giovedì 23 giugno 2005

Il giorno del giudizio *** #2

6 ore, usate quasi totalmente da quasi tutti, per un compito di matematica piuttosto schizofrenico, almeno nelle valutazioni:
secondo i prof, della sezione A e della B, uno dei testi più facili degli ultimi anni
secondo gli alunni, solo della A, una roba completamente fuori dalle proprie possibilità.
Tra facce stranite, bestemmioni non solo pensati, ho passato circa la metà del mio tempo; l'altra metà a sistemare i verbali (tutti a posto), preparare calendari e comunicazioni, predisporre i moduli per le valutazioni.
Venerdì e sabato ci si trova per le correzioni di prima e seconda prova; lunedì la terza prova, che sarà corretta ancora calda (e, con le temperature di questi giorni, nessuna metafora è più adatta).
Altri due giorni di silenzio e giovedì si dà il via alle danze dell'orale.

Altre news? Aspettiamo l'apertura delle buste con gli elaborati, domani...

Saluti

mercoledì 22 giugno 2005

Preside

(rullo di tamburi)

Il Preside della Scuola Superiore, a partire dal prossimo anno, è

(rullo di tamburi)

don Ettore Guerra!

(rullo di tamburi)

Felicitazioni; auguri.

Auguri, Riccardo

happy
happy,
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...perch� festeggiare il compleanno il giorno dell'ultimo "tema" non � cosa comune...

Il giorno del giudizio *** #1

Orario di avvio perfetto (l'entrata in studio un po' meno, ma domani si aggiusta il tiro).
Nove pagine di tracce, una (indovinate quale...) non male davvero.
Un po' di confusione, per alcuni, tra articolo e saggio (ma, a questo proposito, richiamo la documentazione resa disponibile fin dallo scorso dicembre e mi auguro che i più astuti ne abbiano tenuto conto); niente di eclatante, comunque.
Domani si vedrà il meglio, credo, senza i formulari.
Note a margine:
i verbali sono allineati alla data odierna;
il software di gestione degli esami dà qualche problemino di libreria e fa un po' di difficoltà ad interfacciarsi con Word ed Excel, ma rasssegnarsi è un'arte;
la bozza del calendario per gli orali è pronta per la pubblicazione (e noi, che cominceremo il 30, saremo i primi a risolvere la faccenda);
l'avviso per la terza prova di lunedì pure.
Non ci resta che vedere cosa ci riserva il Ministero per matematica.
Per l'iitaliano: non male alcune tracce; impossibili (o quasi) a mio modesto avviso alcune altre.
Dante: una sorpresa che dovrebbe aver fatto contenti i 4 coraggiosi che l'hanno affrontato (al classico, buuuu!, nessuno...); per gli altri c'è la possibilità che se ne parli più diffusamente all'orale...
Commenti (sempre nell'ambito del vocabolario consentito)?
Saluti, a domani.
Quello sì che è il vero giorno del giudizio...

martedì 21 giugno 2005

Il giorno del giudizio *** -1

"Care ragazze, cari ragazzi" - scrive il ministro dell'Istruzione, Letizia Moratti, agli studenti che domani cominceranno gli esami di maturità - sarete in 482 mila domani mattina sui banchi di scuola per la prima grande prova della vostra vita, l'esame di Stato. Pensate: ottant'anni fa, a conclusione dell'anno scolastico 1924-1925, in un'Italia che contava ancora tassi altissimi di analfabetismo, furono poco più di 20 mila i candidati alla maturità".

Per augurare "in bocca al lupo" a tutti gli studenti, il ministro Moratti ha deciso di scrivere una lettera aperta, inviata oggi alle 3.500 scuole superiori dove prenderanno il via gli esami di maturità. Una missiva che comincia ricordando ai ragazzi quanto siano fortunati nel poter affrontare questa prova, un tempo riservata solo a un'élite. "Per darvi un'idea: allora ogni 10 mila abitanti c'erano cinque maturandi; oggi ce ne sono 85. Allora la stragrande maggioranza erano ragazzi, oggi le ragazze sono in prevalenza. Quale straordinario cammino ha compiuto il nostro Paese dai tempi dei vostri bisnonni!".

Il conforto della famiglia e degli amici. Il ministro si sofferma quindi sullo stato d'animo dei ragazzi, assicurando loro che in famiglia troveranno il conforto necessario. "Immagino le vostre ansie e le vostre trepidazioni, le stesse che vissi anch'io tanti anni fa e che ho rivissuto poi come mamma, quando a sostenere l'esame furono i miei figli. Ma state tranquilli, perché nell'affetto delle vostre famiglie, nell'amicizia dei vostri compagni di classe, nella dedizione dei vostri insegnanti troverete motivo per affrontare con serenità gli esami. In questi anni, avete acquisito competenze e capacità adeguate, che potrete utilizzare in campi e settori diversi della vostra futura vita professionale e lavorativa. Al tempo stesso la scuola vi ha aiutato a crescere, dal punto di vista sociale e culturale, come persone responsabili e come cittadini".

Futuro di studio e lavoro. Letizia Moratti parla anche delle prospettive che si apriranno agli studenti: "La maggior parte di voi, dopo l'esame, si iscriverà all'università, ma non sono pochi anche coloro che si metteranno subito alla prova con un'esperienza lavorativa. L'inserimento in ognuno di questi due mondi richiede soprattutto una grande capacità di confrontarsi con i sempre più rapidi mutamenti sociali ed economici e di interagire con realtà diverse, comprese quelle europea e internazionale, sempre più caratterizzate dalle grandi conquiste della ricerca scientifica e dalla rapidissima e sorprendente evoluzione della tecnologia".

Energia, creatività e fiducia. La lettera si conclude con gli auguri di rito. "Non intendo darvi consigli che in questo momento potrebbero sembrare fuori luogo - scrive il ministro - Vorrei solo augurarvi con tutto il cuore di compiere le scelte giuste, lasciandovi guidare dalla vostre aspirazioni e da quei valori che la scuola vi ha trasmesso, in modo da costruire il vostro progetto di vita con energia, creatività e fiducia. In bocca al lupo, ragazzi, e auguri per il vostro futuro".

da "La Repubblica", 21 giugno 2005

maturità - "Pronti?"

Allora, ci si vede domani mattina alle 8.30 a scuola; tutto a posto.
In bocca al lupo.

PS: ricordo a ciascuno il proprio dizionario (non enciclopedico) e la carta d'identità; i cellulari sono banditi!

lunedì 20 giugno 2005

maturità - news

Regolarmente insediata la commissione; predisposto il calendario di massima (mercoledì, con l'estrazione della lettera per far partire i colloqui, lo si completa) e approvate le modalità di lavoro.
La presidente della commissione è la prof. Graziella Premarini; vicepresidente il prof. Marco Stellato; segretario il sottoscritto. Domani mattina, riunione di perfezionamento.
Ci si sente!

domenica 19 giugno 2005

«Che ne sarà di noi?»

Un'iniziativa originale per scrivere al futuro se stesso...
Fa ridere, forse, in un primo momento.
Poi, assicuro, fa pensare e riflettere non poco.
Per chi vuole provare a immaginarsi di qui a una settimana, un mese, un anno, un lustro...

venerdì 17 giugno 2005

Per voi, per me

Recuperato in un pomeriggio di malinconia e qualche lacrima

Il finale del discorso di Steve Jobs, fondatore della Apple e della Pixar, sopravvissuto a un tumore al pancreas, ai neolaureati di Stanford. Qui il video e qui la versione originale.


Il vostro tempo è limitato, per cui non lo sprecate vivendo la vita di qualcun altro. Non fatevi intrappolare dai dogmi, che vuol dire vivere seguendo i risultati del pensiero di altre persone. Non lasciate che il rumore delle opinioni altrui offuschi la vostra voce interiore. E, cosa più importante di tutte, abbiate il coraggio di seguire il vostro cuore e la vostra intuizione. In qualche modo loro sanno che cosa volete realmente diventare. Tutto il resto è secondario.

Quando ero un ragazzo c'era una incredibile rivista che si chiamava The Whole Earth Catalog, praticamente una delle bibbie della mia generazione. E' stata creata da Stewart Brand non molto lontano da qui, a Menlo Park, e Stewart ci ha messo dentro tutto il suo tocco poetico. E' stato alla fine degli anni Sessanta, prima dei personal computer e del desktop publishing, quando tutto era fato con macchine da scrivere, forbici e foto polaroid. E' stata una specie di Google in formato cartaceo tascabile, 35 anni prima che ci fosse Google: era idealistica e sconvolgente, traboccante di concetti chiari e fantastiche nozioni.

Stewart e il suo gruppo pubblicarono vari numeri di The Whole Earth Catalog e quando arrivarono alla fine del loro percorso, pubblicarono il numero finale. Era più o meno la metà degli anni Settanta e io avevo la vostra età. Nell'ultima pagina del numero finale c'era una fotografia di una strada di campagna di prima mattina, il tipo di strada dove potreste trovarvi a fare l'autostop se siete dei tipi abbastanza avventurosi. Sotto la foto c'erano le parole: "Stay Hungry. Stay Foolish.", siate affamati, siate folli. Era il loro messaggio di addio. Stay Hungry. Stay Foolish. Io me lo sono sempre augurato per me stesso. E adesso che vi laureate per cominciare una nuova vita, lo auguro a voi.

Stay Hungry. Stay Foolish.

Chi si spaventa per la pecora Dolly

famiglia_silvio
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non ha ancora visto 'sta roba...

In tema di clonazione, in tema di pecore.

PS: grazie, Davide

mercoledì 15 giugno 2005

Leggere e scrivere per uscire di prigione

Ieri, alle 23.23 la domanda:
"io ancora nn ho capito cos'è la letteratura...";
si può dire al tuo prof di italiano, dopo un anno di lezioni, una roba simile?

e il tuo prof, tirandosela un po' (ed inarcando la bocca nel "tipico" risolino che, stavolta, si ferma allo schermo del pc) con un'espressione del tipo "non l'avrei detto, visto il prof che hai avuto quest'anno", può dirti, avendo saputo che hai appena preso una scoppola sentimentale: "la tua storia, ragionata, riflettuta, passata col colino e col setaccio, scritta (e non buttata giù alla cazzo, come spesso fai) è letteratura"?
e poi
"in bieca (e becera) sintesi la letteratura è comunione di passioni"? (e tiratina finale - con annesso sorrisino - del prof "e qui sdottoreggio un po'")

finale falso:
ma quanto se la tira il prof

finale semifalso:
com'è difficile fare il prof

finale vero:
«scriviamo per rendere possibile al mondo non scritto di esprimersi attraverso di noi... dall’altro lato delle parole c’è qualcosa che cerca di uscire dal silenzio, di significare attraverso il linguaggio, come battendo colpi su un muro di prigione» Italo Calvino
questa è letteratura

PS1: viviamo meglio le nostre storie se leggiamo quelle degli altri?
PS2: e la prigione di cui parla Calvino siamo, a volte, noi per noi stessi?
PS3: grazie a chi mi aiuta a pensare

martedì 14 giugno 2005

Borse di studio

Il link al sito della Provincia di Bergamo con l'elenco degli alunni capaci e meritevoli, vincitori di una borsa di studio da 774,68 euro.
Complimenti!

Cortesia

Il "Documento di Maggio" è disponibile nella cartella per i file di quinta a partire dal 19 del mese scorso (si veda il post di quella data; non capisco perché chiedere alla segreteria dove recuperarlo o dire che sono a disposizione i soli programmi di italiano e latino (però, a scanso di equivoci, nella cartella adesso trovate sia "ddmaggio05", che mi pareva un nome-file abbastanza chiaro, sia "documento di maggio 2005", per la completezza.)
Ci sono difficoltà nel capire l'italiano? ne terrò conto in sede di valutazione...

Riflessione orientale

Coloro che si godono la vita sono più saggi di coloro che la considerano un dovere.

Lao Tzu, Tao Te Ching, LXXV

lunedì 13 giugno 2005

AI

...per chi soffre di solitudine e vuole parlare con una voce amica (in inglese)...

Genitivo soggettivo ed oggettivo

L'odio del Grillo

Mille grazie!

dal report di shinystat:
L' Account asoloblog ha totalizzato:
148 Pagine viste nel corso dell'ultima settimana
244 Pagine viste nel mese corrente
1036 Pagine viste dalla creazione dell'Account (o dall'ultimo azzeramento)

domenica 12 giugno 2005

flickr

flickr
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senza parole

www.flickr.com

sabato 11 giugno 2005

Maturità - programma di latino

La domanda
Studiando il programma di latino per gli esami ci siamo accorti che sul documento di maggio sono indicati dei testi che non sono stati analizzati in classe.
Per esempio
Persio pag 677
Quintiliano pag 727
Tacito pag 763 e 776
Girolamo pag 889
non sono mai stati letti.
Dobbiamo comunque studiarli o limitarci a quelli presenti sul programma e letti in classe?


La risposta
Grazie per la segnalazione.
I testi indicati consentono un "ripasso" più rapido dei contenuti di ciascun autore e, letti, aiutano a imbastire un discorso con minori difficoltà rispetto a una trattazione teorica.
Ergo: una (rapida) lettura e l'annotazione dei punti notevoli è la via migliore per evitare di doversi "appiccicare" addosso nozioni di cui ci si potrebbe dimenticare in fretta.
Quindi, in conclusione, leggeteli e utilizzateli come sorta di "minibigino" (integrativo o autonomo) per la trattazione di ciascuno degli autori segnalati.

I ringraziamenti
A Michela, Giuliana, Paolo.

Incubo o profezia?

dal romanzo di A. Scurati, "Il sopravvissuto", pag. 29

La canna della pistola, prolungando il braccio teso, disegnava, dal lato del calcio, una perpendicolare perfetta con le spalle del ragazzo e, dal lato della bocca di fuoco, una perpendicolare altrettanto perfetta con la fronte di Giulio Landi, docente di lettere, il quale, sistemato nel mezzo della commissione, a cinque passi di distanza dalla sedia dell’esaminando, era più basso di lui di un’intera testa.
Scagliato dalla forza propulsiva sviluppata dalla combustione di una polvere bianca a base di nitroglicerina, e animato da un movimento di traslazione dall’arma al bersaglio e di rotazione intorno al proprio asse, da vibrazioni, da sussulti anomali, nonché dalla caduta determinata dalla forza di gravità, il proiettile, dopo aver mantenuto l’assetto antero-posteriore lungo tutta la sua traiettoria, una volta raggiunta la fronte del professore di lettere, determinò un effetto contusivo introflettendone la cute, quindi penetrò nei tessuti come un trapano a rotazione e, infine, trasmise un’onda d’urto alle pareti del cranio dell’insegnante di italiano e latino, facendolo scoppiare. La mascella, unica parte del cranio del prof. Landi non frantumata dallo scoppio, batté rumorosamente sul banco contro il quale crollava il corpo esanime.

Simulazione

maria
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Quasi una prova del colloquio...
Grazie, Maria!

(PS: prova di foto)

venerdì 10 giugno 2005

quasi finita

(estratto dal verbale del Collegio Docenti di stamattina)

1. Ratifica delle operazioni di scrutinio degli Organi di Valutazione (Consigli di Classe) dell’anno scolastico 2004/2005
Il Preside presenta al Collegio dei Docenti il quadro finale delle operazioni di scrutinio svolte dai singoli Organi di Valutazione, evidenziando la necessità di proseguire il percorso per l’omogeneizzazione delle modalità di valutazione.
Il VicePreside presenta i dati statistici e di comparazione dei risultati.
Il Collegio dei Docenti, dopo ampia discussione, preso atto delle comunicazioni e dei risultati, all’unanimità ratifica le operazioni di scrutinio finale per l’anno scolastico 2004/2005.

E anche quest'anno, maturità esclusa, è andato...

mercoledì 8 giugno 2005

Il troppo stroppia

Santo cielo!
Era necessario che qualcuno, infastidito dai banner di Sweetie, gli facesse fare questa fine.
C'è chi ne rimpiange la scomparsa?

domenica 5 giugno 2005

sabato 4 giugno 2005

Vacanze!

Con oggi (maturandi esclusi...) la scuola è finita; auguri di buone vacanze a tutti, che vi abbia salutato durante la mattinata simil-sportiva o no.

Arrivederci a settembre.

venerdì 3 giugno 2005

giovedì 2 giugno 2005

Stessa professione, fine diversa (spero)


Assomigli a Socrate!
A muoverti e' l'amore verso il sapere, inteso non sterilmente come nozionismo, ma come vivace e continua ricerca del vero. Trovi giusto rimetterti in discussione continuamente, perché cio' che veramente ti importa e' conoscere cose giuste, non vantarti di quante cosa sai. Per questo ami confrontarti con gli altri, e per questo ritieni le persone che si trincerano dietro alle loro certezze fragili e deboli. Il tuo problema e' che spesso distruggi le convinzioni degli altri, e questo ti puo' rendere impopolare.


A quale personaggio storico assomigli?
brought to you by Quizilla

Maturità

Tratto dalla nota ufficiale del Ministero per gli Esami di Stato 2005

I Dirigenti scolastici disporranno, altresì, perché i candidati siano avvertiti tempestivamente che è assolutamente vietato, nei giorni delle prove scritte, portare a scuola telefoni cellulari di qualsiasi tipo (comprese le apparecchiature in grado di inviare fotografie e immagini) e che nei confronti di coloro che fossero sorpresi ad utilizzarlo è prevista, secondo le norme vigenti in materia di pubblici esami, la esclusione da tutte le prove.
Tale divieto è inoltre esteso ad apparecchiature elettroniche portatili di tipo “palmari” o a personal computer portatili di qualsiasi tipo, in grado di collegarsi all’esterno degli edifici scolastici tramite collegamenti “wireless”, comunemente diffusi nelle scuole, o alla normale rete telefonica con protocolli UMTS, GPRS o GSM o BLUETOOTH.
Presidenti e commissari, dal canto loro, avranno il compito di vigilare sul rispetto del summenzionato divieto, al fine di evitare il verificarsi di episodi incresciosi che, oltre a turbare il sereno svolgimento delle prove scritte, risulterebbero gravemente penalizzanti per gli stessi candidati.

Citazione per la festa

(...) Dare un senso alla vita può sfociare in follia
ma una vita senza senso è la tortura
dell'inquietudine e del vago desiderio:
è una nave che desidera il mare ardentemente ma ha paura.


Edgar Lee Masters, Antologia di Spoon River; George Gray

mercoledì 1 giugno 2005

Ricerca rapida (su commissione)

Sull'argomento "foibe" sono aggiornate e sembrano essere interessanti le seguenti monografie:
Pupo, Raoul -Il lungo esodo : Istria: le persecuzioni, le foibe, l'esilio - Rizzoli -2005
Oliva, Gianni [1952- ] -Profughi : dalle foibe all'esodo: la tragedia degli italiani d'Istria, Fiume e Dalmazia - A. Mondadori -2005
Cernigoi, Claudia -Operazione "foibe" tra storia e mito - Kappa Vu -2005
Pupo, Raoul -Foibe - B. Mondadori -2003
Oliva, Gianni [1952- ] -Foibe : le stragi negate degli italiani della Venezia Giulia e dell'Istria - Mondadori -2002
Oliva, Gianni [1952- ] -La resa dei conti : aprile-maggio 1945 : foibe, piazzale Loreto e giustizia partigiana - Mondadori -1999
Petacco, Arrigo -L'esodo : la tragedia negata degli italiani d'Istria, Dalmazia e Venezia Giulia -1999

Ci si aggiungano il romanzo "La foiba grande" di Carlo Sgorlon, questo e questo link.

lunedì 30 maggio 2005

Campioni * il sogno -- Le finali

Nel post del 6 maggio si sono aperte le selezioni per il concorso "Onan il barbaro" di terza A;
oggi si presenta il premio (e i migliori tra i miei alunni riconosceranno l'attualità del contrappasso dantesco);
venerdì la premiazione.
Segnalazioni?

domenica 29 maggio 2005

Festa!

Tornato a casa per mezzanotte, come Cenerentola, ringrazio tutti quanti ho incontrato alla festa della scuola: alunni, exalunni, conoscenti ed altri.
Complimenti a chi s'è sbattuto, nei modi più diversi, per farci divertire; grazie a quanti si sono dati da fare per esserci e far festa insieme. La scuola, per me, è anche (e lo sottolineo), questa qui.
Grazie!

sabato 28 maggio 2005

A una settimana dalle vacanze (per alcuni)

È impossibile godere pienamente la pigrizia se non si ha molto lavoro da compiere. Non è affatto divertente non far nulla quando non si ha nulla da fare.

JEROME K. JEROME, Pensieri oziosi di un ozioso

mercoledì 25 maggio 2005

martedì 24 maggio 2005

Fanta-maturità

In un liceo come tanti, è il giorno della prova orale dell'esame di Stato. La commissione attende, svogliata, il primo candidato: Vitaliano Caccia, ventenne esuberante, inetto, tracotante e formidabile, destinato a una seconda bocciatura da un rituale ambiguo e da un sistema perverso. Quando, però, finalmente arriva, Vitaliano estrae una pistola e stermina i suoi professori, a uno a uno, a sangue freddo e a bruciapelo. Risparmia soltanto Andrea Marescalchi, il suo insegnante di storia e filosofia. Il sopravvissuto.

Un sospiro di sollievo

per chi vive di peer to peer.

Io no, ma molti dei miei (ex)alunni...

sabato 21 maggio 2005

Rispondere...

...è un po' morire...

e a me tocca una bomba

You scored as Bomb. Your death will be by bombing. You will probably be an innocent bystander, not doing anything wrong and not a person who was targeted at, just in the wrong place at the wrong time.

Bomb

80%

Gunshot

73%

Natural Causes

60%

Suicide

60%

Posion

53%

Stabbed

47%

Eaten

47%

Accident

27%

Disappear

20%

Drowning

13%

Cut Throat

13%

Disease

7%

Suffocated

7%

How Will You Die??
created with QuizFarm.com

Deliri...

quando uno si trova 'sta roba nel log-viewer del suo AIM può anche capire meno di quanto un comune mortale stia capendo questo tecnolessico. Omissis su nomi & address completi per la privacy

...
13:42:10 sav@.it: referxh
13:42:29 sav@.it: ma s. mi ha rotto il cazzo
13:42:34 sav@.it: o va o sta
13:42:54 how@.com: COME SI FA A ...
13:43:00 gab@.it: nn lo so
13:43:09 sav@.it: bella n.
13:43:12 sav@.it: very???
13:43:16 sav@.it: pisquana????
13:43:22 gab@.it: boh
13:43:28 clas@.it: basta cazzeggiare....
13:43:28 gab@.it: nn sto capendo niente
13:43:32 cla@.it: cati socio
13:43:43 gab@.it: ci makerebbe
13:43:56 sav@.it: o ma che cazzo
13:43:59 sav@.it: s?
13:44:03 how@.com: e allora v-v-v-v-v-v-v
13:44:03 gab@.it: ke c'è<'???
13:44:05 are@.it: wella sono arrivatoa nche io
13:44:16 are@.it: s. chi è?
13:44:19 sav@.it: ti decidi a stare o ad andare? smettila di entrare e uscire
13:44:19 gab@.it: bella a
13:44:23 gab@.it: t
13:44:25 sav@.it: bellaars
13:44:27 sav@.it: a.
13:44:29 sav@.it: è tira tira
13:44:32 cla@.it: chi cazzo è s.?ù
13:44:35 sav@.it: tir tira boschi
13:44:45 cla@.it: ah...
13:44:52 sav@.it: lascial loi
13:44:56 gab@.it: ragzzi posso fare un refreshgenerale?
13:44:56 are@.it: ......prima ho stamapto la conversazione che abbiamo fatto stamatina
13:44:58 gab@.it: ???
13:44:58 sav@.it: lascial fuori adesso
13:45:04 are@.it: ....ma qnt cagate ci siamo detti!
13:45:06 gab@.it: come è?????
13:45:06 nik@.com: avete rotto
13:45:08 nik@.com: il cazzo
13:45:09 sav@.it: anke io ares.... è stra bella...
13:45:15 sav@.it: x' ci son onterventi a caso
13:45:18 are@.it: ..invito ancora nana?
13:45:21 sav@.it: dai
13:45:22 cla@.it: a. culo
13:45:26 gab@.it: dai siiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii
13:45:26 sav@.it: è la cosa più bella
13:45:29 gab@.it: invitala dai
13:45:44 sav@.it: ares....
13:45:46 are@.it: ah ma c'è anche il pezzoni.....
13:45:48 are@.it: invitata
...

fortuna che c'ero anch'io...

martedì 17 maggio 2005

«...e qui me la tiro...»

La dedica dell'autrice sulla mia copia del libro:
«A Beppe, un professore che sorride, strano ma bello. Sperando che col tempo scompaia il "ghignolino sadico"».
Giulia
Maggio '05

PS (molto personale): scenda il velo del silenzio e della tenebra sui bidonatori, di ogni genere, paese, carattere, facondia, ecc. essi siano...

domenica 15 maggio 2005

venerdì 13 maggio 2005

Crisi politica

Con dei risultati così, mi sa che c'è qualcosa che non va...
Sono in crisi di identità politica...

You scored as Democrat.

Democrat

67%

Anarchism

67%

Fascism

42%

Republican

42%

Socialist

33%

Communism

25%

Green

8%

Nazi

0%

What Political Party Do Your Beliefs Put You In?
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giovedì 12 maggio 2005

Opere di carità corporale

Una sfida con la sedia a rotelle direttamente dalla serie TV "ER"...
Non ho mai fatto così male a nessuno...

Commenti

Il test di latino per fanciulle e fanciulli di terza e quarta è andato...

(si ricorda a tutti quanti volessero commentare la prova che la necessaria sincerità dovrebbe trovare comunque un relativo ingentilimento alla luce dl contenuto del post precedente...)

mercoledì 11 maggio 2005

Mai irridere un anziano (prof)

Viste le maledizioni che mi sono sentito tirare dietro in questi giorni (soprattutto in occasione della presentazione dei test di latino in terza e quarta), credo sia opportuno che i giovani alunni riflettano su questa citazione biblica

Eliseo andò a Betel. Mentre egli camminava per strada, uscirono dalla città alcuni ragazzetti che si burlarono di lui dicendo "Vieni su, pelato; vieni su, calvo!". Egli si voltò, li guardò e li maledisse nel nome del Signore. Allora uscirono dalla foresta due orse, che sbranarono quarantadue di quei fanciulli. 2 Re 2,23-25

lunedì 9 maggio 2005

Non è proprio come l'inferno

ma il loro mondo ci è molto vicino.
A quale personaggio dei Simpsons corrispondi?
Ripassa un po' di inglese e prova il Simpsons personality test.

PS: C'è anche la variante Harry Potter...

Stat rosa pristina nomine...

Caso o destino, proprio oggi mi trovo segnalato 'sto pezzo che parla di parole e cose, come il finale de "Il nome della rosa".
Meditino, le quintane ed i quintani!

La realtà supera la fantasia (2)

Capisco la nuova generazione di videogiochi che imitano la realtà, ma quando la realtà imita i videogiochi (che imitano la realtà)...

Boh, fatico a capirci qualcosa

domenica 8 maggio 2005

pomeriggio

L'alternativa:
a
1. aggiornare il sistema operativo del Mac e conoscerne le novità
3. iniziare le 1413 (+58) pagine de "I miserabili" di Victor Hugo
b
1. leggere i temi
2. finire le tabelle comparative degli articoli

ehm, ho scelto la A...
(e sono a pag. 61 dei Miserabili, dopo aver finito "Ma le stelle quante sono": davvero una bella storia pulita, con uno sporco prof. di ita)

sabato 7 maggio 2005

perle di saggezza

da colleghi prof, in altra scuola, fiuuuuu, per fortuna....

C’è il diritto all’istruzione, ma c’è anche un sacrosanto diritto all’ignoranza. Se la porta è chiusa dall’interno, non c’è mica un cazzo da fare!
L’unica novità è l’ulteriore peggioramento dei più peggiori. Il che dimostra che al peggio non c’è mai fine.

La realtà supera la fantasia

Si diceva, in quarta, di una finzione che fatica ad inseguire la realtà: forse è perché capita anche questo.

venerdì 6 maggio 2005

Campioni * il sogno

Il primo campionato di terza A per la conquista del titolo di "Onan* il barbaro" è ufficialmente aperto; vengono nominati referenti i signori AB e ES, che già hanno dato prova della loro propensione a supportare attivamente la pratica della disciplina.


*notizie sul personaggio (da non confondere con Conan), ed un sano ripasso dell'inglese

giovedì 5 maggio 2005

infinitoooooooo

per le quartane ed i quartani

Dopo aver letto quello di Leopardi, una riflessione sull'infinito.


PS: grazie, Nicola

Due spettacoli da vedere

particolarmente consigliato alla quarta
dal 4 al 15 maggio, al Carcano, La Mandragola di Niccolò Machiavelli

particolarmente consigliato alla quinta
dal 10 al 29 maggio, al Piccolo "Grassi" Le due zittelle di Tommaso Landolfi (monologo di Anna Marchesini)

"Vertigini da fiction"

È il titolo del saggio di Antonio Spadaro pubblicato sulla Civiltà Cattolica (e disponibile nella apposita cartella in formato "doc"), la cui lettura è obbligatoria per fanciulle e fanciulli di quinta.

mercoledì 4 maggio 2005

Non ci avevo mai pensato...

La cipolla

La cipolla è un'altra cosa.
Interiora non ne ha.
Completamente cipolla
fino alla cipollità.
Cipolluta di fuori,
cipollosa fino al cuore,
potrebbe guardarsi dentro
senza provare timore.

In noi ignoto e selve
di pelle appena coperti,
interni d'inferno,
violenta anatomia,
ma nella cipolla - cipolla,
non visceri ritorti.
Lei più e più volte nuda,
fin nel fondo e così via.

Coerente è la cipolla,
riuscita è la cipolla.
Nell'una ecco sta l'altra,
nella maggiore la minore,
nella seguente la successiva,
cioè la terza e la quarta.
Una centripeta fuga.
Un'eco in coro composta.

La cipolla, d'accordo:
il più bel ventre del mondo.
A propria lode di aureole
da sé si avvolge in tondo.
In noi - grasso, nervi, vene,
muchi e secrezioni.
E a noi resta negata
l'idiozia della perfezione.

(Wislawa Szymborska; Nobel per la letteratura 1996)

Certe volte la televisione è come un (buon) libro

"Da alcuni anni, dalla serie cult Star Trek a X-Files , da Dawson’s Creek a Sex and the City , da C.S.I. a NYPD , da Six feet under ai Soprano, da Buffy ad Ally McBeal , da Lost a Deadwood, i telefilm raccontano storie affascinanti per parlare anche d’altro: le immagini non vogliono soltanto dire quello che mostrano ma vibrano in continuazione, rimandano a un mondo dissimulato, ad alcuni significati inesauribili, a un altrove che non conosciamo. La sensazione è che nei telefilm americani si lavori per una nicchia che sta diventando sempre più decisiva nella spartizione dell’audience, per un linguaggio sciolto da ogni vincolo di obbedienza ideologica o sociale.
Il dato più significativo è questo: i telefilm sono pieni non solo di citazioni attinte a piene mani dalla grande letteratura, dal grande cinema, dal grande teatro, ma trasudano strutture narrative, tecniche figurative, procedimenti «rubati» a modelli alti. Ripetizione, standardizzazione, ripresa, serialità: tutti fenomeni che non sono tipici della tv ma che attraversano da sempre la produzione letteraria mondiale e, se mai, rivelano ora nuove dinamiche della creatività, nuovi ritmi imposti dalla produzione industriale. E’ difficile che un ragazzo si accosti ancora alla grande narrativa ottocentesca, che affidi le sue pene d’amore a un libro di Stendhal, di Jane Austen, persino di Cesare Pavese, che cerchi di placare le sue angosce esistenziali con Henry James o Joseph Conrad o Franz Kafka. Ma è molto probabile che lo stesso ragazzo sappia tutto di O.C. , di Beverly Hills , di Dawson’s Creek ed è molto probabile che in queste serie trovi soluzioni linguistiche tratte dagli autori appena citati (ben conosciuti dagli sceneggiatori). Stessa cosa per il cinema, gli evergreen, la moda. Succede insomma che l’educazione sentimentale degli adolescenti di tutto il mondo si formi ora sui telefilm di «formazione»."

L'articolo completo di Aldo Grasso, sul Corriere della Sera di oggi.

martedì 3 maggio 2005

Vita di Pi

Il romanzo di Yann Martel è l'ideale per un pomeriggio in cui la vita sembra di m.

domenica 1 maggio 2005

ps: festa del lavoro

Molto indicato il fatto che sia di domenica.
Meglio ancora che ne sia patrono san Giuseppe; a tutti quelli che si chiamano come me (e che lavorano) buona festa.

26/27 aprile (e prima)

Letto "Vent'anni che non dormo": beh, belle e vivaci alcune pagine, soprattutto quando in scena ci sono i nonni, per il resto non direi granché.
Letto "Flatlandia": benché io capisca poco di geometria, divertente ed ad affascinante. 140 pagine circa che si possono esaurire senza fatica in un pomeriggio.

Riprendo da pag. 32 "Ma le stelle quante sono": m'ha fatto compagnia ai colloqui coi genitori di venerdì pomeriggio; mi sa che domani si replica. Per il momento sospendo il giudizio.

Non tutto il male...

Incacchiato marcio perché ieri pomeriggio, scendendo dal treno in Stazione Centrale a Milano, ho "sbregato" la tasca della giacca, talmente incacchiato da rinunciare allo spettacolo che dovevo andare vedere a teatro perché so che avrei continuato a borbottare imprecando durante l'intera rappresentazione, dopo un giro in piazza del Duomo e un salto in libreria sono tornato a casa con due libercoli, di uno dei quali mi sono segnato un paio di citazioni.

Prima citazione
Nel Sesso Debole la passione del momento predomina su ogni altra considerazione. Questa è naturalmente una conseguenza inevitabile della loro infelice configurazione. Dato che esse non hanno nemmeno la più piccola pretesa di un angolo, inferiori in questo anche all’infimo fra gli Isosceli, ne segue che sono del tutto prive di facoltà raziocinanti, e non hanno né potere riflessivo, né giudizio, né capacità di previsione, né, quasi, memoria.

Seconda citazione
Una volta Donna, per sempre Donna, è il Decreto della Natura, e si direbbe che persino le Leggi dell’Evoluzione siano state sospese nel suo caso a suo sfavore. E tuttavia non possiamo fare a meno di ammirare la saggia Predisposizione, la quale ha ordinato che, dal momento che esse non hanno speranza, così non abbiano memoria con cui ricordare, né altra facoltà con cui anticipare, le miserie e le umiliazioni che sono al tempo stesso una necessità della loro vita e la base della costituzione della Flatlandia.

"Flatlandia", romanzo di Edwin A. Abbott, è la lettura che caldamente consiglio innanzitutto agli pseudo-misogini di terza (e delle altre classi, sempre che ce ne siano) e, poi, a tutti coloro che credono di sapere.

giovedì 28 aprile 2005

Il Grillo parlante

Il sito di un comico.

Un comico?

Suicida per vivere

In tutta la produzione dell Alfieri, nella varietà dei generi letterari toccati (trattato, tragedia, autobiografia, lirica) sono costantemente presenti due idee di fondo: la rappresentazione di un particolare mito umano, di una particolare figura di uomo e la celebrazione della libertà. Alfieri presenta una mitologia umana che ha come elementi di fondo l'agonismo eroico, l'ansia di assoluto e l'angosciosa coscienza del limite; secondo l'autore la risposta a questo senso di insoddisfazione, il riscatto da questo amaro destino è il suicidio, concepito come protesta alla vita. Alfieri riflette sul problema della conquista della libertà e trova nel suicidio una possibile soluzione.

Non lo dico (solo) io, lo dicono anche qui.

mercoledì 27 aprile 2005

Chiesa di storie

"E' meglio nascondere la tua idea oscura e sperare che tutti facciano lo stesso, o descrivere e condividere con gli altri quell'idea oscura?
E ancora, facciamo più danno quando condividiamo le nostre fantasie oscure, esplorandole attraverso una canzone, un racconto o un quadro, o quando le neghiamo?
Le storie sono il modo che gli umani hanno di digerire le proprie vite, assorbire e assimilare anche i peggiori eventi.
(Chuck Palahniuk)

"Church of stories": l'intervento di Chuck Palahniuk in lingua originale e nella traduzione italiana.
Il sito italiano dell'autore; quello ufficiale in inglese e, per finire, quello di Haunted, il romanzo composto di brevi racconti, che sta per essere pubblicato negli USA.
Letture da angoscia.

Auguri per un pelo (di naso)

Il modo più incredibile di mandare una mail, magari di auguri, da uno dei siti più geniali che abbia mai visto.
Caldamente iper-consigliato.

Coincidenze

Se ripenso alla discussione sui buchi, in terza...
se ripenso al brano delle Cosmicomiche, in quinta...


Il Quadrato e la Sfera
Edwin A.Abbott,  [in] Flatlandia (1882), […] descriveva un pianeta bidimensionale del tutto piatto come «un vasto foglio di carta su cui delle Linee Rette, dei Triangoli, dei Quadrati, dei Pentagoni e altre figure geometriche, […], si muovevano qua e là, liberamente sulla superficie o dentro di essa, ma senza potersene sollevare […]. In un paese simile […] – dice il Quadrato narrante – […] noi non siamo in grado di vedere niente […] perlomeno non in misura tale da poter distinguere una figura da un’altra». Poi un oggetto tridimensionale, una Sfera, irrompe per annunciare il “Vangelo delle Tre Dimensioni” e vista l’incredulità del Quadrato lo porta con sé in Spacelandia. L’essere bidimensionale esclama angosciante: «Questa è la follia o l’Inferno!». «Nessuno dei due», replica la voce della Sfera, «questo è il Sapere; sono le Tre Dimensioni: riapri l’occhio e cerca di guardare un po’».

Giuseppe Romano, in «Il Domenicale», sabato 16 aprile 2005

2 piccioni con una fava

per chi ha sempre fretta, un aiuto nelle ricerche sulla rete, qui.

martedì 26 aprile 2005

Il buongiorno si vede dal mattino?

"Mio nonno e mia nonna parlavano molto volentieri di decessi.
Opsedali, obitori e tombe erano il loro caviale quotidiano. E poi le improvvise complicazioni renali, le fatalità cardiovascolari, tutta la lotteria del corpo umano.
Nel loro tinello effettuavano autopsie immaginarie sui corpi di remoti conoscenti alla ricerca delle vere cause, e litigavano screditando lumibari.
Per il resto, eccetto questa dialettica ospedaliera e mortuaria, si parlavano poco, non si facevano gli auguri di compleanno, mai bigliettini o cose da scartare.
Spesso li avevo sentiti vantarsi della loro sforuna. Dicevano, gongolando, che la malasorte li teneva nel mirino.
Il fatto è che non erano predisposti alla felicità. E la felicità, a scanso di equivoci, li evitava."

L'incipit del romanzo "Vent'anni che non dormo", di Marco Archetti (Feltrinelli, 2005), non lascia sperare molto bene. L'ultima di copertina*, invece, sì.
Vi farò sapere.


*"Chiara aveva un debole. Per chiunque."

lunedì 25 aprile 2005

Questione di dimensioni?

Il sito più piccolo del mondo.

Già raccontate tutte le storie

(Appunti tratti dalla recensione "Le sette trame capitali" di Luigi Sampietro, Domenica de Il Sole 24 ore, 17 Aprile 2005)

Secondo lo studioso americano Christopher Booker (“The seven basic plots: Why we tell storics”, London, 2004, pagg. 728, € 32) tutti i romanzi e i film sono riconducibili a pochi canovacci fondamentali. Ne individua sette:

1. Il mostro sconfitto (Overcoming the Monster)
Storie in cui l’eroe sconfigge un mostro o allontana una minaccia, arriva alla conquista di un tesoro oppure della mano dell’amata.
Es: Davide e Golia, Gilgamesh, Lo Squalo, James Bond.

2. Dalle stalle alle stelle (Rags to Riches)
Storie di persone del tutto normali che scoprono in sé una seconda e migliore identità.
Es: Cenerentola, David Copperfield, Jane Eyre, i protagonisti dei film La febbre dell’oro e My fair Lady.

3. La rinascita (Rebirth)
Qui occorre che prima qualcuno muoia. E che si tratti di morte apparente. O, per lo meno, simbolica. Poi qualcosa succede. Ed è un miracolo. Per cui ritornano la vita e la luce.
Es: Biancaneve, Canto di natale, Delitto e castigo, Tutti insieme appassionatamente.

4. La ricerca (The Quest)
Avventure e peripezie all’inseguimento di un obiettivo o di una ricompensa. Un tesoro di inestimabile valore o l’oggetto del desiderio. La salvezza eterna o qualche forma di redenzione morale.
Es: l’Odissea, la Divina Commedia, Il Giro del mondo in 80 giorni, I predatori dell’arca perduta.

5. La commedia (Comedy)
Storie di travestimenti ed equivoci, imbrogli scoperti ed appuntamenti mancati. E trame che prendono in giro se stesse. Ma poi tutto s’aggiusta per cui tutto è bene quel che finisce bene.
Es: Le vespe (di Aristofane), L’avaro (di Molière), Le nozze di Figaro, i film dei Fratelli Marx.

6. Il viaggio e il ritorno (Voyage and Return)
Storie in cui succede qualcosa (un naufragio, un incontro o una guerra) che proietta gli eroi in un mondo o una dimensione sconosciuta.
Es: l’Asino d’oro (di Apuleio), Robinson Crusoe, Alice nel paese delle meraviglie, Via col vento.

7. La tragedia (Tragedy)
È una storia che finisce male. Ma non solo. È costruita secondo una sequenza, vero e proprio archetipo, di cinque tempi. Gli eroi sono sopraffatti da una passione che li porta al disastro e alla morte.
Es: l’Orestea (di Eschilo), Anna Karenina, Madame Bovary, Lolita.


La teoria è molto interessante. (Mi) Suggerisco:
* un giro su google per vedere altre recensioni del libro -- fatto
* verificare a scuola se si riesce a trovare qualcosa di nuovo

domenica 24 aprile 2005

questa scuola non piace (anche a me)

(...) Infine, a scuola bisogna riconoscere che prevale, ed è premiata, molto di più la cultura del comportamento strumentale rispetto a quella del comportamento finale, molto di più la cultura dell’utile rispetto a quella del disinteressato. Un libro letto per piacere vale meno, infatti, in termini di potere di scambio nel profitto, ma anche in termini di “fama” genericamente scolastica, di un libro letto per obbligo. Allo stesso modo un ragazzo che studia volentieri è un “ingenuo”, mentre chi studia per il bel voto o per il diploma è un “furbo”, ecc.
L’idea che, a scuola, la meta sia in ogni momento del viaggio e non solo alla sua fine (titolo di studio) non raccoglie molti consensi reali, anche se, proprio per questo strabismo sostanziale, capita sempre più spesso che, giunti al termine, convenga certificare sul piano formale che molti sono giunti nella città di destinazione anche se non è vero.

L'intervento completo di Giuseppe Bertagna è diponibile nella cartella "approfondimenti e altro".

sabato 23 aprile 2005

(vedi il post precedente) ps: io vi aspetto qui...

The Dante's Inferno Test has sent you to Purgatory!
Here is how you matched up against all the levels:
LevelScore
Purgatory (Repenting Believers)High
Level 1 - Limbo (Virtuous Non-Believers)Low
Level 2 (Lustful)Moderate
Level 3 (Gluttonous)Moderate
Level 4 (Prodigal and Avaricious)Very Low
Level 5 (Wrathful and Gloomy)Low
Level 6 - The City of Dis (Heretics)Very Low
Level 7 (Violent)Low
Level 8- the Malebolge (Fraudulent, Malicious, Panderers)Moderate
Level 9 - Cocytus (Treacherous)Low

Take the Dante's Inferno Hell Test

10 minuti per 4 passi all'Inferno

Attualissimo per i terzani, un po' meno per i quartani, meno ancora per i quintani.
Ma bellissimo!

venerdì 22 aprile 2005

Copiare o studiare? (part two)

Quando ho letto la rubrica delle lettere di Beppe Severgnini sul Corriere m'è venuto da pensare...

Copiare o studiare?

La discussione sui "doveri" e sulla "morale" iniziata in terza alla quinta ora può proseguire con questo passo di Cicerone (De officiis, I 5), che credo interessante. Nella sostanza, il contrasto di cui si parla è quello tra "utile" e "onesto": passo avanti o rispetto la fila? restituisco il portafoglio o mi tengo i soldi? copio o studio?

Ma ci sono alcune scuole che, con la loro definizione del sommo bene e del sommo male, sovvertono ogni moralità. Chi definisce il sommo bene come affatto disgiunto dalla virtù, e lo misura non col criterio dell'onestà, ma con quello del proprio vantaggio, costui, se vuol esser coerente a se stesso, e non è vinto talora dalla bontà della propria indole, non potrà coltivare né l'amicizia, né la giustizia, né la liberalità: certo non può essere in alcun modo forte, giudicando sommo male il dolore, né temperante, ponendo come sommo bene il piacere.
Qui il testo completo.


PS: No comment su quanto ho sentito dire (e ho visto...) in classe; spero la depressione passi presto.

mercoledì 20 aprile 2005

Tu sei come una giovane, una bianca pollastra

C'è chi sta sopra le parti; chi si sta in fondo all'aula, e chi al lato opposto, quasi sotto la cattedra... Proprio come stamattina, in quinta.
Complimenti a chi ha partecipato alla discussione.

About Boccaccio

Per la lettura integrale del Decameron in italiano; per apprezzare il fatto che anche degli americani possano fare ricerche interessanti su Boccaccio.

martedì 19 aprile 2005

Benedetto XVI

Dall'ultima omelia da Cardinale:

Quanti venti di dottrina abbiamo conosciuto in questi ultimi decenni, quante correnti ideologiche, quante mode del pensiero... La piccola barca del pensiero di molti cristiani è stata non di rado agitata da queste onde - gettata da un estremo all’altro: dal marxismo al liberalismo, fino al libertinismo; dal collettivismo all’individualismo radicale; dall’ateismo ad un vago misticismo religioso; dall’agnosticismo al sincretismo e così via. Ogni giorno nascono nuove sette e si realizza quanto dice San Paolo sull’inganno degli uomini, sull’astuzia che tende a trarre nell’errore (cf Ef 4, 14). Avere una fede chiara, secondo il Credo della Chiesa, viene spesso etichettato come fondamentalismo. Mentre il relativismo, cioè il lasciarsi portare “qua e là da qualsiasi vento di dottrina”, appare come l’unico atteggiamento all’altezza dei tempi odierni. Si va costituendo una dittatura del relativismo che non riconosce nulla come definitivo e che lascia come ultima misura solo il proprio io e le sue voglie.
Noi, invece, abbiamo un’altra misura: il Figlio di Dio, il vero uomo. É lui la misura del vero umanesimo. “Adulta” non è una fede che segue le onde della moda e l’ultima novità; adulta e matura è una fede profondamente radicata nell’amicizia con Cristo. É quest’amicizia che ci apre a tutto ciò che è buono e ci dona il criterio per discernere tra vero e falso, tra inganno e verità. Questa fede adulta dobbiamo maturare, a questa fede dobbiamo guidare il gregge di Cristo. Ed è questa fede - solo la fede - che crea unità e si realizza nella carità. San Paolo ci offre a questo proposito – in contrasto con le continue peripezie di coloro che sono come fanciulli sballottati dalle onde – una bella parola: fare la verità nella carità, come formula fondamentale dell’esistenza cristiana. In Cristo, coincidono verità e carità. Nella misura in cui ci avviciniamo a Cristo, anche nella nostra vita, verità e carità si fondono. La carità senza verità sarebbe cieca; la verità senza carità sarebbe come “un cembalo che tintinna” (1 Cor 13, 1).

Bertoldo, Bertoldino & Cacasenno

Visto che il racconto, solo accennato stamattina in terza, ha ottenuto un inspiegabile successo, posto il link per la lettura completa del romanzo (riservato a persone di stomaco forte*).

E, se qualcuno riuscisse a procurarsi il film di cui si parla qui e qui, magari potrebbe fornire l'occasione per vederlo poi insieme in classe (dato che siamo da poco dotati di magnifica tv).

* un assaggio dall'inizio della narrazione
Fattezze di Bertoldo.
Prima, era costui picciolo di persona, il suo capo era grosso e tondo come un pallone, la fronte crespa e rugosa, gli occhi rossi come di fuoco, le ciglia lunghe e aspre come setole di porco, l'orecchie asinine, la bocca grande e alquanto storta, con il labro di sotto pendente a guisa di cavallo, la barba folta sotto il mento e cadente come quella del becco, il naso adunco e righignato all'insù, con le nari larghissime; i denti in fuori come il cinghiale, con tre overo quattro gosci sotto la gola, i quali, mentre che esso parlava, parevano tanti pignattoni che bollessero; aveva le gambe caprine, a guisa di satiro, i piedi lunghi e larghi e tutto il corpo peloso; le sue calze erano di grosso bigio, e tutte rappezzate sulle ginocchia, le scarpe alte e ornate di grossi tacconi. Insomma costui era tutto il roverso di Narciso.

domenica 17 aprile 2005

Scuola & amori

Giulia Carcasi, Ma le stelle quante sono, Feltrinelli 2005.

dalla presentazione nel sito dell'editore
C'è una generazione fatta di sms, gavettoni, crepe alla nutella, professori frustrati; c'è la voglia di essere ascoltati e di giudicare la vita, gli adulti, l'ingiustizia. Ci sono Carlo e Alice: stessa classe e, a volte, stesso banco. Lui è meravigliosamente imbranato, senza modelli da incarnare, senza maschere. Lei si sente diversa, non omologata, è uno spirito critico e, al contempo, una sognatrice. Il loro cuore è ancora poco addestrato, bravissimo a sbagliare. E così Alice casca tra le braccia di Giorgio, misterioso e intrigante. Carlo si lascia sedurre da Ludovica, la classica ragazza facile che sa il fatto suo. Diciotto anni. Due ragazzi si affacciano su un mondo adulto che capiscono poco, tanto più se la scuola, la famiglia e gli amici si mettono di mezzo...
"Ma le stelle quante sono" è un romanzo senza peli sulla lingua, schietto, diretto, una freccia che va dritta al bersaglio. Una partita di ping-pong sentimentale. Con una bella ventata di romanticismo. Un libro a due facce. A due sessi. A due voci. Per un amore solo.

venerdì 15 aprile 2005

Ah!, un omaggio a Pontiggia

Tratto da "Prima persona" di Giuseppe Pontiggia, un pezzo unico sull'importanza dell'interpretazione. Da leggere, per forza.

Wagner e Garibaldi ad Acireale
Scopro su "Diario" una storia zen che ha come protagonisti Wagner e Garibaldi.
Nell'articolo di Roberto Alajmo sul soggiorno di Wagner a Palermo, tra il 1881 e il 1882, si racconta l'incontro a distanza, avvenuto ad Acireale, tra l'inventore della musica dell'avvenire e l'eroe dei due mondi.
Il treno che trasporta Garibaldi si ferma alla stazione, proprio di fronte all'Hotel delle Terme, residenza temporanea di Wagner.
La folla acclama.
Il compositore in vestaglia scende in strada e chiede al direttore dell'albergo chi è quel vecchio acclamato dalla folla.
Il direttore dell'albergo gli risponde che è l'eroe dei due mondi.
Wagner dice: «Ah!».
A sua volta Garibaldi, vedendo dal treno quella figura venerabile in vestaglia, chiede chi sia.
Gli viene risposto che è l'inventore della musica dell'avvenire.
Garibaldi dice: «Ah!».
Nessuno dei due si muove, il treno riparte.
È un evento che nella storia dell'Occidente – come si suole dire per convenzione astronomica – non ha uguali. Due uomini epocali suggellano il loro muto incontro con l'interiezione più arcaica: «Ah!».
Viene cosi risparmiata ai posteri ogni frase memorabile e ci si limita a un lascito esemplarmente alieno da ogni volontà dimostrativa ("Ah!"), da ogni entusiasmo edificante ("Ah!"), da ogni scoperta della comune matrice storica, ("Ah!"), da ogni irrinunciabile impegno, compito o missione ("Ah!"), da ogni abbraccio fraterno ("Ah!").
Ci viene offerta invece l'immagine familiare e dimessa di una curiosità rassegnata ("Ah!"), di una concentrazione distratta ("Ah!"), di una Storia centripeta trasformata in Storia centrifuga ("Ah!"), di un presentimento della fine ("Ah!"), di una evasione privata ("Ah!"), di uno scandaglio intimo ("Ah!").
Anche "Ah!" del resto, secondo alcuni grammatici, è una frase. Solo che ne contiene così tante, da diventare alla fine la più ricca ("Ah!") e la più completa ("Ah!").

mercoledì 13 aprile 2005

Il bello del tempo reale

Visto che qualcuno stamattina s'è preso la briga di controllare se il test era disponibile online, mi sento in dovere di ricompensare la premura mettendo nella cartella di terza sia il file con le risposte corrette che la tabellina con le valutazioni (rigorsamente anonima!). Saluti a tutti gli affezionati lettori!

PS: i risultati non sono poi così male; questo mi sprona a proseguire sulla strada delle verifiche a sorpresa
PPS: non è bello dire o pensare parolacce all'indirizzo del prof dopo aver letto il precedente ps...

martedì 12 aprile 2005

È pronto

Test di italiano
Due parole su vita e opere di Giovanni Boccaccio
(dedicato a chi di parole ne ha fatte ben più di due…)

21 domande vero/falso con il seguente criterio di correzione (senza paracadute):
per ogni risposta esatta: +0,5 punti
per ogni risposta omessa: -0,15 punti
per ogni risposta errata: -0,25 punti

Fecondazione assistita (2)

Nella cartella "approfondimenti e altro" l'intevento odierno con cui Giuliano Ferrara risponde alle tesi di Giuliano Amato pubblicate ieri sul Corriere della Sera.

lunedì 11 aprile 2005

Scrive don Ettore

In occasione dei prossimi referendum sulla procreazione assistita e sentendoci partecipi dell'attuale dibattito sulla legge 40

Sabato 30 aprile 2005
le classi quarte e quinte superiori
incontreranno la sen. Emanuela Baio Dossi (relatrice della legge 40)

La successione delle classi è la seguente:
08.10 - 09.50 Classi quinte superiori
10.50 - 12.30 Classi quarte superiori

N.B.: Nell'eventualità di un dibattito vivace è possibile, per le classi quinte, che venga utilizzata anche la terza ora.

Spero che fanciulle e fanciulli di quarta, che stamattina hanno avuto modo di iniziare una discussione seria con la lettura del mega-articolo di Giuliano Amato pubblicato sul Corriere della Sera, proseguano la loro opera di sensibilizzazione preventiva. Idem, articolo escluso, per ragazze e ragazzi di quinta.

domenica 10 aprile 2005

Intelligenza artificiale

Sembra un gioco, ma non lo è...
...e funziona davvero, per (quasi) ogni cosa si possa pensare.

Da provare!

462 Kb

per rivedere il mega-file della simulazione di prima prova dello scorso sabato, nella cartella di quinta.

mercoledì 6 aprile 2005

Questa fila non era nei conti

L'articolo di fondo dell'edizione odierna di Avvenire, disponibile in pdf nella cartella "materiali".

Che cosa cercate, in questa fila lunga, grandiosa? Non era previsto.
Cosa cercate? Perché arrivare fin qui dopo un viaggio anche lungo, o aver lasciato le case, gli uffici, o rinviato altre gite, altri appuntamenti? Cosa cercate sfilando, così rapidamente, sostando un niente, dopo ore in piedi? Cosa vi spinge? Una commozione reale? O il sentimento indotto, dolciastro, massmediale? No, non può esser solo la tivù. Qui siete venuti. In tanti. Tanti "io", tanti "tu".
L’altra sera quando si è sparsa la notizia temuta che ci avevano fatto antivedere, per le strade avete rallentato il passo, cercato una chiesa che avreste voluto aperta. Cosa cercate? Forse in quest’epoca per molti aspetti tetra e spettacolare anche il lutto può divenire occasione di ritrovamento, di riconoscimento? Come accade ai ragazzini che spesso lasciano sciarpe, magliette, frasi nei punti dove uno di loro è scomparso, dove un accidente lo ha tolto. In quei gesti strani, di omaggio al mistero, c’è una strana affermazione: io ci sono. Siamo in un’epoca di ragazzini? Siete tutti dell’orrenda razza dei sentimentali? Di coloro che per primi piangono e per primi dimenticano? Di coloro che si nutrono della propria commozione come di una dura autogiustificazione? Siete della razza dei vili? Di coloro che usano qualcosa, qualcuno, qualsiasi cosa per potersi sentire ancora vivi? Cosa cercate? Esserci, come un imperativo, nel luogo di cui tutti parlano, nel luogo dove accade qualcosa di importante.
Vi commuovete per lui o vi commuovete per voi stessi? Per gli anni passati, gli ideali appannati, per i peccati, sì, anche se non li chiamate così, e per le gioie passate? O forse siete qui per vedere il gran personaggio prima che ci sia sottratto alla vista? Ma non era difficile trovarlo, non era uno che si ritraeva, non faceva il personaggio, appunto. Apriva la sua finestra, aveva aperto le porte. S’è dato. Non era difficile incontrarlo. In molti l’avevate giàvisto, e allora cosa cercate? Avete tutte le età, in questa fila si è forse incamminata un’invisibile e pur presente eterna umanità. Qualcosa che è in viaggio da sempre. Qualcosa che cerca da sempre. Non vi aspettavano, i guardiani della basilica. Non vi aspettavano così tanti. Non aspettavano lei, quella sempiterna, discutibile, difettosa, umanità. Che cerca sempre. Che s’incammina sempre. Quella umanità che non è bella perché non è un’idea, ma è fatta di singoli.
Chi prenderà sul serio tutto questo? Chi sta prendendo sul serio il vostro desiderio? Chi lo sta ricevendo oltre a lui, al grande Papa ora però defunto?Chi non vi sta trattando da folla, da gente, da pubblico, da massa? Chi vi chiederà a uno a uno: cosa cerchi? Cosa indaghi con lo sguardo sotto le navate dove stai in fila, e prima fuori, nella piazza coronata dal Bernini? E cosa indaghi guardando il cielo di Roma?
Non vi avevano previsto. Perché non vi avevano mai visto? Lui vi aveva visto. Per questo forse tornate a farvi vedere. Non a guardarlo. Ma a farvi guardare. Cosa cercate? Il suo sguardo? Come se nessun’altro, o pochi altri, vi avesse guardato così. Come se poche volte, troppe poche volte, aveste incontrato uno sguardo così. Come se fosse raro. E allora da cercare, da chiedere, da ringraziare. Forse voi non cercate qualcosa che si trova tra i morti. Come all’alba della Resurrezione fu l’angelo ad avvertirlo: "Perché Lo cercate tra i morti?". Tutto il mondo parla di un morto. Ma la vostra presenza qui, la vostra muta costanza, la vostra discutibile pazienza, è il primo indizio, potente, che si tratta di un Vivo.

venerdì 1 aprile 2005

Oltre la fine

Karol Wojtyla, da La speranza che va oltre la fine (1975)

4.
Ma la morte è un'esperienza finale,
Ed ha sapore d'annientamento -
Con la speranza le strappo il mio «io», glielo devo strappare,
Superare così l'annientamento...
Allora, d'intorno, si levano grida, si leveranno di nuovo:
«Sei pazzo, Paolo, sei pazzo!»
ed ecco contro me stesso
e contro una moltitudine combatto per la mia speranza -
in me non la sostiene
nessuno strato di memoria,
nello specchio in cui tutto passa non trova un riflesso
ma soltanto nel Tuo Passaggio pasquale,
a cui si lega l'iscrizione più profonda del mio essere.

5.
E così m'iscrive in Te la mia speranza,
Fuori di Te non posso esistere -
Quando innalzo il mio «io» sopra la morte
Svellendolo da un suolo di sterminio,
Questo avviene
Perché esso sta in Te
Come nel Corpo
Che dispiega la sua potenza sopra ogni corpo umano
E rinnova il mio «io», cogliendolo da un suolo di morte
In figura diversa eppure tanto fedele,
Dove il corpo della mia anima e l'anima del mio corpo ritornano a
congiungersi
Fondando sulla Parola, per sempre, la vita fondata prima sulla terra,
Dimenticando ogni affanno, come al levarsi, nel cuore, d'un Vento improvviso
Al quale nessun uomo vivente può resistere
né le cime dei boschi, né in basso le radici che si fendono.
Il Vento mosso dalla Tua mano, ecco, diviene Silenzio.

6.
Gli atomi dell'uomo antico fanno compatta la gleba
Primordiale del mondo ch'io raggiungo con la mia morte,
Li innesto in me definitivamente
Per trasformarli nella Tua Pasqua ­ che è il tuo PASSAGGIO.