesso di maggio, e le direttive per la maturità erano identiche a quelle dello scorso anno scolastico: «i candidati siano avvertiti tempestivamente che è assolutamente vietato, nei giorni delle prove scritte, portare a scuola telefoni cellulari di qualsiasi tipo (comprese le apparecchiature in grado di inviare fotografie e immagini), nonché dispositivi a luce infrarossa o ultravioletta di ogni genere, e che nei confronti di coloro che fossero sorpresi ad utilizzarli è prevista, secondo le norme vigenti in materia di pubblici esami, la esclusione da tutte le prove
Inoltre, durante le prove «la struttura informatica del ministero vigilerà, in collaborazione con la Polizia delle comunicazioni, per prevenire l'utilizzo irregolare della rete internet da parte di qualunque soggetto e l'uso delle connessioni di telefonia fissa e mobile.»
Morale: scuola blindata, maturità salvata.

PS: e, mi raccomando, dice il Ministero, bisogna «raccomandare ai dirigenti scolastici di utilizzare locali pienamente idonei allo svolgimento degli esami, procurando che gli stessi, oltre che praticabili sotto il profilo della sicurezza, dell'agibilità e dell'igiene, si presentino dignitosi e accoglienti e offrano un'immagine della scuola decorosa e consona alla particolare circostanza.» Bah...

Sei una formica ambiziosa?

Per studentesse e studenti maturandi: facciamo finta che sia già finito tutto e ci sia da pensare un po' meglio a se stessi e a che cosa fare.
Suggerisco di verificare anche il test predisposto da Repubblica/AlmaLaurea, senza lasciarsi scoraggiare dal primo blocco di domande; servono, soprattutto se poi si confrontano le prorpie risposte con quelle corrette.
Lunedì prossimo, insediata la Commissione, iniziamo le fanta-cronache della prima neo-maturita con i tre scritti "vicini vicini".

domenica 4 giugno 2006

Se lo scrive Leopardi...

Mi par cosa vergognosa
Senza dire qualche cosa
Il dovere incominciare
Verso sera a studiare.

Un Leopardi giovane ed inedito.

Magone

Per prossima edizione Mediaset ha chiesto a Costanzo & C. di "ridurre i 700 mila euro spesi per ogni puntata dello show domenicale a 450".
Se con 1,4 miliardi di lire a puntata propinavano una trasmissione inguardabile, con un taglio del budget non oso immaginare cosa andranno a mostrare...

giovedì 1 giugno 2006

Analisi comparativa

L'ultimo voto di un anno elettoralmente intenso.
Qui, perché votare sì; qui, perché votare no.

Chinese hit

Beh, per il momento non nutro timori sul fatto che, almeno sul versante della produzione artistico-musicale, l'Occidente possa essere colonizzato da prodotti cinesi...